“La Tavola Smeraldina”

[Nell’immagine illustrazione della Tavola di Smeraldo dal libro di
Heinrich Khunrath, Amphitheatrum sapientiae aeternae, del 1606]

La Tavola di Smeraldo o Smeraldina (in latino Tabula Smaragdina) è un testo sapienziale che secondo la leggenda sarebbe stato ritrovato in Egitto, prima dell’era cristiana. Il testo era inciso su una lastra di smeraldo ed è stato tradotto dall’arabo al latino nel 1250. Esso rappresenta il documento più celebre degli scritti ermetici ed è attribuito allo stesso Ermete Trismegisto, dagli egizi riconosciuto nel dio Thot. Esso apparve per la prima volta in versione stampata nel De Alchemia di Johannes Patricius (1541). La tradizione vuole che Ermete avesse inciso le parole della Tavola su una lastra verde di smeraldo con la punta di un diamante, e che Sara, moglie di Abramo, l’avesse in seguito rinvenuta all’interno della sua tomba (altre versioni indicano come scopritore Apollonio di Tiana o Alessandro il Grande).

La traduzione e il commento del testo è ad opera di Titus Burckhardt, dopo la conversione all’Islam Ibrahim Izz al-Din (Firenze, 24 ottobre 1908 – Losanna, 15 gennaio 1984), filosofo svizzero specializzato nello studio di arte, civilizzazione e architettura islamica. Suo padre fu Carl Burckhardt, scultore di Basilea, mentre il bisnonno, Jacob Burckhardt, è stato uno dei più importanti storici del XIX secolo.