“Federico Bellini è in edicola nel numero di ottobre (2019) della rivista XTimes”

Anche in questo mese di ottobre, Federico Bellini è in edicola con un nuovo ed inedito articolo, dal titolo: “Il Fulmine di Ferro“, uno studio che va ad indagare l’utilizzo dell’energia atomica, non solo in epoca moderna, ma anche nell’antichità. “XTimes” è disponibile, sia in versione cartacea in tutte le edicole italiane, sia in pdf su http://ezpress.it o http://xpublishing.it

Un estratto: «Un solo proiettile, carico di tutta la potenza dell’Universo. Una colonna incandescente di fuoco e fumo, lucente come diecimila soli, si levò in tutto il suo splendore […] Era un’arma sconosciuta, un fulmine di ferro, un gigantesco messaggero di morte, che ridusse in cenere l’intera razza dei Vrishnis e degli Andrakas […] I cadaveri erano così bruciati da essere irriconoscibili. I loro capelli e le loro unghie caddero, il vasellame si ruppe senza causa apparente, e gli uccelli divennero bianchi. Nel giro di poche ore, tutti i cibi erano diventati infetti […] per sfuggire a questo fuoco, i soldati si gettarono nei fiumi, per lavarsi e lavare i loro equipaggiamenti […] Quella potente arma portò via masse di guerrieri, cavalli, elefanti e carri, come fossero foglie secche degli alberi […] Grandi nuvole che si aprono l’una sopra l’altra come una serie di giganteschi parasoli […] L’arma misurava tre cubiti e sei piedi […] era rovinosa per tutte le creature viventi […] le due armi si scontrarono in cielo. Allora la Terra, con tutte le sue montagne, i mari e gli alberi prese a tremare, e tutte le creature viventi furono riscaldate dall’energia delle armi e gravemente danneggiate, i cieli avvamparono e i dieci punti dell’orizzonte si riempirono di fumo […]» Questi sono solo alcuni passaggi estratti dal Mahabharata (IV secolo a.C. – IV secolo d.C.), uno dei tanti antichi testi sacri dell’India, il quale non ha bisogno di ulteriori spiegazioni nei riguardi di scritti talmente eloquenti, specie quando si descrivono luci simili a dei fari, o a veicoli che viaggiavano in quantità innumerevole fuori dal nostro Sistema Solare (oltre a precisare che le Stelle, viste dalla Terra, sono simili a dei lumini per l’immensa distanza, quando in realtà si trattano di veri e propri Corpi Celesti). Conoscenze inusitate e complesse per delle popolazioni che, secondo la Scienza Ufficiale, erano uscite fuori da poco tempo dal loro utero primitivo, eppure sempre questi popoli, nei loro testi sacri, ci raccontarono episodi terrificanti come “Guerre Nucleari”, descrissero “Armi Micidiali” (in parte riscoperte dall’uomo moderno solo nel XX secolo), o di veicoli incredibili che solcavano i cieli, con tanto di Teorie simili a quella della Relatività, la Fusione dell’Atomo, la combinazione delle diverse leghe metalliche con conoscenze metallurgiche, scientifiche o persino mediche all’avanguardia; tutte conoscenze contenute in testi come il Mahabharata, il SamaranganaSutradara, il Ramayana, la Mahavira Chiarita, etc.