"Addormentatemi, non voglio più soffrire" di Federico Bellini

[The Garden Court“, di Edward Burne Jones, 1885-1890]

Non è facile descrivere il grado di Interferenza Aliena sugli Esseri Umani, ma cercherò di fare un quadro a grandi linee il più esauriente possibile. Potenti da un punto di vista psichico, agiscono sulla Mente della persona addotta, manipolando ricordi o intervenendo massicciamente (come abbiamo visto) nella fase onirica, dove possono accadere situazioni tra le più disparate, spesse volte anche contraddittorie. A seguito di un leggero malessere o stanchezza improvvisa, si è soliti dormire e cadere in un sonno profondo, sognare familiari o amici, quasi sempre dallo strano aspetto, anche all’interno di ambienti o luoghi per noi conosciuti (ad esempio la casa dove si è vissuto la propria infanzia). E quando il “sogno” poi si interrompe, capita sovente di risvegliarsi nella propria camera (o in altri contesti), con gli occhi che si aprono, dove ogni cosa sembra bianca mentre dal fondo si alza uno strano velo, una sorta di liquido simile al latte, che una volta dissolto lascia spazio ad una piccola sagoma, magari un Esserino con la testa ovale, acquattato in fondo al letto che ti osserva, per poi dileguarsi una volta che ti sei ripreso completamente, come a volersi accertare che tutto vada bene o proceda secondo i piani. È comune avvertire una sensazione di sbandamento che si protrae per giorni, ti senti coinvolto in situazioni che non sono più oniriche ma lucide. Cominci ad agitarti e, quando infine vedi un lampo inondare la tua camera, qualcosa, o qualcuno, alza persino il lenzuolo che ricade su di te, e piombi in un sonno profondo. Quando ti risvegli è comune avere parti del Corpo intorpidite e che impiegano anche ore prima di risvegliarsi completamente. Ma possono presentarsi anche situazioni comiche.

Ricordo un sogno dove mi trovavo davanti alla portafinestra nell’appartamento dei miei nonni (sempre la casa d’infanzia), dove ho abitato da piccolo. Stavo guardando fuori, era notte, quando nel Cielo apparvero delle strane luci verdi, una davanti l’altra, e una terza più bianca e tenue che gli svolazzava attorno. Tra me, nel sogno, dissi frasi del tipo: “Ma guarda che stupidi, se continuano così si faranno vedere“, mentre affacciandomi dal terrazzo, osservavo queste luci avvicinarsi sempre più. Mi accorsi dopo che stavo osservando due Astronavi di tipologia diversa, la prima quadrata, la seconda più rotonda con delle parti a punta. Mentre le osservavo mi dicevo tra me, e con insistenza: “Ci siamo, sono tornati“. Il sogno si interruppe e mi trovai sveglio, disteso sul letto di camera mia, immobile, tanto che riuscivo a tenere a malapena gli occhi aperti. Avevo la mano sinistra vicino al viso, un po’ contorta, che cercavo disperatamente di muovere con scarso successo (specie l’indice, il medio e il pollice), sulla sinistra però si trovava una strana Ombra blu scura, mente una seconda più massiccia era alla mia destra, anch’essa scura, nera e minacciosa. Riuscivo a vedere la luce provenire dal soffitto, molto più diffusa, e stranamente avevo capito di “guardare fuori“, ma poi come rassegnato dissi questa frase: “Se siete tornati, addormentatemi, non voglio soffrire“. Rammento che la ripetei più volte sino a quando la visuale non venne disturbata, e i rumori e i sibili che avvertivo durante questo strano risveglio, si intensificarono fino a farmi svenire…

Ma il fatto più eclatante, probabilmente, avvenne nel dicembre 2009, quando una domenica all’ora di pranzo, seduto accanto a mio fratello, accadde una esperienza del tutto particolare. Dapprima sentii delle voci che si accavallavano, sibilanti e molto orientaleggianti, poi sopraggiunse un fischio agli orecchi molto forte ed una pressante sensazione di stordimento mi assalì. Tutto avvenne in una frazione di secondo, quando poi con la coda dell’occhio vidi apparire un’Ombra azzurra alla mia sinistra, e la mia vista per un brevissimo istante si alterò. Mi ripresi, la TV era accesa, mio fratello stava continuando a mangiare, davanti a me c’era il piatto con il cibo e volevo gridare, senza un preciso motivo: “Vattene via!” Ritornai in me e per non far preoccupare mio fratello, che comunque non aveva visto e sentito nulla, continuai a cenare come se niente fosse accaduto. Più tardi, mi accorsi sorpreso mentre mi specchiavo in bagno, di un sottile taglietto tra l’attaccatura del naso e la fronte; evidentemente un regalino che mi avevano appena lasciato. Una notte, ad esempio, sognai che mi trovavo in una stanza bianca, asettica e mi guardavo attorno. Improvvisamente apparve un enorme Tigre che iniziò ad inseguirmi, cercando di affermarmi, ma inutilmente, perché gli sfuggivo continuamente tra le “mani”. Ricordo che era molto arrabbiata con me, riusciva persino ad alzarsi in piedi, ruggendomi contro. Nell’estenuante lotta, finalmente mi svegliai ritrovandomi cosciente, disteso nel letto e non appena aprii gli occhi, come per incanto, vidi proiettati sul soffitto della mia camera degli strani simboli; una scritta bianca e verde smeraldo, riflettente nel buio della parete e della stanza, che ad arco sembrava circondarmi.

I simboli erano cuneiformi e tondeggianti, molto raffinati, difficili da riprodurre e del quale ignoro ancora oggi il loro significato. A quel punto, cosciente di aver subito un probabile attacco fallito da una qualche Entità Aliena, con un modo un po’ sprezzante (cominciavo ad esserne stufo) mi voltai di spalle e ripresi a dormire. Appena addormentato rientrai quasi istintivamente nel sogno, ma la Tigre non c’era più e in una stanza, del tutto simile alla cucina della casa al mare dove andavo da piccolo con la famiglia, apparve una signora. Sosteneva di essere una “vulcanologa” e cominciò a spiegarmi i procedimenti geologici che permettono alla lava di uscire dai vulcani, sino a quando rivolgendosi a me, e guardandomi negli occhi, mi rivelò: “La Tigre sono stata io a mandarla via, ma tu adesso devi diventare così forte da pensarci anche da solo. Vedi, ti sto insegnando a far uscire la lava che è in te. Tu devi fare uscire la lava che è dentro di te!” E così iniziai a fare, ad eruttare. Per alcuni, ma non per tutti, diventa naturale aprire le proprie Percezioni verso Altre Realtà. Prendere Coscienza significa allargare i propri orizzonti e la nostra stessa capacità di interazione Dimensionale, per questo motivo, è naturale che ci si apra verso nuovi Stati di Consapevolezza per entrare in contatto con queste realtà e dalle quali, peraltro, siamo sempre stati circondati. Liberarsi di un problema non significa doverlo cancellare e da quel momento non doversene più occupare (o fare altro nella vita), significa, piuttosto, acquisire la volontà e la cognizione di quanto abbia influito nella nostra vita, capirne le motivazioni, le origini, chi sono stati i vari attori.

Liberarsi significa andare avanti, avendo la capacità e la facoltà di comprendere che il cambiamento, di qualsiasi Natura, può renderci più terrestri (se incentrati su di una vita più terrena e quotidiana), ma anche meno terrestri (se concentrati su di una vita tra il terreno e l’ultraterreno, perciò meno quotidiana), dal momento che l’aspirazione ultima non è tanto “rifarsi una vita” su questo pianeta (anche se è necessario viverla appieno e nella sua totalità), quanto preparare le basi per quella futura e che sarà altrove; ecco che il quotidiano e l’insolito si mischiano a tal punto da aprirsi verso nuovi stati di comprensione. Tutto era iniziato con l’ennesimo sogno, ma questa volta in un modo totalmente atipico, perché mi ritrovai ad entrare all’interno di una specie di supermercato, accompagnato da mia madre. Stavo cercando di nascondere qualcosa quando un controllore, poco più alto di me, mi notò armeggiare con degli strani oggetti e, per questo motivo, venni da lui fermato. Principiò una specie di insolito e singolare interrogatorio dove ad un certo punto mi intimò: “Ciò che viene nascosto non durerà per sempre, coloro che non dicono tutta la verità avranno un conto da pagare!” In quel momento, mentre dormivo e stavo sognando, qualcuno mi alzò le palpebre e mi analizzò attraverso gli occhi con dei fasci di luce provenienti da una sorta di tubicino luminoso. Durante questi flash, riuscii a vedere cosa accadeva attorno a me e a scorgere in realtà chi si nascondeva dietro quello strano interlocutore. C’erano alcuni Esseri, umanoidi, dal fisico esile e aggraziato, poco più alti di un comune essere umano. Avevano una testa stranissima, anche se tipicamente umana, con degli occhi tondi molto grandi, e presentavano un cranio con una sporgenza tale da farli sembrare delle mezzelune.

Queste formazioni craniche, molto più sviluppate e accentuate nelle femmine in senso orizzontale, ma più contenute nei maschi (in quanto propendono verso il dietro della nuca), seppure in modo grezzo e primitivo, assomigliano alle sculture arcaiche e megalitiche della Lunigiana. Poi, così dal nulla si mostrarono chiaramente, sempre in sogno. Atterrarono di notte, in un radura al buio, ci fecero entrare (eravamo più di uno!) nella loro Astronave e iniziarono a mostrarci tutte le loro prodezze tecnologiche, a cominciare dai loro Ovuli. Li aprirono e ci mostrarono l’interno di questi fantastici oggetti, una piccola alcova dove si trovavano dei bambini di Mezzaluna, ognuno dentro ogni “Uovo Cosmico” diverso. Qualcuno ci spiegò che quelle sono delle piccole Astronavi-Scuola, che i loro bambini appena nati vengono inseriti all’interno di queste capsule e inviate nello Spazio (come accaduto per l’infante Superman, il celebre supereroe) per un tempo imprecisato. Ci spiegarono, inoltre, che durante la permanenza di questi loro bambini nello Spazio, le Astronavi-Scuola li nutrono e al tempo stesso li istruiscono per poi, una volta ritornati a casa, essere già pronti per entrare nella fase successiva della loro vita; sorta di adolescenza ma già formata a livello intellettuale e psico-fisica. Il sogno poi si interruppe. La sera dopo, mentre mi stavo lavando, notai alcune cicatrici sulla gamba destra, e ripensando a questa singolare esperienza, mi chiesi il perché di tutte queste informazioni, datemi dalla misteriosa e nuova Razza Aliena appena conosciuta, e a quale scopo sarebbero servite…

Più recentemente, invece, mi sono ritrovato nello studio di un avvocato situato al terzo piano di un antico palazzo signorile di Pisa. La dimora, alquanto lussuosa, si trova nel centro cittadino e dalla sala delle riunioni di quel palazzo, si ha una visuale sull’Arno e sui lungarni pisani che lascia senza respiro, per bellezza e impatto visivo. Mentre ero seduto in attesa dell’arrivo di questo avvocato, ad un tratto ho rivolto lo sguardo verso il Ponte di Mezzo, il vero centro cittadino e che congiunge le due sponde del fiume, permettendo alle persone di passare da una parte all’altra della città, praticamente divisa in due. Credetemi, ho realizzato in un attimo, non tanto di vedere molti passanti, giovani e meno giovani, camminare sul quel ponte, ma di constatare quanti Parassiti fossero a loro attaccati, succhiandone Energia e manipolandoli costantemente. Le persone credono di essere libere quando in realtà inseguono l’immagine riflessa di sé stesse e, spesso, questa immagine, la ritrovano nell’altro o in un ipotetico modello da seguire. Pensiamo di avere una personalità e un controllo di noi stessi, in realtà di noi o del nostro vero , rimane ben poco, dal momento che siamo il frutto di un’istruzione impartita dai genitori, gli insegnanti, ma anche gli amici o i professionisti (nel caso del lavoro), insomma, alla fine del vero noi rimane una minima percentuale, e se persino Entità Aliene ed Eteriche sfruttano questa ignoranza, come possiamo pensare di essere anche minimamente padroni del nostro destino? La verità è che siamo tutti dei morti, zombie che camminano in una società decadente, vittime di un Sistema, più grande di noi e che pensiamo di contrastare in qualche modo, quasi sempre risibilmente.

Ogni abitante di questo pianeta fa parte di un qualche stato, dal momento che l’intero territorio mondiale è stato tracciato da linee di confine, nessuno è libero di considerarsi un apolide, un senza patria, anche se rinuncia alla propria cittadinanza e appartenenza ad una comunità. Sin da piccoli veniamo identificati come l’abitante di una nazione (italiano, francese, russo, americano, etc.), poi come appartenente ad una regione (toscano, lombardo, ligure, sardo, etc.), poi ancora come appartenente ad una provincia (milanese, romana, fiorentina, pisana, etc.), infine ad un comune di residenza nel quale abitiamo; dopo tutte queste etichette, si aggiunge anche la frazione, il quartiere, la via, il nome e cognome, persino un codice fiscale! Per sentirsi cittadini liberi di questo Mondo è necessario avere tutte queste nomenclature sulla propria testa? A quanto pare si, perché in questo modo ognuno di noi è classificato, meglio controllato, nonché potenzialmente gestibile dallo Stato di appartenenza tramite l’ordine civile, pubblico, dalle Forze dell’Ordine e, ovviamente, dal giogo fiscale. “Noi siamo lo Stato” è un eufemismo, in realtà noi siamo la popolazione che sostiene lo Stato e, questo Stato, è fatto non solo da cittadini, ma anche da politici, fiscalisti, magistrati, militari e banchieri. Tali cariche sono tutte impersonate da Esseri Umani, uguali a noi in fatto di carne ed ossa (o almeno si spera), nonché codice genetico e gruppi sanguigni, ma a livello propriamente “umano” le cose non quadrano come dovrebbero. Perché?

Perché noi cittadini, lo Stato vero, lavoriamo per una lunga carrellata di persone che, sfruttando il lavoro duro di una buona fetta della popolazione (che non vive di lussi o benefit e che spesso arriva a fine mese a malapena), sostenta una vera e propria Casta (o Élite), fatta di: stipendi d’oro, pensioni di anzianità da nababbi, macchine blu, appartamenti e alloggi gratuiti, nonché l’investimento di fondi pubblici da utilizzare, non tanto per ripianare i debiti della macchina amministrativa o per i servizi ai cittadini, quanto per supportare tutti questi privilegi. Praticamente lavoriamo per mantenere Politici, Banchieri, Religiosi, Nababbi, Nobili (si, esistono ancora!), etc., quindi, vi chiedo, non vi sembra un pochino ‘Aliena’ come realtà? E gli Alieni, quelli veri, in tutto questo meraviglioso Gioco, dove stanno? Stanno lì a guardare e a godersela, e a questo punto non è nemmeno importante sapere chi sono, da dove vengono o come si chiamano. La grande verità da comprendere è che gli Esseri Umani sono gli Alieni di questo pianeta, perché sono l’unica forma di vita tra tutte che invece di difendere la natura in cui vivono, la distruggono, ovvero manifestano il tipico comportamento di ogni Civiltà Aliena, retrograda e barbara: la prevaricazione e lo sfruttamento di ogni risorsa. Siamo tutti quanti controllati, interferiti e manipolati, persino tu che mi stai leggendo lo sei quanto me. Credi davvero che esistano sulla Terra delle persone così potenti da poter essere libere di scegliere per sé? Veramente sei così ingenuo?

Viviamo in una Illusione, tutti quanti, e liberi lo diventeremo se saremo capaci di iniziare un percorso unico, non condiviso in gruppi, grandi o piccoli, dal vago sentore di Setta, ma se, mettendosi in gioco, arriveremo a comprendere quel tanto di verità necessaria per distaccarci, dalle tante distrazioni che incontreremo sul nostro Cammino, imparando a vedere ciò che ci circonda con occhio critico e diverso. Se vogliamo cambiare il Mondo, dobbiamo cominciare prima di tutto da noi stessi, cercando di essere meno cloni di qualcuno e più coscienti delle nostre capacità, senza avere manie di grandezza, ma iniziare in piccolo, da una Comunità di Individui Indipendenti, uniti però dal desiderio di creare un nuovo modello condivisibile, una sorta di Socialismo Eco-Esostenibile, comprendente anche una buona dose di Anarchia Spirituale. Immagino un futuro dove tante persone, unite da un vero e proprio Movimento di Risveglio, ritroveranno sé stesse, ed incontreranno anche altri che si saranno, nel frattempo, risvegliati come loro e che, trascendendo tutti quei dogmi inculcati sin dall’infanzia, getteranno le basi per una Nuova Società, non più Aliena, ma del tutto Umana, non più Parassita, ma Originale. Un sogno? Probabilmente, e che oltretutto non si avvererà mai su questo pianeta! E gli Alieni, al termine di tutta questa storia, nel frattempo dove sono finiti? Sono sempre rimasti qui, di fianco e in mezzo a noi, ad osservarci, parassitarci… e a godersela, come hanno sempre fatto, sin dall’alba dei tempi.