“Altre considerazioni su Lemuria negli Studi Teosofici” di Federico Bellini

Secondo le conoscenze teosofiche, l’Uomo non si sviluppò su Lemuria seguendo un’evoluzione fisica (come sostiene anche la Teoria Evoluzionista di Darwin), ma bensì attraverso un addensamento di Materia intorno a degli Esseri Spirituali che, durante un lungo processo, finì per formare il Corpo. In principio, perciò, coloro che sarebbero diventati Uomini, in realtà furono Entità Incorporee che, con il progredire del tempo, andarono via via acquisendo un carattere sempre più materiale. Questi Corpi, seppure sia alquanto improprio definirli tali, almeno da un punto di vista della Scienza attuale, apparivano “come giganteschi […], perché consistevano soltanto di Materia Astrale.”

Successivamente, la Prima Razza Madre venne dotata di un rivestimento più denso, mentre i Corpi della Seconda Razza Madre, definiti “Eterei” e anch’essi invisibili, – o almeno non percepibili con il senso fisico della vista -, portarono poi ai Corpi della Terza Razza, divenuti finalmente concreti, in quanto composti di Materia Fisica (gas, liquidi, solidi), sebbene ancora più “Sottili” dei nostri Corpi Umani attuali. Le loro ossa erano tenere e fragili come quelle dei neonati, non potevano persino reggersi in piedi, acquistando successivamente una struttura scheletrica più consistente.

I Lemuriani di questo periodo possedevano anche due occhi rudimentali anteriori ed uno posteriore, detto “Terzo Occhio” o “Occhio Astrale”, corrispondente all’attuale ghiandola pineale, e che serviva come centro della vista fisico-astrale dell’individuo. Il Corpo Gelatinoso, poi, si solidificò in misura ancora maggiore divenendo capace di mantenere la posizione eretta, nonché, grazie all’impiego del Terzo Occhio e di una sporgenza posta sui talloni, poté imparare a camminare avanti ed indietro. Con la quinta sotto-razza, l’Uomo Lemuriano si stabilizzò nella sua forma fisica definitiva, era alto in media dai 3,5 ai 4,5 metri, aveva la pelle bruno-giallastra, la mascella inferiore allungata, il viso appiattito, gli occhi piccoli e penetranti, distanti l’uno dall’altro, consentendogli la vista sia in avanti che di lato, mentre il Terzo Occhio donò loro la facoltà di vedere anche all’indietro.

Al posto della fronte, avevano un rotolo carnoso, la testa, inoltre, era ricoperta di corti capelli e si presentava inclinata all’indietro. Gli arti erano sproporzionati rispetto ai nostri, con mani e piedi enormi, ed erano soliti vestirsi di pelli di animali rozzamente lavorati; in aggiunta, brandivano nella mano sinistra un bastone, mentre nella destra conducevano con una sorta di guinzaglio, un animale che assomigliava ad un piccolo Dinosauro (!) In quel periodo, oltre a ciò, per i Lemuriani, – fino ad allora erano stati ermafroditi perpetuandosi deponendo delle uova, da cui nascevano i loro piccoli imperfettamente formati -, iniziò a profilarsi un’accentuata separazione sessuale, che portò al crearsi di un ulteriore distinzione tra femmine e maschi. Con l’avvento dell’ultima sotto-razza, la Settima, si evolsero nella forma più elevata, dove gli individui svilupparono una specie di fronte, la sporgenza dei talloni venne a ridursi, il capo assunse una conformazione allungata o a uovo, come diminuì la statura e la grandezza delle membra, etc.

Inizialmente muti, si esprimevano con suoni del tutto inarticolati, poi svilupparono una lingua primitiva monosillabica, infine, dopo la solidificazione del loro Corpo, avvenne anche una distinzione più accentuata dei sessi sopra enunciata, ed iniziarono a vivere sulla sommità di alture e colline in rudimentali abitazioni, creando, così, le prime comunità e la forma più arcaica di organizzazione sociale. Le dimore, dapprima costruite in legno, vennero perfezionate ed edificate con grossi macigni in pietra, al postutto, la Sesta e Settima sotto-razza, divenne abile a costruire città megalitiche; vestigia di quel periodo sarebbero le rovine presenti non solo in Madagascar, nel sud-est asiatico sino ad arrivare alla lontanissima Isola di Pasqua, etc.

Iniziarono a fabbricare e ad utilizzare anche armi rudimentali, specie per difendersi dagli attacchi dei Dinosauri o per dare ad essi la caccia. Cominciarono a forgiare lunghi pali appuntiti, mazze e oggetti simili a lame ma fatti di ossa. Seppure l’agricoltura fosse sconosciuta, le generazioni delle prime sotto-razze, quelle prive di ossa e striscianti, si nutrivano di quanto trovavano al suolo, mentre quelle erette e con lo scheletro indurito, presero a nutrirsi di carne, erbe, frutti, bacche, etc. Tale condizione portò anche all’insorgenza delle prime forme mistiche o pseudo-religiose, iniziando a seguire alcuni precetti morali e a venerare un’Entità Suprema incarnata dal Sole.

Max Heindel (1865-1919), fondatore della “Associazione Rosa Croce[1] di Oceanside” (Oceanside è la cittadina californiana dove l’associazione venne fondata ed ha tuttora la sua sede centrale) nella sua opera principale, “La Cosmogonia dei Rosacroce”, afferma: «La crosta terrestre stava cominciando a diventare molto dura e solida in alcune aree, mentre in altre era ancora incandescente e fra le isole di terraferma vi era un mare in ebollizione. Eruzioni vulcaniche e cataclismi caratterizzarono tale epoca […] Sopra le zone più solide e relativamente fredde l’uomo viveva circondato da foreste di felci gigantesche abitate da animali di enormi dimensioni. Tanto le forme degli uomini, quanto quelle degli animali erano ancora molto plastiche. Lo scheletro si era formato, ma l’uomo aveva ancora ampie possibilità di modellare il proprio corpo. […] I Lemuriani non avevano occhi veri e propri; essi possedevano due punti sensibili alla luce del Sole, quando esso brillava con deboli riflessi attraverso l’atmosfera ardente dell’antica Lemuria, ma fu solo alla fine dell’epoca di Atlantide che gli umani ricevettero la vista come l’abbiamo noi: fino a quell’epoca l’occhio era in via di formazione. […] Il suo linguaggio [del lemuriano] consisteva in suoni simili a quelli della natura: il respiro del vento nelle immense foreste, che crescevano lussureggianti in quel clima tropicale, il mormorio dei ruscelli, l’urlo della tempesta, il fragore delle cascate, il rombo del vulcano: tutte queste erano per lui le voci degli dèi, dai quali sapeva di discendere; […] non sapeva nulla del proprio corpo, anzi neppure era consapevole di avere un corpo, come noi non sappiamo di avere uno stomaco, fin tanto che è sano… Non conosceva la morte, perché quando dopo un lungo periodo il suo corpo fisico veniva meno, egli entrava in un altro, del tutto inconsapevole del cambiamento. La sua conoscenza non era concentrata nel mondo terreno, così che lasciare da parte un corpo, e prenderne un altro, non era per lui un inconveniente più grave di quanto non sia per un albero il cadere di una foglia, o di un ramoscello secco, sostituiti da nuovi germogli […] L’educazione dei maschi differiva assai da quella delle femmine […]; l’educazione dei primi era destinata soprattutto a sviluppare la volontà […]; quella delle femmine era intesa a promuovere principalmente le facoltà dell’immaginazione […]. Fu così che [l’educazione femminile] suscitò il primo bagliore della memoria (della quale i Lemuriani erano in precedenza del tutto sprovvisti)


[1] La “Fraternità dei Rosa Croce” è una scuola mistica che sarebbe stata fondata nel XV secolo in Germania da Christian Rosenkreutz, leggendaria figura di studioso e mistico (seppure il nome mostri una ben chiara valenza simbolica), il quale durante i suoi viaggi in Europa e in Oriente aveva recuperato le antiche tradizioni sapienziali ermetiche. In effetti, però, le prime testimonianze certe sull’esistenza di Società con questo nome risalgono ai primi decenni del XVII secolo, allorché furono pubblicate la “Fama” e la “Confessio Fraternitatis Rosae Crucis” (rispettivamente nel 1614 e nel 1615), seguite dopo poco da un’altra opera singolare, “Le Nozze Chimiche di Cristiano Rosacroce”, del pastore protestante tedesco Johann Valentinus Andreae (1586-1654). Verso la fine dell’800 e nel 900 il nome della Rosa Croce fu ripreso da associazioni e gruppi esoterici, come quella di M. Heindel qui citata, l’AMORC (Antico Mistico Ordine della Rosa Croce) che ha sede sempre negli USA, e il “Lectorium Rosacrucianum” fondato in Olanda.

[Tratto da: “L’Universo Esoterico – Volume III” di Federico Bellini]