“Aditi e i suoi Figli: un nugolo di popoli” di Federico Bellini

La tradizione antica musulmana narra che ci fu un Gran Re, vissuto prima del Diluvio Universale, dal nome singolare di Shadd-Ad-Ben-Ad, ossia, Figlio di Ad; egli creò anche una sorta di “Paradiso Terrestre” chiamato Iram. Eppure il suo nome e la sua presenza sembrano essere ancora più antichi. A e Âdi, in sanscrito, significano il “primo”, in aramaico “uno” (Adad l’unico uno”), in assiro “Padre”, donde Akad o “Padre Creatore” e che vide in Sargon di Akkad, appunto, il fondatore del grandioso Impero Accadico (2350-2220 a.C.), mentre Ad-Ha, che cosmogonicamente parlando significa il Primo, equivale a Adamo, il Padre dell’Umanità. I Figli di Ad, i Figli dell’Uno, erano anche chiamati i Figli della Nube di Fuoco, e presso gli Arabi sono ricordati ancora oggi come una “razza” grande e civile: “I Figli di Ad era anche il nome dato a Esseri giganteschi dotati di forza straordinaria pari alle loro dimensioni, che spostavano facilmente enormi blocchi di pietra”. Abili architetti e costruttori, innalzarono molti monumenti al loro potere, e quindi, fra gli Arabi, nacque l’usanza di chiamare le grandi rovine le “Costruzioni degli Aditi”. Fondarono una ricca nazione che in seguito degenerò, – ancora oggi si leggono dei passi nel Corano dove sono condannati duramente- , sino a quando la punizione di Allah cadde sulle loro teste dissolute, scatenando l’ira divina che li annientò completamente. Infatti, la tradizione narra che una grande catastrofe distrusse l’intera nazione degli Aditi, ad eccezione di pochissimi, similmente a ciò che accadde alla mitica civiltà di Atlantide. Si narra, anche, che i primi Aditi furono seguiti da una “seconda razza” di Aditi, gli scampati al Diluvio Universale che colonizzarono l’Arabia Felix.

«Aditi è il Firmamento, Aditi è l’Atmosfera, Aditi è la Madre, è il Padre, è il Figlio, Aditi è tutti gli Dèi, Aditi è le Cinque Razze degli Uomini, Aditi è ciò che è già nato, Aditi è ciò che deve ancora nascere.» (Ṛgveda, I, 89,10)

Ma i Figli di Ad, in India, sono gli Aditya, i Figli della Grande Madre Aditi. Aditī (che in devanāgarī il suo significato è “priva di limiti/vincoli“) è una divinità della religione vedica e da qui passata al più recente Induismo. La sua figura equivale a quella della Madre di tutte le “Forme Esistenti“, degli Dèi e degli Esseri Viventi, oltre ad aver generato un gruppo di Divinità collegate alla “Luce” denominate Āditya. Si racconta nel Viṣṇu Purāṇa che Kaśyapa divise il feto di Aditī in “Dodici Parti” da cui nacquero i Dodici Āditya: Dhatri, Mitra, Aryaman, Sakra (Indra), Varuna, Anśa, Bhaga, Vivasvat, Pushan, Savitr, Tvashtar, Vishnu. A dimostrazione di un’origine comune tra le varie popolazioni della Terra, come non ricordare il Mito greco della “Creazione“, nel quale Gea (la Madre o Dèa Primordiale), insieme al Cielo Urano, generò i Dodici Titani, i Figli che, similmente al mito indiano, vennero alla luce dopo che Kronos uccise il proprio padre (costringendo la consorte a tenerli nel grembo): Oceano, Coio, Creio, Iperione, Iapeto, Theia, Rea, Themis, Mnemosyne, Phoibe, Tethys e Kronos. Similmente, anche nell’antica mitologia cinese, a dimostrazione (ancora una volta) di una comune origine di tutti i miti del genere umano, si narra degli “Uomini di Fohi” (o “l’Uomo del Cielo”), i quali erano chiamati i Dodici Tien Hoang, con la “Faccia Umana e il Corpo di Dragone“. Questi Dodici crearono l’Umanità, incarnando sé stessi in “Sette Figure d’Argilla“, fatte a loro immagine e somiglianza…