“Sulla Pratica Esicastica” di Callisto Angelicude

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L’Esicasmo (dal greco ἡσυχασμός hesychasmos, da ἡσυχία hesychia, calma, pace, tranquillità, assenza di preoccupazione) è una dottrina e pratica ascetica diffusa tra i monaci dell’Oriente Cristiano fin dai tempi dei Padri del deserto (IV secolo). Scopo dell’Esicasmo è la ricerca della pace interiore, in unione con Dio e in armonia con il creato. Divulgata da Evagrio Pontico (IV secolo) e da altri maestri spirituali tra cui nel VI secolo spicca Giovanni Climaco autore della Scala del Paradiso, la Pratica dell’Esicasmo è ancora viva sul Monte Athos e in altri monasteri ortodossi. Sull’Athos essa ricevette un impulso decisivo dall’opera di Gregorio Palamas (morto nel 1359) e nei secoli successivi dagli scritti di teologi e mistici raccolti nella Filocalia.

Tale dottrina mistica provocò forti contrasti nell’Impero Bizantino intorno al XIV secolo. Il contrasto, che ebbe anche implicazioni politiche, divise i capi religiosi dell’impero per almeno dieci anni (1341-1351 ca), contribuendo poi ad indebolirlo sul fronte turco. Considerata come pienamente ortodossa da molti maestri e uomini della Chiesa, tale pratica spirituale – una forma di meditazione cristiana – ha influenzato il rinnovamento monastico in tutto l’Oriente cristiano e in particolare nel mondo slavo.