"Noi siamo come gli Uomini delle caverne" di Federico Bellini

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Rammento che era la fine del 2008, inizio 2009, quando cominciai a Prendere Coscienza di un problema fuori dal comune, quello dei Rapimenti Alieni. In questi ultimi anni, oltre ad essere cambiata la mia vita, è cambiato sensibilmente anche quel Mondo, fatto di personaggi e ricercatori, più o meno seri, che ho avuto il privilegio di conoscere, diventandone, infine, persino uno di loro. In realtà il panorama italiano (ma anche europeo e mondiale) che tratta queste tematiche è talmente vasto e variegato da risultare una giungla per chiunque cerchi per la prima volta di farvi capolino e di capirci qualcosa. Ci sono gli adepti di associazioni o congregazioni in stile setta religiosa di incerta origine che vantano un certo buonismo cosmico, spesse volte alquanto mieloso e stomachevole, al contrario, abbiamo gruppi più o meno certificati, sorta di sette laiche che credono che l’Universo sia un luogo pieno di brutti ceffi che vogliono approfittarsi di noi; insomma, si passa da un estremo al-l’altro. Esistono anche casi mediatici che oltrepassano i confini delle nazioni in cui sorgono e se si esclude l’America, per decenni fucina di bizzarri movimenti, recentemente è stata l’Europa (con la Gran Bretagna, la Francia e l’Italia), a contribuire all’emergere di personalità che hanno acquistato un’ampia eco, con migliaia di seguaci. Sicuramente in tutte queste realtà esiste anche una buona dose di fanatismo, elemento che tiene insieme persone diverse tra di loro, dissimili per estrazione sociale, appartenenza politica, religiosa, culturale, ma che in qualche modo trovano un terreno neutro (e per alcuni fertile) dove convogliare un potenziale umano in grado di essere manipolato e soggetto a certi dettami.

Come ho scritto poco sopra, in questi ultimi anni, ho anche avuto il privilegio (a volte no) di incontrare tante persone, non necessariamente “famose”, quanto piuttosto comuni, soprattutto giovani, con le quali ho instaurato amicizie, collaborazioni e scambi, a volte proficui, su determinate ricerche. Per quanto abbia un’indole solitaria, e sia abituato a vivere nella “mia foresta” come da buon lupo solitario che si rispetti, non ho fatto a meno di notare una costante che da sempre ha marciato di pari passo con la mia esistenza terrena, ovvero, di come le persone si aggrappino ad un qualcosa (in questo caso una persona), per cercare risposte sulla propria vita e, non appena le ha trovate, se ne allontana senza nemmeno un grazie. Non starò certo in questa sede a disquisire sui comportamenti umani, ma ho sempre trovato singolare l’atteggiamento di queste persone e che, in cuor loro, non sono certo degli opportunisti (magari non coscientemente), ma che comunque sono in grado di entrare a far parte delle nostre vite in momenti fondamentali e condizionarne non poco l’evolversi. Vedete, esistono tanti dubbi e poche certezze a questo Mondo, ma l’unica verità che al momento conosco è che l’ignoranza crea cecità, mentre la libertà significa essere coscienti di saper accettare anche ciò che non si comprende, senza dover tutte le volte giudicare l’altrui pensiero. Perché è giusto che ognuno abbia le proprie vedute e a spada tratta le difenda finché ne è convinto, sino a quando, però, non arriverà il giorno che le rimetterà in discussione per cambiarle, e con esse anche la propria vita. Adesso fermatevi un attimo e pensate: credete sia la massa che fa una “Cultura Vera” (e nel vero senso della parola) o l’esperienza di tanti singoli che insieme ricercano tante verità?

Nel primo caso è solo una forma di dittatura, anche democratica se vogliamo, ma sempre tale resta, nel secondo è l’esperienza di ogni singolo, condivisa o meno, che crea una varietà così infinita, come la varietà infinita è la stessa legge che regola l’intero Universo. Perché, rammentatevelo spesso, specie nei momenti più tristi e sconfortanti della vita che: “l’Universo è ricco ed abbondante e questa ricchezza esiste per soddisfare le esigenze di ognuno di noi!” Ebbene, molti conoscono a grandi linee la mia storia, salita sugli altari della cronaca dopo che nel gennaio del 2011, divenne di dominio pubblico in televisione nella nota trasmissione di Italia 1, Mistero. Quel gesto così eclatante, mirato non tanto a ricercare fama e popolarità, quanto a lanciare un sassolino nello stagno (le motivazioni le troverete più avanti), fu così forte da creare contrasti, non solo in un ambiente di ricerca pseudo-ufologica dalla quale provenivo (e nel quale ero conosciuto da tempo), ma anche nei confronti di coloro che di queste tematiche non sapevano quasi nulla. Da allora, e soprattutto in questi ultimi anni, la mia vita è stata per buona parte un inferno! Si, un inferno perché molti mi hanno voltato le spalle, riversando su di me la loro rabbia e frustrazione, altri per invidia e gelosie, altri ancora per difendere ad ogni costo una loro ricerca da anni ormai comprovata nell’ambiente alternativo ufologico italiano; altri ancora mi hanno persino dato dell’essere immondo o addirittura satanico. Mentre tutto ciò accadeva ho constatato lo sgretolarsi del mio mondo familiare e professionale, costruito in anni di duro, faticoso e solitario lavoro, con la morte di parenti molto cari e il fallimento della mia attività lavorative. Di pari passo, però, non mi sono dato per vinto, ho cercato di riemergere, di trovare altre soluzioni, ho proseguito le mie ricerche, da solo e in compagnia, e non sono mancate anche qui “collaborazioni interessate” con omunculi (o donnucole) che poi mi hanno di nuovo pugnalato alle spalle, ma sono sempre andato avanti nonostante tutto il dolore che sino ad oggi ho subito ed assorbito.

Rispetto a tante figure che si ergono nel “panorama italiano alternativo” con un certo odore di santità, personalmente sono sempre stato il primo ad ammettere le mie colpe. Io non sono un santo e probabilmente sono l’ultima persona su questo pianeta a cui dare ascolto, non pretendo di insegnare alcun moralismo o condotta di vita, perché io stesso sono un peccatore. Perché è più facile incolpare gli altri di un qualcosa, nominandolo con termini di grande effetto e presa mediatica, piuttosto che riconoscere che anche noi siamo vittime, quanto la persona che si addita e che vogliamo mettere al rogo ad ogni costo. Molte persone vivono in un Mondo tutto loro, farcito di falsi moralismi e tanta ipocrisia, convinti di essere sempre dalla parte della ragione, quando in realtà sono anch’esse schiave di quei convincimenti, parte integrante del “Sistema”. Per questo motivo viene spontaneo puntare l’indice sull’altro, il diverso, l’Alieno, piuttosto che riconoscere che il vero problema siamo noi e che nel mentre si giudica l’altro, non siamo poi così diversi da quell’Alieno risultante essere lo specchio di noi stessi! Non sapete quante persone, nel corso degli anni, ho incontrato e che mi hanno chiesto come faccio ad essere sicuro di quanto affermo nelle mie ricerche, ad avere la prova dell’esistenza degli Alieni o di tante altre strane amenità, e quando rispondo candidamente che la scienza attuale non è in grado di farlo con i mezzi che ha a disposizione, perché inadeguata, e che ne servono altri per sondare tali misteri, storcono il naso!

Pensate che ad oggi, esiste una branca della scienza, la Fisica Quantistica, che ha scoperto leggi fondamentali del Cosmo che gli antichi asceti in oriente conoscevano già migliaia di anni fa, grazie all’introspezione interiore comunemente chiamata Meditazione, perché in questo contesto, l’antico motto “Conosci Te Stesso e conoscerai l’Universo è gli Dei”, era ed è in definitiva l’unica risposta ad ogni nostro quesito d’innanzi alle immensità del Cielo. Fondamentalmente il concetto è questo. Immaginate di tornare indietro nel tempo con la macchina che voi normalmente guidate ogni giorno, per venire proiettati nell’età in cui gli uomini vivevano nelle caverne. Ora, quegli uomini primitivi si chiederanno che cosa sia quell’oggetto strano con un proprio simile, un pochetto diverso nell’aspetto, al suo interno, ma non avendo le conoscenze e la “Scienza” adeguata, penseranno ad un prodigio o alla venuta di qualche Dio e vi scambieranno proprio con questo, per una Divinità. Bene, ora tornate ai nostri giorni e immaginate che una Civiltà Aliena arrivi sul pianeta Terra e l’approccio avvenga con le stesse modalità in cui voi, con la vostra macchina, vi siete presentati a quei cavernicoli. Spiegatemi, come è possibile, con la nostra Cultura o Scienza attuale, spiegare Civiltà Aliene di millenni o milioni di anni più antiche della nostra? Saremmo nella stessa identica condizione di quei primitivi che, non sapendo di vedere voi e la vostra macchina, vi avevano scambiati per un miracolo prodigioso.

Il fatto è che, noi umani, in questa realtà fittizia pensiamo di sapere tutto, quando nella vera realtà non sappiamo assolutamente nulla e l’Universo stesso, che pensiamo di conoscere, è solo il 5% di un 95% che ancora ignoriamo completamente. Se ci ostiniamo a guardare, con invidia, quanto è alta l’erba del nostro vicino e non ci sforziamo di alzare il naso verso il Cielo, da dove vogliamo cominciare, da delle provette di laboratorio? Servono ben altri mezzi per raggiungere degli obbiettivi, non credete? E la Scienza, ad oggi, è solo un altro dogma di fede, come nel 1500 lo era la Chiesa, che credeva che la Terra fosse al centro dell’Universo e che il Sole gli girasse attorno (hanno solo ribaltato l’assioma, ma la sostanza è rimasta la stessa). Alla fine, se un grande scienziato come David Bohm, riconobbe nella Filosofia Orientale e nella Meditazione un punto di incontro, tanto da diventare amico del celebre filosofo indiano Jiddu Krishnamurti, ci sarà un motivo, e questo motivo è che la Scienza attuale ha i propri limiti, come un tempo li aveva la Religione. Cambiano le epoche, ma le idee, i dogmi e le persone restano le stesse, fintanto non si comprenderà che perdere le proprie certezze (e, come diceva Socrate, “io so di non sapere”), segnerà il momento in cui sarà possibile iniziare una ricerca, concreta, verso la verità!

Vedete, quando si nasce si è ignoranti di tutto e ciò che ci forma sono solamente strutture mentali preesistenti: dei genitori, della famiglia, della scuola, degli amici, della società, etc. Nel corso della vita accumuleremo così tanta conoscenza che ci aiuterà nella formazione di una personalità, di un carattere, una cultura, ma essa non ci aiuterà a capire chi siamo, perché è (e sarà stata) solo conoscenza di seconda mano, il prodotto di deduzioni fatte in base alla percezione proveniente dai cinque sensi degli altri, mischiate alle nostre. La “Vera Conoscenza“, quella interiore, è senza alcun dubbio di prima mano, perché quando alla domanda “Io, chi sono?”, arriverai a risponderti “Io sono Quello! Io Sono lo Spirito Creatore dell’intero Universo”, dove l’Io non è la personalità, l’Io finto a cui siamo attaccati, l’Ego, l’Io illusorio legato alle tante cose materiali, alle esperienze, le passioni, ma all’altro Io, il che è dentro ognuno di noi, la Coscienza pura, il che, non essendo mai nato, non può nemmeno morire, ecco che finalmente si arriverà a riconoscere la nostra “Natura Divina”, e il vero fine dell’esistenza. Per questo motivo diventa fondamentale vivere il presente, perché ci insegna a guardare il Mondo così come è, senza sviluppare sentimenti di attaccamento o di avversione, specie contro noi stessi e soprattutto verso gli altri. Noi soffriamo, non perché l’impermanenza sia di per sé dolorosa da sopportare, ma perché non riusciamo ad accettare che tutto cambia, muta continuamente. E quando si comprende che l’impermanenza porta ad accettare il presente, senza dar spazio a proiezioni nel futuro o ad incrementare i ricordi del passato, ecco che siamo pronti ad andare incontro alla vita.

Al contrario, chi vuole perseverare in questa Illusione, è giusto che abbia i parassiti, il pubblico, i Guru, le mezze verità, i presunti Livelli di Coscienza che si merita, giusti o sbagliati che siano. Sono scelte di vita, magari non condivisibili, ma restano sempre delle scelte in quanto ognuno ha le sue responsabilità, e in modo cosciente o meno deve rispondere delle proprie scelte ed azioni, ma quando ad un certo punto si inizia a percepire la realtà come una Matrix, una finzione, dove l’Io Federico che voi tutti conoscete pubblicamente e che persino io stesso, credevo di conoscere da quasi quarant’anni, in realtà è qualcosa di ben diverso (chiamato da alcuni anche Sé Superiore), che non è Alieno, non è nemmeno Terrestre, ma è Umano e in quanto tale Divino, è del tutto ovvio che vieni assalito da dubbi atroci che molto spesso non riesci a gestire nel quotidiano. Con grande fatica e costante lavoro di ricerca interiore (per niente facile) sono arrivato a comprendere di essere dentro un Corpo Fisico assemblato un po’ male, soggetto ad ire ormona- li, neuroni che ogni tanto impazziscono, avvelenato da chissà quali sostanze, medicine o cibo che ingerisco, soggetto a cosa accade in famiglia, nella società, nella Matrix insomma. Poi ve-do il ‘Me‘ vero, quello che osserva e che pensa che io non sono una vittima di quel Corpo, ma colui che può trascenderlo perché è solo un mezzo per fare esperienza. Ed è a quel punto che rivedo la mia essenza, l’Origine, la casa tra le Stelle e di pari passo la mia missione sulla Terra e nell’Universo.

Badate bene, se siamo nati sulla Terra, su questo pianeta siamo tutti vittime dell’illusione (nessuno escluso!), anche coloro che sono stati riconosciuti come Maestri, Risvegliati o Illuminati, ma grazie all’esperienza possiamo superare le difficoltà, andare oltre il velo che ci rende ciechi, e per fare questo, tutti i percorsi sono validi, necessari, restando però consapevoli che la strada che ci conduce alla verità non ha interruzioni. Si, a volte sarà fondamentale fermarci per riposare, fare rifornimento in uno dei tanti luoghi dove sostare, ma poi dovremo continuare a viaggiare, senza legarsi troppo, senza lasciarci affascinare dai luoghi o dai personaggi che incontreremo, senza avere remore o paura, perché è nel cammino che si trova la nostra crescita interiore, l’evoluzione a noi più naturale, e non nel restare fermi ad oziare nelle comodità illusorie. Sappiate, inoltre, che chiunque voglia togliersi “le fette di prosciutto dagli occhi” (ovvero togliersi il velo) e desidera incamminarsi verso la propria libertà coscienziale, può farlo con qualsiasi mezzo, ascoltando chiunque, utilizzare le tecniche o i metodi più consoni alla propria ricerca, vissuto o personalità, ritrovando quell’affinità rincuorante in coloro che ritengono necessari per la propria crescita, coscienti, però, che alla fine “ognuno (è in realtà) il Maestro di Sé Stesso“. Gli altri, coloro che possono insegnarci qualcosa, sono i luoghi di sosta ristoratori (di cui parlavo in precedenza), ma la strada dove percorrere quel cammino, siamo noi e nessun altro!

Per questo motivo, alla fine del viaggio, non è importante sapere quanti Alieni, Parassiti o Entità esistano nell’Universo, perché questi Esseri sono talmente tanti che non basteranno  cento vite umane per descriverli tutti, per questo motivo non è altrettanto importante sapere se uno di Loro assomiglia ad un Serpente (Rettiliano) piuttosto che ad un Leone (Felino) o all’egiziano Horus, se prima non comprendiamo chi siamo Noi, e che l’Universo, sostanzialmente, è lo specchio di una realtà che abbiamo creato, sia nella consapevolezza che nell’ignoranza. Le informazioni sono utili, il Gossip, quello sano e spesso divertente, può aiutare a comprendere ulteriormente l’Illusione in cui viviamo, tutto può e deve servire ad accrescere la nostra Conoscenza, una cultura, ma dopo ogni libro letto sarà necessario leggerne un altro, dopo un Seminario tenuto da un ricercatore sarà fondamentale ascoltare anche l’altra sponda, dopo ogni Tecnica o Meditazione sarà importante provarne un’altra ancora, perché dopo ogni sosta, sarà fondamentale riprendere il Viaggio ed andare avanti, sempre! Questo è il sunto finale della mia attuale esperienza terrena, perché riscoprendo me stesso ho cambiato la mia vita, mi sono liberato non solo dai tanti Parassiti che affliggevano la mia Essenza, ma cosa fondamentale mi sono liberato da me stesso, o almeno ci sto provando. A volte basta veramente poco per essere felici, e l’unica cosa che ad oggi posso insegnarvi senza presunzione, nel mio piccolo, è quella di imparare ad amare l’esistenza, ma sopratutto voi stessi, perché nessuno altro vi amerà mai quanto potrete farlo voi.