"Ascolti Beethoven e diventi come Beethoven" di Federico Bellini

Nonostante sia un compositore e comprenda i meccanismi della Musica (e la sua forza immateriale), in passato ho vissuto alcuni periodi ossessionato dalle note di Beethoven. Ebbene, ascoltare la Musica di Beethoven mi creava dei cambiamenti nel comportamento e fisici, infatti mi è stato poi spiegato che ascoltando la sua Musica, era come se in qualche modo entrassi nelle sue frequenze “e diventassi io stesso Beethoven“, ovviamente per qualche breve istante nel tempo… Ricordo che questa simbiosi mi provocò una grossa influenza nella mia personale ricerca musicale e compositiva, ma soprattutto si ripercosse nei miei sogni in quanto mi capitava di udire, specie durante la notte mentre dormivo, dei colpi, forti e secchi, come di una porta che cade a terra e che mi svegliava, tanto che alcune volte pensai che fossero entrati in casa dei ladri. In realtà questi rumori li avevo sognati nel dormiveglia (o durante il sonno profondo), dato che in famiglia nessuno li aveva mai uditi. In più, alcune volte mi capitò persino di udire (insieme a questi colpi), anche una voce severa e profonda che mi diceva, rivolgendosi a me con tono imperioso: “Federico svegliati!” E fu in una di quelle notti che feci uno dei sogni più meravigliosi della mia vita. Lo ricordo ancora oggi, perché fu così vivido da lasciarmi senza fiato…

«Attorno a me era il nulla, e sotto la mia figura si trovava una bellissima Galassia, probabilmente la Via Lattea. Raccolsi le mie mani e immaginai di riuscire a contenerla al loro interno. Sul subito non compresi bene dove potessi trovarmi e provai molto fatica a muovermi, ma poi iniziai ad addentrarmi all’interno della Galassia e a viaggiare. Come per incanto apparvero nebulose, Stelle di varie dimensioni, pianeti extrasolari, ma stavo viaggiando ad una velocità impressionante e fuori da ogni logica scientifica. Apparve la nostra stella, il Sole, la Luna, la Terra, ed è qui che capii che ero all’interno della nostra Galassia, poi ripresi il viaggio e oltrepassai in un sol colpo il nostro intero Sistema Solare. Fui scagliato oltre la Nube di Ort, mi addentrai nella Nebulosa di Orione dove osservai la nascita di nuove Stelle e sistemi solari, poi venni risucchiato dall’alto e davanti a me si disvelò il centro della Galassia, quando vi precipitai all’interno, superando miliardi e miliardi di Stelle in pochi istanti e ritrovandomi al centro di uno spazio immenso, dove l’enorme Buco Nero che si trova in mezzo ruotava attorno a sé, attirando ed espellendo materiale ed energia, con una forza inimmaginabile. Mi accorsi, inoltre, che vicino al grande Buco Nero si trovava anche un Buco Nero più piccolo, forse avvicinato dalla sua enorme gravità. Superai anche quel luogo, vidi altre Stelle, pianeti, satelliti, meteoriti, asteroidi, Corpi Celesti di varia forma, composizione, dimensione, nebulose, ammassi stellari e venni proiettato nuovamente al di fuori della Galassia. Mi allontanai sempre di più, sino a quando scorsi dietro di essa un’altra Galassia, quella di Andromeda, infine, così come tutto era iniziato, si concluse improvvisamente nel nulla…»

Ad un certo punto del mio percorso mi accorsi di avere anche una certa capacità di prevedere il futuro, dote che poi è andata lentamente scemando, quasi del tutto a scomparire, per poi riemergere nuovamente se non in brevi frangenti, specie in questi ultimi anni. Sul personale è sempre stato difficile intuire qualcosa, ma per gli amici, i conoscenti o sugli eventi del Mondo in generale, ho sempre avuto dei bagliori, delle visioni, soprattutto sin da piccolo quando scrivevo di racconti ambientati in un futuro prossimo, intrisi di distruzione e morte, di città futuristiche, bianche e di marmo costruite sulle montagne, di disegni del pianeta sommerso dalle acque, di racconti di fantascienza dove ipotizzavo che gli Alieni parassitavano gli uomini con le loro Menti, condizionando così il destino del Mondo, restando ben nascosti in una loro Dimensione Parallela. Nel 2009 ricordo di aver previsto la caduta di due aerei, alcuni Test Atomici della Corea del Nord, la situazione politica in Iran che si sarebbe infiammata, l’America latina che avrebbe creato qualche problema a livello politico e la morte di tanti personaggi famosi in tempi ravvicinati, non ultima anche la tragedia ferroviaria di Viareggio. Premonizioni e visioni che continuarono sino ai primi mesi del 2011, per poi arrestarsi misteriosamente…

Non è inusuale avere delle percezioni o vere e proprie visioni, sia da coscienti che a livello onirico, dove siano presenti le più disparate situazioni di guerra. Ricordo un sogno del tutto anomalo, dove mi trovavo in una capanna di legno e bambù in cui io ero un cambogiano (o un vietnamita), ma dai capelli biondissimi! Altri erano con me e stavamo giocando alla roulette russa, quando partì accidentalmente un colpo che mi ferì alla mano destra. Scoppiò di conseguenza una rissa e tutti scappammo nella giungla, mentre io perdevo copiosamente del sangue e tutto attorno a me diventava confuso. In un altro sogno, ricordo che mi trovavo in un enorme hangar e camminavo sopra uno schermo proiettato sul pavimento. Sotto di me si trovava l’Adriatico e si stavano compiendo esperimenti su delle nuove armi, dei missili, per bombardare le città costiere. Alcuni missili non erano ancora pronti, perché dovevano avere un margine di azione anche nei fondali marini molto bassi. L’obbiettivo era Venezia e che doveva essere distrutta in questo esperimento balistico. Vedevo la città ricreata dal satellite, i vari edifici e gli obbiettivi da colpire, quando mi accorsi che mi trovavo in compagnia di alcune persone molto alte, vestite di bianco e con i capelli lunghi, dall’aspetto quasi cadaverico. Poi arrivò un altro di quei sogni, di quelli che lasciano il segno.

«Mi trovavo in un non-luogo, circondante da Entità. C’erano così tante “Forze” in campo e tutte contrastanti, da quanto mi sentivo osservato. Si, perché non è solo suggestione avvertire la presenza di qualcuno o qualcosa (anche più di uno), che vengono a disturbarti mentre stai dormendo. Fu comunque un’esperienza decisamente interessante e fuori dal comune, perché oltre ad avvertire queste “Presenze”, rumori di fondo mai ascoltati prima, rumori esterni e provenienti dalla casa che durante la notte è raro ascoltare, il mio stato emozionale era relativamente tranquillo, oltre ad essere pervaso da un profondo senso di quiete. Le visioni non tardarono ad arrivare, ma furono di minor durata, non contigue e probabilmente nemmeno collegate le une dalle altre. Arrivarono visioni di montagne, soprattutto viste dall’alto, sia della mia regione, che di luoghi sconosciuti, per qualche breve istante ritornai nella Galassia e in alcuni momenti ero persino riuscito a “contenerla di nuovo” tra le mie mani, oltre a osservarla roteare su sé stessa. La novità, forse più interessante di questo sogno fu la visualizzazione di vero e propri “Campi Energetici”, o di “Forza” che si formarono davanti a me, all’altezza della fronte e degli occhi, “Campi di Energia” che non si limitarono soltanto a crearsi e mutare forma continuamente, ma anche ad emanare ondate di calore al viso, scendendo giù sino al petto. Verso il finale apparve misteriosamente il pianeta Giove, tanto che al termine, si verificò la visione più sconvolgente, visione che mi è rimasta impressa sino ad oggi. Apparve, così, un’immagine nitida di una zona del Sistema Solare, dove in alto si trovava il Sole e in più basso il pianeta gigante… la cosa inquietante è che in mezzo, vicino a Giove, vidi una massa scura, un “Oggetto” enorme che ancora oggi non so ancora identificare e che ruotava attorno al pianeta. Assomigliava ad una Sfera, ma non si trattava di un satellite, e sicuramente doveva avere un’origine artificiale e non di fattura umana…»

In alcuni sogni ricordo di aver persino ricevuto dei messaggi alquanto insoliti, come questo: “c’è un bambino piccolo con la mamma grande, poi c’è un altro bambino con un altro bambino, ma molto molto grande“. Difficile dare qualche spiegazione, anche perché la Mente umana, sovente, è in grado di giocare dei brutti scherzi. Succede spesso che simili frasi arrivino nel nostro Inconscio in coincidenza di qualche avvenimento nel Mondo, previsto con mesi di anticipo. In un altro sogno, invece, sapevo che c’era dell’acqua, seppure non mi sono mai reso conto del contesto. Probabilmente doveva trattarsi di un mare (o di un oceano), perché il sogno si spostò su di una spiaggia dove si svolgeva un servizio fotografico! Ricordo che c’era un uomo anziano seduto accanto a me (uno dei tanti sconosciuti sognati), quando entrarono poi tre donne molto belle, completamente nude. Rammento ancora come il vegliardo, insieme al sottoscritto, fosse alquanto compiaciuto di quella situazione, anche se avvertivo, però, che una di quelle donne era in realtà un “maschio” (ma non un uomo, seppure fosse stranamente maschile). Il sogno si fermò, poi, improvvisamente e senza motivo. Immediatamente mi ritrovai nella casa dove sono cresciuto da piccolo, e nella mia camera scorsi mio fratello e una ragazza e/o bambina (molto strana, perché non riuscii a capire se fosse piccola o giovane). Istintivamente sapevo di incarnare la mia Mente, mentre riconoscevo in mio fratello lo Spirito, e in questa ragazza e/o bambina la rappresentazione della mia Anima.

Mio fratello (lo Spirito) tirò fuori da una piccola busta di velluto marrone un microchip. Si, avete letto bene, proprio un microchip. Un oggetto stretto, sottile e lungo di vetro, con all’interno minuscoli fili, cavi di metallo e rame, e che si poteva persino allungare o scorciare. Sempre mio fratello (lo Spirito) mi disse poi di schiacciarlo e lo distrussi gettandolo a terra, calpestandolo col piede più volte e frantumandolo. Non appena distrutto, cominciò però a balenare la luce e a tremare la stanza, come in un terremoto, specie quando la ragazza e/o bambina (l’Anima) cominciò a dirmi telepaticamente (perché muta) “Andiamo via di qua! Stanno tornando, andiamo via di qua!”La ragazza e/o bambina (l’Anima) e mio fratello (lo Spirito), mi presero infine per un braccio e mi trascinarono via, sino a quando non mi catapultai letteralmente fuori dal sogno, svegliandomi. Spesso, però, queste percezioni avvengono anche nel dormiveglia. Una sera, sdraiato nel letto ma ancora cosciente, percepii dapprima una voce molto profonda che mi disse: “Questa storia è molto brutta…“, spaventato mi ripresi e mi alzai per cercare di distogliere la Mente dai tanti pensieri che si accavallarono a seguito di quella percezione vocale. Cominciai a lavorare al computer facendo le due di notte, quando poi decisi, stremato, di andare a dormire.

Quella stessa notte ricordo di aver fatto tantissimi sogni, veloci, accavallati uno sull’altro, senza senso. Mi trovavo insieme ad altre persone (eravamo tutti diversi e non fisicamente come lo siamo adesso, umane) e stavamo guardando la ricostruzione di un impatto, di un’onda energetica che avrebbe colpito i pianeti dell’intero Sistema Solare. Poi, così dal nulla, mi ritrovai nel giardino di casa dei nonni e tutte le piante di alloro un tempo ivi presenti, erano state estirpate e rimpiazzate da dei cipressi; sentii nuovamente una voce esterna che mi urlò: “Lui è Godha!”  Immediatamente mi ritrovai catapultato vicino a Saturno ed una bomba al “plasma” venne lanciata dentro il pianeta. Non appena entrata nell’atmosfera, il pianeta esplose trasformandosi in un nuovo Sole (una voce fuori campo mi disse che esiste una Setta – o un gruppo di persone- , il M.I.R.I.T., che vuole creare una nuova Stella nel nostro Sistema Solare), l’onda d’urto scagliò poi gli anelli per tutto lo spazio circostante, e l’impatto con la fascia degli asteroidi, portò alcuni di questi verso i pianeti interni, Terra compresa, bombardandoli. Infine vidi quella che sembrava essere la Terra, ma infuocata, che stava per entrare in collisione con la Luna, mentre il nostro Sole era diventato una gigante rossa… Si, decisamente una storia molto brutta!

In un altro sogno, le cose si erano ulteriormente complicate, come se fossero salite ad un livello superiore, perché mi ritrovai sotto terra, in una specie di gigantesca caverna dove Uomini e Rettiliani convivevano insieme. A quanto pare, ad un certo punto, gli Uomini si erano rivoltati contro questi Rettiliani, innescando una guerriglia o sorta di rivoluzione, quindi, io, mi ritrovai a fuggire con altre due persone (umane) verso un edificio al centro di questa “Città Sotterranea“. L’edificio era simile, per architettura e struttura, a quelli del periodo nazista presenti in Germania: squadrato, di cemento, con enormi finestre sulle quali si trovavano delle griglie o inferiate di metallo con delle reti. Una volta entrati, fummo portati in una stanza ad attendere l’arrivo di qualcuno di molto importante, un generale, che dopo poco apparve. Non era più un viscido serpente marrone terrestre, che sovente veniva a disturbare i miei sogni, ma un vero e proprio Sauroide, bipede, alto più di due metri, con la pelle squamata, di uno strano colore marrone, con indosso una divisa militare dalla quale si capiva il suo alto grado. Dietro aveva una grandissima coda che strascicava per terra quando stava fermo, mentre sollevava quando camminava o era in movimento. In mano aveva una strana arma, ed era visibilmente impaurito, ci guardava con diffidenza, ma sapeva che di noi tre poteva fidarsi e ci invitò a seguirlo.

Mentre gli camminavano appresso iniziò a spiegarci che gli Esseri Umani si erano ribellati, che il Progetto era fallito, che dovevano fuggire mentre noi dovevamo andare con loro per aiutarli; insomma, il “Loro Progetto” gli era sfuggito praticamente di mano… Un’altra notte sognai che una strana e bassa dottoressa mi faceva una visita medica e ripeteva: “No, non va bene, è troppo magro, è troppo magro!” mentre io gli rispondevo piccato: “Ma come? Sono magro come voi! Ricordo che ero seduto su di un lettino di metallo, nudo, con un panno bianco sui genitali, attorno a me le pareti erano grigie, e questa piccola dottoressa andava e veniva in modo alquanto inquietante, perché non camminava come un normale essere umano. Inoltre, la sua pelle era bianca, quasi cadaverica, tanto che quando mi toccò per farmi una specie di iniezione, l’ha sentii estremamente fredda al tatto. Improvvisamente tutto cambiò. Il sogno si spostò dapprima nella casa in campagna dei nonni, dove sdoppiato mi vedevo correre e giocare con il loro cane (il cane e i miei nonni, all’epoca del sogno, erano già morti da alcuni anni). Entravamo in casa, per poi di nuovo uscire nel giardino, nel mentre in tutto questo andare avanti e indietro in modo forsennato, vidi con la coda dell’occhio mio nonno che lavorava su di un oggetto, strano e scuro, ma che non riuscii a mettere a fuoco.

Improvvisamente tutto l’insieme si trasferì in un baleno nella casa dove ero cresciuto da bambino, la casa che loro, gli Alieni, utilizzavano sempre quando venivano a prendermi. Quando mi facevano visita o cercavano di interagire con me durante il sonno, per loro risultava più comodo farmi ricordare immagini o scene del mio passato, così da offuscare il ricordo dell’Adduzione o dell’Interferenza. In questa casa c’ero io, mia madre magra e bionda (mia madre era in carne e mora!), un padre alto che non vedevo bene (mio padre è un uomo normale di buona corporatura), e un fratellino piccolo e strano (mio fratello reale è più grande di me). In sostanza, in quel sogno sapevo che avevo davanti la “mia famiglia” e che la dovevo in qualche modo proteggere. Ripensando alla famiglia e analizzandola meglio, mi sono poi reso conto che la mamma bionda aveva un vestito attillato azzurro, il padre, che comunque percepivo come un’ombra, era molto alto, scuro e camminava come un’animale preistorico, mentre il fratellino piccolo, era bianchiccio e cadaverico, un po’ come la dottoressa del sogno precedente. Ad un certo punto, con fare forsennato ci mettemmo a lavorare per disporre in sicurezza la casa (senza motivo, dal momento che qualsiasi cosa sarebbe accaduta non ci avrebbe risparmiato), ogni tanto, poi, guardavo dalla finestra e scorgevo sprazzi di una valle, forse il Valdarno, con il Monte Serra sulla destra, ma diverso, molto più basso e dove sullo sfondo si stagliava una città che credo fosse Pisa, anche se non vi corrispondeva.

In questa città c’erano strani edifici, di cui alcuni a cupola e accanto una specie di antenna per le radiocomunicazioni, molto alta (se dovessi dire a cosa somigliava, direi ad una Centrale Nucleare!) Dal nulla, poi, apparvero in Cielo due veicoli molto particolari, forse aerei o droni, ma attorno avevano una specie di onda di protezione che assomigliava a delle lettere di un alfabeto, forse ebraico. Uno di questi veicoli sganciò un oggetto circolare rosso che cominciò a cadere su questa Città/Centrale e fu a quel punto che, io e questa mia strana famiglia, iniziammo a correre per andare a nasconderci in una “stanza buia” della casa. Mentre correvamo, da alcune finestre vidi l’enorme esplosione, luminosa, rossa, gigantesca, “nucleare“, e l’avvicinarsi della mostruosa onda d’urto… Ma c’è anche il rovescio della medaglia, o i sogni post-apocalittici. Il sogno che sto per descrivervi è ambientato nel futuro, dove mi trovavo con un gruppo di ragazzi a vivere in una capanna in mezzo ad un bosco. Stavamo raccogliendo legna, era sera, sembrava inverno e il Cielo era plumbeo. Il luogo mi sembrava familiare, tanto che nel sogno pensai si trattasse dei boschi presenti sui monti vicino casa. Ad un certo punto, percepimmo degli strani sibili, o lamenti in lontananza, avvicinarsi sempre più…

«La ragazza che avevo di fianco disse a tutti noi che “Loro” stavano arrivando, ci mettemmo così a correre nella casa li vicina (una capanna fatta di legna e pietre) e, una volta entrati, sbarrammo tutte le entrate. Arrivò, poi, un branco di uomini, strani, viscidi, squamosi e con il volto senza occhi… Si muovevano furtivi, cercando altre forme di vita, probabilmente per cibarsene, e se anche non avevano occhi per vedere, si muovevano nell’ambiente senza urtare alcun ostacolo. Stranamente non attaccarono la casa per entrare, perché proprio non avendo occhi, avevano sviluppato dei sensori con i quali captavano le forme di vita, forse tramite una rilevazione del calore corporeo. La casa, seppure contenesse esseri viventi (noi ragazzi e qualche animaletto), esternamente risultava schermata e faceva da barriera alle loro percezioni, quindi non riuscivano a capire che dentro potevamo esserci noi. Mentre stavo sognando, ricordo che avevo intuito di vivere la situazione di un possibile futuro e, dall’ambientazione, credo che tutto ciò si sarebbe potuto verificare tra 100/150 anni...»