"Darean Isman, il Poeta Cosmico degli Astri Interiori"

Andrea Manis (spesso sotto lo pseudonimo di Darean Isman) nasce a Cagliari nel 1990 e consegue presso la Facoltà di Studi Umanistici di Cagliari la Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne Europee e Americane, discutendo una tesi di Sociolinguistica. Intraprende così il percorso dell’ insegnamento della Lingua e della Civiltà Inglese presso la scuola secondaria, dell’Italiano per stranieri e come facilitatore linguistico. Parallelamente alle ricerche meramente (socio)linguistiche, coltiva negli anni lo studio dell’arte, della letteratura, della filosofia e in genere di tutte quelle discipline connesse a una sapienza antica o contemporanea, volta all’approfondimento dell’essere umano. Si interessa di ermetismo, esoterismo e alchimia, disseminando i suoi testi – perlopiù aforismi e poesie – di simboli e metafore ermetiche. Il suo orientamento artistico trova, peraltro, conferma nella sua attività musicale ormai decennale come bassista e chitarrista. Dopo un’esperienza poetica intima e solitaria, decide di onorare la “Giornata Mondiale della Poesia 2019” di Cagliari con il suo primo reading pubblico ufficiale, organizzato dall’Officina dei Poeti. Pubblica inoltre alcune delle sue poesie in antologie poetiche, con autori nazionali e internazionali, grazie, sovente, alla vincita di concorsi. La sua scrittura è un canale che tende a una profonda introspezione: tramite l‘intuizione e l’immaginazione mira a svelare sulla carta frammenti d’impossibile, ricorrendo a immagini e analogie che creano un forte coinvolgimento e impatto emotivo.

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Breve introduzione alla poetica

Definito da alcuni lettori “Poeta Cosmico degli Astri Interiori”, riesce a illuminare le parti più oscure di sé tramite un io poetico mai intrusivo, anzi talvolta del tutto silente. L’assenza di un io meramente biografico, e quindi collocato in un contesto preciso spaziale e temporale, aiuta infatti a immergersi nella pura astrazione senza filtri, attingendo il senso più profondo in maniera diretta. A conferma di ciò, anche Kandinsky, nel suo saggio intitolato “Lo Spirituale nell’Arte”, mentre descrive il suo principio di necessità interiore, sottolinea che l’Arte «pura ed eterna» (p. 56), e dunque l’unica oggettiva, deve essere necessariamente al di fuori del «tempo e dello spazio» affinché «col tempo non perd[a] forza ma, anzi, continu[i] ad acquistarne» con il progredire dei secoli.

Il lettore ha pertanto la sensazione di immergersi gradualmente, cullato dall’alternanza di versi variopinti, intricati ed enigmatici, in un non-Tempo, in un’altra non-epoca sempre e mai esistita insieme; un’Età dell’Oro nella quale l’Arte risplende di quell’aura sacrale che al giorno d’oggi fatica a emergere, una sorta di Paradiso Perduto, per dirla alla John Milton. A dimostrazione di ciò, una sapiente e lodevole recensione di una delle sue lettrici definisce la sua poesia un «lontano e preciso ricordo che poi ci catapulta in avanti in un andirivieni dell’Anima, in una sorta di danza infinita nella quale l’Anima stessa diviene la protagonista, la quintessenza delle parole e della musicalità insite in ogni singolo verso». Nell’andamento quasi labirintico dei versi, emergono dei veri e propri salti concettuali, dal microcosmo al macrocosmo, dal basso verso l’alto e viceversa, dall’inconscio verso le superfici del cosciente, in cui il sé poetico si identifica come ponte tra le due dimensioni mediante la giustapposizione dei sentimenti più umani a un esito cosmico, stellare.

Da un’attenta lettura, evidenzia una sua abituale lettrice, si diviene sempre più consapevoli che «ogni parola è il frutto di una ricerca più interiore che esteriore, di una scelta attenta e cosciente che vuole trasmettere al lettore precise simbologie e profondi significati archetipali». E ciò non può che confermarlo anch’egli stesso, conscio dell’unica fonte da cui provengono quelli che in alcuni versi ha definito diamanti mentali: l’inconscio collettivo se ci si rifà ai lavori di Jung o, ancora, la memoria ancestrale se si considerano altri ricercatori. La nostra lettrice a tal proposito afferma che «l’archetipo, il significato arcano, e il simbolo divengono quindi gli strumenti del poeta che abilmente si lascia guidare dall’ispirazione. E attraverso il ritmo sinusoidale dei versi il lettore è catapultato in immagini spesso oniriche che trasudano surrealismo, sogno, evocazione, ricerca interiore» e si fa canale tra il cosiddetto Ur-codex (si prenda come punto di riferimento l’approccio compositivo dell’artista Klee) e la lingua del mondo materiale.

Si potrà facilmente evincere che la scrittura, per il nostro, è una vera e propria Via di Iniziazione individuale tramite la quale il dolore è pronto a essere trasmutato in perla, il suo piombo in Oro per dirla in termini alchemici, che l’autore inaspettatamente trova tra le sue mani invisibili «a risplendere di una luce vergine che illumina i [s]uoi occhi e nutre la [s]ua mente onirica, che è fatta di sogni ma anche della concretezza dell’essere», come sottolinea la sua più attenta lettrice. La sua poesia non è altro che il tentativo costante di sublimare tali sofferenze, tessendo con le parole ciò che l’animo ha assorbito in se stesso silenziosamente, avvalendosi di musicalità, colore, assonanze, simbolismi, immagini oniriche, intuizioni e sentimenti, ammantandosi di una «bruma crepuscolare, con quel non so che di magico che impregna le parole come a significare che ogni cosa possiede in realtà il proprio grado di magia cosmica».

Per concludere, necessità di cui ogni Iniziato che si rispetti è ben consapevole, il lavoro su sé stessi, in questo caso tramite una via poetica, è imprescindibilmente individuale; tuttavia, tanto più l’individuo avanza e si evolve, quanto più l’umanità tutta può beneficiarne, attingendone, prendendone parte o finanche distanziandosene. Ebbene, il nostra poeta mette a disposizione di tutti questi suoi versi che premono per emergere, affinché possano essere dei veri e propri semi piantati nella melma della selva dei tempi nostri moderni, in visione di un vero e proprio cambio di ciclo e di un nuovo Umanesimo e Rinascimento.

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