“Il Laboratorio Terrestre [1]” di Federico Bellini

E gli Extraterrestri dove sono? Quante volte abbiamo sentito o letto questa domanda, specie dopo che negli ultimi anni l’interesse nei loro confronti è aumentato a dismisura, non solo per le continue scoperte di esopianeti, o della possibilità che su alcuni satelliti orbitanti attorno Giove, Saturno o persino su Plutone, sotto i loro perenni ghiacci, vi siano condizioni favorevoli alla vita (senza dimenticare l’annosa questione marziana, ancora aperta), ma anche perché, come è il caso dei miei studi, i lettori saranno ormai alquanto avvezzi nel leggere storie di veri e propri Rapimenti (o Abductions), condotti da Esseri provenienti da Altri Mondi, proprio sul nostro pianeta e ai danni del Genere Umano.

Quindi, da un lato c’è chi è convinto della loro esistenza, dall’altro chi ancora si domanda se esistono, dove si nascondono, se sono già venuti a trovarci (specie in passato, vedasi la Teoria degli Antichi Astronauti), o se vivono tra di noi da sempre. Al netto di tutte queste speculazioni, fondate o immaginate, suggestive o apparentemente concrete, l’unica certezza è che, al momento, non si sono mai mostrati apertamente, né è mai avvenuto un contatto ufficiale da togliere qualsiasi dubbio, lasciando ogni considerazione storica, mitologica, religiosa, cosmogonica o esoterica, etc., in sospeso.

Ora, molti di voi conoscono a grandi linee la mia storia, e se adesso sono qui a scrivere questi saggi, è grazie ad un mio passato del tutto unico e particolare, dove mi sono riconosciuto parte di un problema, un problema che ho identificato con i termini di Rapimenti Alieni. Per molti anni della mia vita, sono stato convinto di essere regolarmente prelevato da degli Esseri provenienti da Altri Mondi, dove ad ogni visita venivo portato sulle loro Astronavi o basi segrete (presenti persino sulla Terra), luoghi nei quali subivo tutta una serie di esami medici, attitudinali e sessuali, per essere poi, in qualche maniera, istruito attraverso l’instillazione di tutta una serie di informazioni.

Ad oggi, quella certezza un tempo così inossidabile e inattaccabile non c’è più, e in questo scritto cercherò di spiegarvi anche il perché.

Sebbene sia, più o meno, dal periodo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale che il Fenomeno degli UFO ha preso sempre maggior piede e consistenza, specie nel nostro immaginario collettivo, dall’altra, l’establishment scientifico, militare e politico, si è sempre rifiutato di studiarlo, per anni ha continuato ostinatamente a negarne l’esistenza, sino a quando, recentemente, timide ammissioni sono state fatte da varie fonti governative, in special modo quelle USA, dopo che il Pentagono ha ammesso uno studio su Oggetti Volanti non meglio Identificati, e che da decenni sono parte di una loro stretta osservazione.

Dopo la mia precedente affermazione, non voglio certamente sostenere che il Fenomeno UFO non sia autentico, tutt’altro, è innegabile che nel nostro passato più antico, recente o persino nell’attuale presente, si verifichino degli episodi a cui non sappiamo ancora oggi dare una spiegazione, sovente logica, ma semplicemente sono arrivato a pensare che dietro a tutto questo, ci sia ben altro e che ancora molta strada si prospetti davanti a noi, dato che non siamo stati ancora in grado (se non in rarissimi episodi), di sviluppare dei Livelli di Consapevolezza tali da permetterci un’indagine “vera” in tal senso.

Ovviamente, anche in questo frangente, da un lato abbiamo avuto un proliferare di “casi visionari” (concedetemi il termine, tra essi mi inserisco anche personalmente), con U.F.O. o Extraterrestri provenienti da Venere, Clarion, Hoova, Ummo, Zeta Reticuli, Orione, le Pleiadi, o i luoghi più esotici della nostra Galassia, al pari di un altrettanto proliferare di materiale fasullo, il quale non ha fatto altro che creare ulteriore confusione, ostacolando, così, una ricerca seria e concreta. In questa impasse, il problema non sarebbe stato poi così grave, specie a seguito di tutto un materiale diffuso da quella schiera di imbroglioni, costituendo una piccola minoranza, senza considerare che simili fanatici li si incontrano in ogni settore, anche in discipline accademiche ritenute rispettabilissime, come la Scienza, la Medicina, o la Cultura più in generale.

Quello che però alcuni ricercatori in passato, e qui mi riferisco a Josef Allen Hynek, Jacques Vallée, John Keel, o più recentemente il sottoscritto, si son accorti (e mi sono accorto), – specie dopo varie esperienze dirette sul campo, o come nel mio caso di persona, analizzando le tracce lasciate da questi “Oggetti”, l’aver intervistato i testimoni, studiato le dinamiche o gli schemi degli eventi -, è che le prove a suffragio di tali ipotesi, alla conta dei fatti, raccontano qualcosa di molto, molto diverso.

Alcuni degli avvistamenti più significativi o eclatanti, in realtà, sarebbero delle complesse messe in scena, orchestrate nei minimi dettagli per ingannarci, dove le persone coinvolte non sarebbero certamente gli autori di tali “truffe”, casomai gli strumenti con cui vengono in realtà perpetrate. Alcuni avvistamenti sarebbero, altresì, esperimenti segreti tesi a manipolare i sistemi di credenze del popolo, già vessato da decenni di prodotti fantasy e soprattutto fantascientifici, i quali hanno contribuito alla creazione di un sub-strato culturale in tal senso, ovvero notizie messe intenzionalmente nella testa di persone in cerca di risposte, sole, portatrici di un vissuto particolare, fatto di privazioni e sofferenze, non di rado condotte al “credere”, sovente culturalmente poco preparate e non indotte a porsi più domande del dovuto, e tutto questo al solo scopo di nascondere fatti più reali e maggiormente sconvolgenti, fatti di cui il pubblico e parte della comunità scientifica dovevano e devono, ancora oggi, “restare all’oscuro”.

Il mistero che aleggia attorno agli U.F.O. è lo specchio delle nostre più intime fantasie, esprime quel segreto inconscio di raggiungere saggezze imperiture e che potrebbero giungerci dalle Stelle, con modalità nuove, ma al contempo resta un Fenomeno oggettivo, dato che, seppure in molti casi si sia trattato di abili sceneggiate ben allestite, resta l’informazione che comunque è stata veicolata. Arrivati a questo punto del nostro lungo e intenso viaggio, quando si parla di Extraterrestri, si deve per forza di cose partire da Enrico Fermi, e in particolare dal Paradosso che porta il suo nome, ripreso in anni recenti anche da altri ricercatori o Premi Nobel, come Carlo Rubbia (entrambi Fisici).

Un collega statunitense di Fermi, Edward Teller, raccontava: «Stavo passeggiando con Fermi e altri verso il Fuller Lodge. Stavamo andando a pranzo. Camminando, chiacchieravamo scherzosamente di un argomento che ricordo essere vagamente collegato ai viaggi spaziali. Non posso dirlo con certezza, ma mi pare stessimo parlando dei Dischi Volanti, e del fatto che naturalmente non fossero reali. Ricordo anche che fu proprio Fermi a sollevare esplicitamente la questione, chiedendomi cosa ne pensassi e quanto ritenessi probabile che entro i dieci anni successivi avremmo osservato un oggetto materiale muoversi più veloce della luce. Risposi ‘10-6‘, e Fermi disse che era una probabilità troppo bassa. Secondo lui era superiore al dieci per cento. Qualche minuto dopo, mentre stavamo pranzando e parlando di tutt’altro, Fermi se ne uscì con la domanda “Ma allora dove sono tutti?”, che provocò una risata generale perché, nonostante la frase fosse totalmente avulsa dal contesto, tutti capimmo che stava parlando della Vita Extraterrestre”

In sostanza, Fermi, nonostante avesse capito che la probabilità di vedere volare dei Dischi Volanti provenienti da Altri Mondi fosse alquanto remota, date le distanze e l’insuperabilità delle leggi fisiche universali, si era però chiesto dove si trovassero, anche perché con almeno circa 10 miliardi di presunti pianeti abitabili, soltanto nella nostra Galassia (la Via Lattea) e miliardi di altrettante galassie nell’intero Universo, se la Vita si fosse solo sviluppata sulla Terra, parafrasando una celebre frase dello scienziato Carl Sagan, “sarebbe (stato) davvero un enorme spreco di spazio.” Ma allora, tornando a Fermi, se non siamo soli, come la matematica ci induce a pensare, dove sono?

«Essi dicono che nel Centro è il Fuoco, che la Terra è un Astro e che essa ruotando attorno alla parte centrale, dà origine al giorno e alla notte. Poi, opposta a questa, dicono che c’è una seconda Terra, ch’essi chiamano Antiterra, e questo affermano non già ricercando le cause e le ragioni dei fenomeni, e cercando di accordarli con alcune loro convinzioni e opinioni preconcette

Seppure questa citazione sia tratta dalla “Metafisica” di Aristotele, l’idea riprende un concetto attribuito alle indagini astro-filosofiche di Filolao (Crotone, 470 a.C.-Tebe 390 a.C.), filosofo, astronomo e matematico greco antico, seguace del Pitagorismo. Secondo il modello cosmografico di Filolao, ripreso anche da Platone nel Fedone, si riteneva, così, l’esistenza di un misterioso Corpo Celeste “opposto” (anti) o “sovrapposto” alla Terra, definito “Antiterra” o “Controterra” (Antichtōn), un Mondo più vicino di tutti al “Fuoco Centrale” (ubicato ovviamente al Centro del Cosmo, e chiamato Hestia), e che possiede la peculiare proprietà di restare sempre invisibile agli abitanti della Terra, ovvero noi.

Una “Terra occulta”, quindi, talvolta identificata anche come “Mondo dei Morti”, in cui il tempo sembra non scorrere, o almeno lo fa diversamente (da qui anche il fenomeno del Missing Time che si verifica durante le moderne Abductions, ad esempio, o nelle precedenti ed esotiche “visite” alla Terra delle Fate, Fairyland), o al contrario, identificata come la “Vera Terra”, intrisa di beatitudine, dove la nostra “Dimensione” non ne sarebbe che una pallida eco e/o riproduzione, caratterizzata dal Dominio della Materia (e dal Fabbro Demiurgo). Per farla breve, gli antichi pensatori greci avevano già teorizzato il concetto di “Dimensione Parallela“!

Ed è qui che subentra l’Ipotesi Parafisica o Inter-dimensionale (IID), secondo la quale gli U.F.O. e le correlate Entità Aliene, proverrebbero da una ipotetica Dimensione Parallela abitata, un Universo Parallelo che coesisterebbe separatamente e accanto al nostro, all’interno di un Multiverso. Proposta in alcuni scritti di Josef Allen Hynek e dall’astronomo e ufologo Jacques Vallée, fu ripresa poi anche da John Keel, collegando agli U.F.O. anche la presenza di Creature Soprannaturali, da lui definite “Ultraterrestri”.

 Del resto, già in precedenza lo scrittore surrealista francese Michel Carrouges (1910-1988) si era accorto come dopo l’avvento dell’Era Industriale e delle Macchine, ci fosse stata una curiosa trasposizione delle immagini delle Antiche Divinità protettrici della Mitologia o la Religione, a quelle dei nuovi protettori Extraterrestri provenienti dalle Stelle, abitanti Altri Mondi. In effetti, se migliaia di anni fa, l’Uomo li riconosceva, identificava o persino “vedeva” come Divinità, mentre al giorno d’oggi con un’immagine più moderna di Extraterrestri, viene da domandarsi, tra altre migliaia di anni, quanto muteranno ancora il loro aspetto mostrandosi per qualcosa di sempre diverso ed illusorio?

Lo stesso Fenomeno, del resto, è riscontrabile anche in tutte quelle documentazioni fotografiche che dagli anni ’50 del XX secolo ad oggi, hanno riempito il nostro immaginario collettivo sui Dischi Volanti, in quanto si è passati dal fotografare dei semplici ciottoli o pentolacce dalla forma vagamente discoidale, a forme sempre più avveniristiche (ricordo che anticamente, specie in epoca romana, il Fenomeno era chiamato “Clypei Ardentes” o “Scudi di Fuoco”). E se così fosse, chi si celerebbe dietro a tutta questa colossale e ingegnosa Macchina Teatrale Dimensionale? Dietro il racconto di Fate, Gnomi, Elfi, Spiriti, incontri con Creature insolite, Fenomeni Paranormali, Avvistamenti U.F.O. o Rapimenti Alieni, si celerebbe, secondo John Keel, una “realtà ignota” che si è manifestata all’Umanità utilizzando delle messe in scena e dei travestimenti variabili e camaleontici, da lui definiti “Cavalli di Troia”, atti a condizionarci sin dagli inizi della nostra storia.

Una realtà che avrebbe cambiato aspetto nelle varie epoche umane, adattandosi al contesto sociale, storico e culturale, così da potersi meglio mimetizzare. In precedenza, lo scrittore e ricercatore statunitense del Paranormale, Charles Fort (1874-1932) era arrivato alla conclusione, ripresa successivamente da Salvador Freixedo, che la Razza Umana è di proprietà di Entità misteriose, così come lo sono i capi di bestiame per un contadino, lo stesso teorizzò anche Jacques Vallée con l’eventualità dell’esistenza di una Dimensione Parallela alla nostra, quella di Magonia, un Mondo ripreso dal folklore medievale, abitato da Creature che non solo interagiscono con noi umani, ma hanno contribuito a fomentare, nel corso della nostra storia, un clima sociale, culturale, politico e religioso, per meglio esercitare la loro influenza e controllo.

In ultima analisi, inserisco anche la mia idea al riguardo, essendo stato protagonista dello stesso Fenomeno, in quanto da “Loro” rapito. Specie in questi ultimi anni, era sorta in me una certa perplessità sulla natura di questi Esseri, seppure la mia storia fosse stata tangibile e riscontrabile con decine di altre testimonianze e studi, ma di fondo il dubbio aveva continuato a serpeggiare, arrivando a pensare che ciò che avevo visto, fosse stato, invece, il risultato di un’idea, sovente posticcia e falsata, e che in questo contesto sociale dovevo far mia, oltre a doverla diffondere agli altri. Anche adesso potrei ritrovarmi “vittima”, ancora una volta, di questo sinistro incantesimo, sotto l’influsso di quella Super-Mente (o Overmind) o Superspettro, come lo definiva John Keel, che mi induce a ribaltare ogni mia certezza, perché come sosteneva Charles Fort, «Se esiste una Mente Universale, deve essere sana?», ma che sia giusta o sbagliata, ritengo questa strada la più logica da seguire, e dove il mio lavoro attuale sta convogliando tutte le sue energie.

Ovvero, sono sempre più convinto che nel quotidiano ci sono Forze, fittiziamente negative e positive (o addirittura un’unica Forza) che si contendono le nostre vite e condizionano fortemente le nostre scelte, queste Forze, però, non sono lontanamente ciò che abbiamo sino ad oggi immaginato o pensato, ed è proprio queste Forze che desidero arrivare a comprendere e “vedere”, per ciò che realmente sono, ma soprattutto capire da dove vengono e perché…

Arrivati a questo punto sarà bene vertere questa ricerca verso una realtà altra, ma co-presente all’attuale, e che potrebbe vedere l’esistenza di più Pianeti Terra Paralleli al nostro. Come? Con la Teoria dell’esistenza degli Universi Paralleli. Dietro tale Teoria si trova uno dei postulati più interessanti di tutta la Fisica Moderna, un’ipotesi al momento ancora teorica e non corroborata da evidenze scientifiche certe, ma comunque già ampiamente supportata dalle tante teorie quantistiche e relativistiche, come dalla più moderna Teoria delle Stringhe, tutte teorie in buona parte già trattate nei primi studi di questo saggio.

In sostanza, la Teoria dei Multiversi ipotizza che possono esistere infiniti “Universi Specchio” nella nostra dimensione in cui sarebbero presenti, e si manifesterebbero altre “Realtà”, oltre a quella che già sperimentiamo; questi mondi, inoltre, avrebbero un diverso svolgimento e/o ambientazione, rispetto alla nostra stessa realtà. In campo filosofico, uno dei primi indagatori di questa possibilità fu Auguste Blanqui, che nel 1872 indagò gli aspetti teorici e filosofici di un Universo ad infinite dimensioni nell’opera L’Eternité par les astres; opera anomala nella produzione di Blanqui, essa anticipa elementi che si ritrovano anche in Jorge Luis Borges.

Nella narrativa fantascientifica, il concetto di Universi Paralleli venne introdotto per la prima volta dallo scrittore statunitense Murray Leinster attorno al 1934, per essere ripreso in seguito da molte opere successive divenendo così un tema classico della letteratura di genere. Al di là di una concezione scientifica o fantascientifica, l’intera questione, però, sembra affondare le sue radici in ben più antiche conoscenze e che ci conducono sino nel bacino dell’Oceano Indiano, ai primordi della cultura vedica. Una sua possibile formulazione, a metà strada tra la visione scientifica e quella religiosa, si può riscontrare nientemeno che nel corpus di tradizioni induiste presenti in testi come il Bhagavata Purana. Nel Brahma Vaivarta Purana, uno degli otto Purana maggiori, in cui tra le varie realtà si parla anche della Creazione dell’Universo, troviamo un riferimento esplicito sull’esistenza di Mondi o Universi Paralleli.

«… e chi cercherà attraverso le estese infinità di spazio per contare i lati degli universi uno accanto all’altro, ognuno contenente il suo Brahma, il suo Vishnu, il suo Shiva? Chi può contare gli Indra in tutti loro – quelli Indra fianco a fianco, che regnano in una sola volta in tutti gli innumerevoli mondi; quegli altri che sono passati prima di loro, o anche gli Indra, che si susseguono in ogni linea, ascendendo alla divina regalità, uno per uno, e, uno per uno, passando via?»

Perciò, una Dimensione o un Universo Parallelo, definita anche Realtà Parallela, Universo Alternativo, Dimensione o Realtà Alternativa, è un ipotetico luogo separato e distinto dal nostro ma coesistente con esso, nella maggior parte dei casi immaginato e identificato con un altro continuum spazio-temporale, nel mentre l’insieme di tutti gli eventuali Universi Paralleli è detto Multiverso. Durante gli anni Novanta e i primi anni Duemila, in ambito cosmologico furono elaborate diverse tipologie di possibili Universi Paralleli o coesistenti. Si pensò alla presenza di veri e propri universi in serie o contigui, in quanto collocati a fianco del nostro in un bulk[1], che può arrivare ad avere una Quinta Dimensione (o Quarta Spaziale) e che farebbe da contenitore alle loro rispettive estensioni, aventi tutte delle proprietà metriche tridimensionali (o quadrimensionali, comprensiva anche della dimensione-tempo).

Essi, pertanto, sarebbero posizionati uno accanto all’altro come fogli racchiusi in un libro, un libro composto da pagine bidimensionali ma che nel loro insieme sono inserite in un contenitore, il libro stesso, con tre dimensioni. Questo significa che all’interno di un ampio vuoto iperspaziale, tanti Universi non dissimili dal nostro, possono essere così contigui da sfiorarci ma senza poterli percepire direttamente, in quanto le forze naturali, lo stesso elettromagnetismo, sono captabili da apparati sensoriali e/o tecnologici confinati nelle dimensioni del loro luogo cosmico originario. I piani su cui materialmente risiederebbero tali Universi vengono definiti “membrane” o “brane”, e secondo alcune visioni potrebbero trattarsi di un unico, infinito, piano spaziale ma ripiegato più volte, simile ad un nastro a tratti curvato su sé stesso, in strati geometricamente paralleli. Questo modello spiegherebbe, almeno in parte, anche la ragione di quella che comunemente viene denominata Materia e/o Massa Oscura, scientificamente rilevata indirettamente, per effetto gravitazionale, e che empiricamente risulta estendersi intorno alle Galassie e ai raggruppamenti che esse formano nel Cosmo visibile.

Anche l’ambito Metafisico, Spiritualista e Spiritico si è occupato di eventuali Dimensioni Parallele, a cominciare dal medico statunitense Walter Semkiw, nel saggio “Return of the revolutionaries: the case for reincarnation“, un libro che si basa su coincidenze considerate non casuali e reperti (visivi) giudicati non artificiosi, con un impianto generale che riprende alcuni temi già conosciuti o acquisiti dalla tradizione medianica, occultista o da influenze mistiche orientali, dove si riscontra anche un riverbero della cognizione indù del Karma. In sintesi, sostiene la presenza di un piano con proprietà fisiche che ripetono, con diverse qualità, (sovente superiori) quelle terrestri, oltre ad essere adatto alla prosecuzione di una vita dopo quella terrena, e a seconda dei casi quasi speculare ad essa. Tale regione dovrebbe essere, però, strutturata in graduali livelli, che vanno dai meno ai più evoluti, e nei quali è contemplato anche il noto “Piano Astrale”. Insomma, veri e propri Livelli Spaziali Paralleli, riservati a soggetti deceduti e adeguati alle rispettive virtù ed imperfezioni morali espresse nell’esperienza terrena.

Un Corpo di leggera sostanza eterea, contenuto in quello umano, e composto di Materia pesante, ma ad esso esteticamente somigliante, si trasferirebbe subito o poco dopo la morte, in questo “altro luogo”, in siffatta probabile altra Dimensione Parallela a quella terrestre. Liberati dal fardello carnale, i Corpi, così meno grevi, continuerebbero a vivere con modalità di riproduzione simili al nostro Mondo materiale, potendo addirittura praticare le stesse attività, sia intellettuali, professionali, ludiche, o sessuali, in condizioni in apparenza simili sebbene molto più funzionali (almeno in superficie).

Inoltre, i dimoranti, di tanto in tanto, cercherebbero di comunicare con noi, che ci troviamo ancora di qua, mediante l’utilizzo di apparecchiature tecnologicamente affini alle nostre, appositamente costruite e migliorate da innovazioni a noi sconosciute. Per questo sarebbero udibili e visibili, a volte fra le immagini dei consueti schermi televisivi o fra le onde captate dai comuni radioricevitori, etc. In questo modo riuscirebbero a mettersi in contatto con amici, colleghi o parenti ancora vivi, mediante la “ITC: Instrumental Trans Communication”, sistema di presunti contatti e il loro studio sistematico.

Anche in questo nuovo stato di Corpi Eterei non è preclusa la possibilità di poterli abbandonare, mediante una sorta di seconda morte o ulteriore trapasso, per il compimento di evoluzioni spirituali verso altri Livelli Dimensionali. Inoltre, non è escluso che queste Essenze possano tornare nella nostra vita materiale mediante la reincarnazione, manifestando proprietà fisiche, somatiche, mentali e comportamentali della loro precedente esistenza, sovente mantenuta anche nell’Altra Dimensione. Non di rado anime reincarnate sarebbero recenti mentre altre proverrebbero da epoche storiche più lontane, con la possibilità di condividere e incontrare nuovamente persone già conosciute in un comune passato, che però rinascendo inconsciamente dimenticano o di cui ricordano solo qualche vago ed indistinto riverbero[2].

Un’ulteriore teoria quotata da una buona parte di stimati fisici contemporanei, risulta essere l’interpretazione a Realtà Parallele, appartenente alla disciplina della Meccanica Quantistica o Ondulatoria, denominata da Bryce DeWitt[3], “A Molti Mondi” (a volte riportata in acronimo anglosassone con i termini di MWI: Many Worlds Interpretation), seppure sia stata elaborata e proposta da Hugh Everett III[4] a partire dagli ultimi anni Cinquanta. Attualmente uno dei maggiori sostenitori di questa Teoria è il fisico David Deutsch[5], dell’Università di Oxford, il quale nel suo noto saggio La Trama della Realtà definisce genericamente la Fisica Quantistica (con evidente riferimento ad Everett), come “La Fisica del Multiverso“. Attraverso la continua diramazione dell’intera Realtà/Universo e che contiene i Molti Mondi, coerentemente con gli stati risultanti e secondo le probabilità con cui essi possono manifestarsi, anche l’osservatore, necessario per la rilevazione dello stadio conclusivo del Sistema, si ritroverebbe suddiviso in più repliche di : una per ogni misurazione alternativa che l’evolversi quantistico consente. Però in tale contesto, prescindendo dall’opera di preparazione degli eventuali esperimenti, egli resterebbe spettatore dell’effetto rilevato, essendo gli sviluppi, teoricamente considerati, del tutto oggettivi e determinati dalle stesse Leggi della Natura, e non dall’atto osservativo stesso.


[1] In Cosmologia e Fisica Teorica, il Bulk è una massa, in particolare nella Teoria delle Stringhe (l’iperspazio), in cui si troverebbero i vari mondi-brana.

[2] Questa Teoria è seguita, specie negli USA, con un certo interesse attivo, anche da e fra esponenti dediti a normali attività scientifiche, tanto che nel corso di questi ultimi anni vari centri di studio e ricerca -, a tratti con qualche partecipazione accademica e collaborazioni qualificate di medici, neurologi, psicologi, etc. -, si sono sempre fatti più numerosi.

[3] Bryce Seligman DeWitt (1923-2004) è stato un fisico statunitense, tra i protagonisti della Fisica Teorica Moderna. DeWitt si è occupato, soprattutto, di Meccanica Quantistica e Cosmologia, elaborando l’attuale formulazione della gravità quantistica e fornendo importanti contributi alle teorie di scala, al comportamento delle radiazioni nello spaziotempo curvo e all’analisi numerica della relatività. Viene spesso indicato come uno dei principali sostenitori della teoria dei “Molti Mondi” di Hugh Everett, per quanto tale argomento sia sempre stato ai margini dei suoi interessi scientifici.

[4] Hugh Everett III (1930-1982) è stato un fisico statunitense. Attivo principalmente all’Università di Princeton, è divenuto celebre tra i fisici per aver formulato nel 1957 l’interpretazione A Molti Mondi della Meccanica Quantistica. Il titolo originario della sua teoria era “Relative State formulation of Quantum Mechanics”. Solo in seguito, nella rielaborazione effettuata da Bryce DeWitt, fu ribattezzata con la denominazione con cui si è affermata.

[5] David Elieser Deutsch (Haifa, 18 maggio 1953) è un fisico britannico. Premiato con il Premio Dirac è professore presso il dipartimento di fisica atomica e laser nel Centro per la Computazione Quantistica, nel Laboratorio Clarendon dell’Università di Oxford. È un pioniere dei computer quantistici, avendo formulato una descrizione della Macchina di Turing Quantistica, e un promotore di varie versioni dell’interpretazione A Molti Mondi della Meccanica Quantistica, basate sugli studi e sulle idee formulate da Hugh Everett III negli anni Cinquanta.

[Tratto da: “L’Universo Esoterico – Volume III” di Federico Bellini]