“Quando gli Esseri Umani non sono più Esseri Umani” di Federico Bellini

[“San Giorgio e il Drago” di Paolo Uccello[#], 1460 circa]

Un assassino seriale (Serial Killer in lingua inglese) è un termine che a partire dagli anni Settanta del XX secolo, identifica un pluriomicida di natura compulsiva e che uccide, spesso, persone per lo più estranee al suo ambiente, con tempistiche variabili, mediante un modus operandi spesso atipico, caratteristico, talvolta privo di movente, non di rado legato a traumi nella sfera emotiva e sessuale. Tale definizione, esposta per la prima volta da Robert Ressler, agente dell’FBI e criminal profiler americano, aveva lo scopo di distinguere il comportamento di chi uccide ripetutamente nel tempo, intervallato con pause di raffreddamento, rispetto agli omicidi plurimi che si rendono colpevoli di stragi, ossia gli Spree Killer, autori di celebri e terribili casi, come il massacro al Virginia Polytechnic Institute, il disastro della Bath School, la Strage di Utøya o della Columbine High School. Sostanzialmente, si inserisce in questa categoria di persone, coloro che compiono due o più omicidi distribuiti in un arco di tempo relativamente lungo, intervallati da periodi di “raffreddamento” e nella quale viene condotta una vita apparentemente normale, o quasi. Ovviamente ci sono anche delle eccezioni, la prima di esse fu la vicenda di Gilles de Montmorency-Laval, barone di Rais, o Rets o Raiz, (1405-1440), militare e assassino seriale francese. Dopo una carriera militare di grandissimo pregio e rispetto che lo portò al titolo di Maresciallo di Francia, venne poi accusato di praticare l’Alchimia e la Stregoneria, nonché di aver torturato, stuprato ed ucciso almeno 140 bambini e adolescenti.

Di nobile casato e discendente di una tra le più potenti famiglie di Francia, entrò giovanissimo al servizio di Carlo VII, combattendo alla testa di un proprio contingente in svariati episodi di guerra, entrando nelle grazie del sovrano. Fu in una di queste battaglie che incontrò Giovanna d’Arco[1], la famosa Pulzella d’Orléans (1412-1431), l’eroina nazionale francese, venerata poi come una santa dalla Chiesa Cattolica, la quale possedeva una forza trascinante e carismatica che contribuì a riportare al proprio paese parte dei territori caduti in mano agli inglesi, risollevando le sorti dei francesi durante la Guerra dei Cent’anni, guidando vittoriosamente le armate reali contro quelle inglesi. Ed è in questa contingenza che le loro storie si intrecciarono. Si intesero immediatamente, diventando amici e confidenti l’uno dell’altra, entrambi erano fanatici, lei intrisa di fervore mistico, lui freddo, cinico e portato ad una gratuita crudeltà, lei scacciava le prostitute che normalmente facevano seguito agli eserciti in marcia, obbligando le truppe e i capitani ai sacramenti, redarguendoli dal bestemmiare, lui comandava la spedizione e ad ogni azione di guerra massacrava i nemici senza pietà. Ma la storia, come sappiamo, ebbe ben altri piani per entrambi, perché dopo anni di guerre e torbidi inganni, Giovanna venne infine catturata da parte del duca di Borgogna per essere venduta agli inglesi, i quali la sottoposero a processo per eresia, finendo arsa viva sul rogo il 30 maggio del 1431, mentre il barone di Rais, accrebbe il suo potere e la propria popolarità, ereditando un’immensa fortuna dalla famiglia, ritrovandosi ad essere uno degli uomini più facoltosi del tempo.

Ritiratosi a vita privata iniziò a condurre un’esistenza dispendiosa e raffinata, circondandosi di opere preziose, manoscritti, artisti, alchimisti, ed allestendo sfarzosi spettacoli, arrivando ben presto, ad indebitarsi. Il punto di svolta avvenne quando dalla Toscana, un certo Francesco Prelati, giovane monaco aretino e spretato, si trasferì alla sua corte. Prelati cercava la Pietra Filosofale e convinse, al suo arrivo alla corte del barone, ad avere al proprio servizio un Demone personale di nome Barron, ma per ottenere tali favori pretese dal suo nuovo mecenate il sacrificio di un bambino. Fu l’inizio di una delle discese agli inferi più orribili e mostruose mai perpetrate da un singolo uomo, forse in tutta la storia umana, perché tra il 1432 e il 1440, alcune centinaia di fanciulli e ragazzi vennero uccisi, o fatti uccidere, il più delle volte dopo essere stati oggetto di abusi sessuali. Ogni sera, dopo i sontuosi banchetti che si tenevano nei suoi castelli, Gilles si ritirava, seguito da una corte di pochi intimi e dai suoi servi, nelle stanze più nascoste agli occhi indiscreti, dove venivano introdotte le giovani vittime, ragazzi presi dal popolo, attratti al castello col miraggio di entrare a corte come paggi o servitori, anche se a questi infelici, invece, si spalancavano le porte dell’Inferno.

Dopo essere stati ripetutamente abusati, prima o dopo continue torture, venivano infine uccisi solo dopo che la furia del loro padrone non si acquietava; dei corpi, su cui vi avevano fatto scempio non ne restava traccia, perché a volte venivano bruciati e le ceneri sparse, altre volte venivano gettati nelle cantine più profonde a decomporsi, e quando questi rituali orgiastici e demoniaci divennero poi “monotoni”, – come sostenuto dai pochi intimi, veri e propri parassiti che ne facevano parte -, le azioni divennero ancora più efferate, incrementandone la tortura, il sadismo sfrenato e le uccisioni. Trascorreva così la notte e quando sorgeva di nuovo il sole alla mattina, Gilles passava dai suoi tormenti infernali e notturni, a quelli diurni e per lo più mistici. Si, perché in questo strano ed incredibile miscuglio di estrema ed oscura follia e normalità, finanziava un gruppo di cantori della Cappella di Machecoul che tenevano bellissimi concerti di musica sacra, un gruppo composto di graziosi giovinetti, dai modi teneri ed educati, come egli stesso dichiarerà durante il suo processo, presenziando così alle varie messe e ai riti cristiani come un fervente devoto, mentre al contempo si dedicava all’Alchimia e alle evocazioni diaboliche, istigato dal Blanchet, il toscano Prelati[2], e da tutta la sua corrotta corte che in lui cercava di sopravvivere.

Tutte quelle misteriose scomparse di giovanissimi cominciarono, però, a dare dei sospetti, e dopo un passo falso venne finalmente arrestato ed incriminato il 14 settembre 1440, insieme ai suoi servitori ed amici, ed il 28 settembre iniziò il processo. Venne accusato di Eresia, Evocazioni del Demonio, Sodomia, Omicidio, tanto che il 13 ottobre, quando il processo riprese, gli furono stilati 49 capi d’imputazione, tra i quali anche il rapimento di numerosi bambini (quantificato in 140), averli uccisi nei modi più perversi, smembrati, bruciati ed averli offerti in sacrificio al Demonio. Il 25 ottobre fu emessa la sentenza, venne dichiarato colpevole e il 26 ottobre, insieme ai due servitori e complici, fu giustiziato mediante impiccagione, ma non prima di aver ricevuto l’assoluzione dai peccati commessi. I giudici gli ritirarono la scomunica, ma quando il suo corpo si rilassò dopo i fremiti dell’impiccagione, venne adagiato dolcemente in una bara e accudito da delle damigelle di alta condizione sociale, come si confà per un nobile di quel lignaggio a cui apparteneva. Ai due servi, invece, non solo fu concesso di pentirsi, ma i loro corpi furono dati alle fiamme e le ceneri disperse, proprio come era avvenuto per l’altrettanto povera contadinella Giovanna. Eppure, una giustizia umana o divina che sia, raggiunsero anche le spoglie di Gilles de Rais, perché tre secoli e mezzo dopo, quando la Rivoluzione Francese scatenò anche a Nantes i disordini e i saccheggi contro il clero, la Chiesa dove fu sepolto venne devastata, le tombe scoperchiate, e i suoi resti andarono a confondersi con il nulla.

Secoli più tardi, mentre in Europa stava per scatenarsi l’Inferno della Prima Guerra Mondiale, in America un singolo uomo riuscì a fare altrettanto. Albert Fish, nato Hamilton Howard Fish (1870-1936) è stato un serial killer statunitense, conosciuto come l’Uomo Grigio, il Lupo Mannaro di Wysteria, il Vampiro di Brooklyn e il Maniaco della Luna, il quale si vantò di aver molestato oltre 400 bambini e di averne uccisi più di 100, quasi tutti afroamericani, dal momento che all’epoca la loro scomparsa passava inosservata, specie nell’incurante e bianca opinione pubblica americana. Fu però trovato colpevole di almeno cinque omicidi, seppure fosse fortemente sospettato di molti altri, ed egli arrivò a confessarne solo tre; messo a giudizio per l’omicidio di Grace Budd, venne dichiarato colpevole e condannato a morte. Divenne tristemente famoso nel Mondo e tra gli studiosi di criminologia e medicina, sia per l’efferatezza dei suoi crimini (torturava, uccideva e mangiava bambini) che per i suoi innumerevoli disturbi, di cui molti sconosciuti fino a quel momento, come ad esempio l’abitudine di infilarsi degli aghi nel proprio corpo, specialmente nell’inguine e nel perineo, alcuni dei quali incastrati in modo permanente, oltre a soffrire di numerose parafilie, tra cui: dendrofilia, sadismo, masochismo, flagellazione, esibizionismo, voyeurismo, piquerismo, pedofilia, coprofagia, feticismo, urofilia, cannibalismo, castrazione, vampirismo, etc.

Singolare è la storia di due bambini, Billy Gaffney e Billy Beaton, che l’11 febbraio del 1927, mentre stavano giocando sulla veranda di casa a Brooklyn, New York, sparirono; Beaton, per motivi ancora oscuri e mai del tutto spiegati, venne ritrovato fortunatamente sul tetto della casa. Quando gli chiesero cosa fosse successo al suo amico, Beaton rispose che “Boogeyman l’ha portato via”, e del suo omicidio fu sospettata una persona che assolutamente non ne era coinvolta. Boogeyman è una creatura leggendaria, un essere amorfo, cattivo ed oscuro, presente nella tradizione di vari paesi. Principalmente conosciuto come l’Uomo Nero, è un Demone che ha l’aspetto di un fantasma, sovente senza gambe e che dalla vita in giù sfuma in una sorta di punta. Fino al XX secolo veniva raccontato ai bambini, che alla sera non volevano dormire (come se questa figura orribile potesse rincuorarli per la notte!), che questo essere si sarebbe presentato nel caso non avessero chiuso gli occhi e non si fossero addormentati. In Italia, ad esempio, è noto come Babau, in Puglia come il “Vecchio col Sacco” (l’Aùre o Avùrie, o lo Scazzamurrieddhru oppure lo Scazzamurril), mentre in Sardegna è popolare come Mommottu, Mommotti o anche Bobotti.

Varie origini e termini per descrivere la stessa forma, il Bogie, spirito meschino che vivrebbe nell’ombra, nei granai, nelle cantine e in tutti quei luoghi polverosi dove le persone tengono cose ed oggetti che non vogliono buttare via. E comunque, da buon parassita che si rispetti, presenta un nutritissimo curriculum artistico, perché come personaggio è apparso in diversi romanzi, racconti e film, proprio per continuare a mantenere viva nel pubblico la sua stessa figura. Come non è nemmeno un caso che quel bambino di Brooklyn, definì Fish un Boogeyman, vuoi per una certa e sinistra somiglianza fisica, vuoi perché riconobbe con i suoi occhi puri di fanciullo, il mostro che purtroppo vi si nascondeva. Anche Fish venne arrestato e nel 1935 si svolse il processo, il quale addusse a pretesto i suoi problemi mentali, sostenendo di aver ascoltato da Dio, dei messaggi che gli dicevano di uccidere i bambini. Affermava che la violenza perpetrata a sé stesso e agli altri, gli purificasse l’Anima e che Dio, se fosse stato contrario ai suoi omicidi, avrebbe mandato un Angelo a fermargli la mano, proprio come fece con Abramo. Nonostante la sua follia, la giuria lo giudicò sano di mente e colpevole, e il giudice emise la sentenza di morte; fu giustiziato il 16 gennaio del 1936 sulla sedia elettrica. Prima di morire affermò che quell’esperienza sarebbe stata “la suprema emozione della mia vita”, addirittura aiutò gli inservienti ad allacciare le fibbie della sedia attorno alle sue gambe e le braccia…

Aileen Carol Wuornos (1956-2002), è stata una serial killer e prostituta statunitense. Sin dall’infanzia conobbe una vita travagliata, intrisa di malattie in famiglia, specie mentali, soprusi e violenze (venne abusata giovanissima e costretta poi ad abortire), sino ad arrivare ben presto a prostituirsi per mantenere sé stessa e la propria compagna. Come una mantide religiosa adescava le proprie vittime (almeno 7 vittime accertate) e le uccideva durante l’amplesso con dei colpi di pistola sparati freddamente. Fu la stessa compagna, Tyria, a confessare i crimini della sua amata, stanca di quella vita errabonda e folle, e grazie ad una telefonata tra le due, dove Aileen fece delle ammissioni sui propri omicidi, venne infine arrestata. Il processo iniziò nel gennaio del 1992, anche se Aileen venne accusata solamente del primo omicidio, la corte della Florida non tenne in considerazione l’attenuante della violenza, e il 27 gennaio le inflisse la condanna a morte mediante sedia elettrica. Il 15 maggio dello stesso anno, la Wuornos venne condannata anche per altri tre omicidi, e nel febbraio del 1992 fu ritenuta colpevole anche per l’ultimo omicidio commesso, quello di Walter Gino Antonio. La donna ricorse in appello senza successo e continuò ad affermare il suo disprezzo per la vita e il suo desiderio di continuare a fare del male; a dispetto di ciò le perizie psichiatriche la consideravano capace di intendere e di volere.

Odio profondamente la vita umana e se non mi giustiziate ucciderò di nuovo”, aveva detto ai vari giudici ai quali si era rivolta per ottenere di accelerare l’iter dell’esecuzione. Ad un certo punto licenziò anche i suoi avvocati, rinunciando agli appelli giudiziari per poter essere mandata nella camera della morte al più presto. Aileen Wuornos venne giustiziata tramite iniezione letale il 9 ottobre 2002, dopo 12 anni trascorsi nella prigione di stato di Raiford, in Florida; la sua morte fu serena e accompagnata da un confuso delirio mistico. Dopo una vita disperata sfociata in una catena di delitti, fedele alla sua controversa immagine che ne aveva fatto anche la protagonista di film, libri e addirittura un’opera musicale, in punto di morte lasciò un ultimo, criptico messaggio: “Sto salpando con la Roccia”, disse mentre era distesa sul lettino nella camera della morte del carcere di Starke. “Tornerò come in ‘Independence Day’[3] con Gesù, con la nave-madre e tutto il resto. Tornerò, tornerò…”, riferendosi al film di fantascienza del 1996 che descriveva l’attacco alla Terra da parte di una gigantesca nave aliena. Gilles, Fish, Wuornos e gli innumerevoli altri Serial Killer, furono dei personaggi del tutto Umani? Probabilmente no, del resto, sibilline furono le parole di un altrettanto celebre assassino seriale, Ted Bundy, quando affermò: «Noi serial killer siamo i vostri figli, i vostri mariti, siamo ovunque…»

Ma le strane similitudini non finiscono certo qui. Un sabato mattina, di un soleggiato ma fresco novembre, stavo ritornando a casa in macchina e per smorzare il rumore dell’auto e del traffico, accesi senza pensarci l’autoradio. Subito si sintonizzò su di una nota stazione radio religiosa e che, guarda caso, proprio in quel momento stava trasmettendo la testimonianza di un esorcista, il quale durante una seduta con un fedele, era entrato in contatto con il Demonio e gli aveva rivelato che nella moderna società, si erano inventati la storiella fittizia degli Extraterrestri Buoni! Una volta contattati alcuni prescelti, li parassitavano con la chiara intenzione di istruirli su di un nuovo credo, con l’unico scopo di sviarli dalla vera fede cristiana. Ricordo che rimasi alquanto perplesso durante il racconto di questo prete, perché per la prima volta, la Chiesa, ammetteva che questi Demoni non solo avevano fatto un salto di qualità, ammodernando, per così dire, il loro vocabolario, ma a loro dire questa schiera di Gerarchie Infernali (o Dimensionali) si erano travestiti da Alieni in determinate realtà post-moderne della nostra società. In alcune particolari congregazioni, o in vere e proprie nuove Sette, soprattutto di stampo ufologico e contattistico, andrebbero a sfruttare le varie credenze per sviare le persone da preesistenti culti, specie spirituali e religiosi, invitandole verso nuove strade e percorsi con l’unico scopo di ingannarli e di cibarsi della loro Energia.

Gli umani, in sostanza, sono “Cibo Energetico” di questi Demoni o Alieni, e non è un caso che un grandissimo ufologo internazionale di origine spagnola, ad oggi 90enne, un tempo ex-gesuita, dichiari proprio le stesse cose. Il già citato Salvador Freixedo, nel suo celebre libro “Difendiamoci dagli dèi”, ha dedicato interi capitoli sull’importanza che questi Esseri Ultra-Dimensionali nutrono nei riguardi di questa fonte primaria di cibo, e tra tutti spicca il loro estremo interesse per il sangue, sia animale che umano. Nei suoi innumerevoli viaggi attorno al globo, Freixedo aveva scoperto come gli avvistamenti U.F.O. (o O.V.N.I.) andavano a braccetto, con una certa periodicità, anche a vere e proprie mattanze di animali, prelevando da loro viscere, soprattutto grandi quantità di sangue, specie da vacche e tori, “sacrificati” quasi sempre in fattorie. Queste carneficine, che capitano sovente durante le ore notturne, avvengono praticamente in ogni parte del globo, coinvolgendo anche le autorità e che, interpellate e dopo aver eseguito attente indagini, non riescono alla fine a trovare spiegazioni convincenti a quanto è avvenuto in quei luoghi. Freixedo, non appena vedeva apparire quelle rare notizie sui giornali, specie nelle zone dove magari si trovava a vivere o a lavorare, tutte riguardanti queste misteriose morti di animali, partiva, si metteva in viaggio, magari anche in zone di campagna o di montagna impervie e sperdute, pur di vedere con i propri occhi, toccare con mano, fotografare persino, quegli animali così orrendamente mutilati, totalmente dissanguati.

Scoprì, interessandosene sempre più, come il Fenomeno fosse così vasto e misconosciuto, che casi simili si erano presentati anche in Brasile, Sudafrica, in Europa, in Francia, Belgio, e, come vedremo più avanti, anche nella nostra penisola. Negli Stati Uniti, addirittura, venne persino pubblicata una piccola rivista intitolata Mutilations, dedicata esclusivamente a censire e catalogare tutti questi fenomeni che avvenivano in ogni parte del continente americano e del Mondo. Freixedo, però, si accorse che non solo venivano uccisi e mutilati gli animali, ma anche gli esseri umani, seppure ad oggi questi casi siano meno frequenti e accadono in luoghi sperduti o appartati, arrivando con estrema difficoltà al grande pubblico. Un giorno del 1975, un giovane di umili origini e che abitava nella periferia della città messicana di Querétaro (a circa 200 km a nordest della capitale), raccontò al nostro ricercatore spagnolo di quando una sera, all’imbrunire, aveva visto passare sopra la sua casa un U.F.O. ad una quota molto bassa ed a lentissima velocità. Eccitato da quella visione cominciò a correre seguendone la traiettoria, poi lo vide scendere in una gola della periferia della cittadina, non lontano da casa. Quando vi arrivò, osservò al bordo di quella gola un grande oggetto lenticolare posato al suolo che emetteva una fantastica luce bianca. Intimorito da ciò che stava osservando, si abbassò fra gli arbusti e dal suo nascondiglio vide svariati “nani” con una specie di strane lanterne in mano.

Emettevano dei fasci di luce molto fini e concentrati, e questi “nani” si divertivano a tagliare con i loro fasci di luce i tronchi di diverse piante. Rimase lì impietrito fino a quando questi Esseri risalirono a bordo del loro veicolo che si elevò molto lentamente dal terreno, per poi, dopo aver raggiunto i cinque metri d’altezza dal suolo, partì di scatto verso il cielo. Durante la partenza aveva persino abbattuto un cactus, e quando mesi dopo Freixedo andò in quella zona a fare un sopralluogo, effettivamente lo trovò a terra rinsecchito. Nonostante fosse passato del tempo, non fece a meno di notare le tracce di ripetuti atterraggi, il giovane gli fece vedere dei manufatti particolari, come pietre fuse che aveva li raccolto, ma la cosa che lo sconcertò fu la scoperta di un coyote mezzo essiccato che trovò vicino alla zona dell’atterraggio. Il corpo del povero animale era contorto e nonostante ciò le sue ossa non erano rotte. Il giovane gli rivelò che altri animali, nella zona, erano stati ritrovati nelle stesse condizioni, non mostrando, tra l’altro, segni di decomposizione o di smembramento da parte degli altri animali, come se qualcosa li avesse marchiati e tenesse i predatori alla larga. Sempre in quegli anni, a Porto Rico, ebbero luogo numerosi casi.

Durante il mese di settembre del 1974, in tutta l’isola avvenne una vera e propria ondata di avvistamenti U.F.O. Una mattina diedero la notizia ad una radio locale che in una piccola fattoria erano stati trovati morti in modo strano svariati animali, Freixedo non si perse d’animo e partì con la sua auto per recarsi sul posto. Trovò gli animali (due maiali, due oche, due tori e varie capre) con le tipiche ferite sul collo, non c’erano tracce di sangue, e nonostante le due oche fossero bianche come la neve, non erano né sporche o macchiate, come non presentavano segni di violenza. Quelle morti continuarono nei mesi successivi, sempre in varie regioni della zona. Una volta vide una vacca, sempre con le stesse ferite sul collo, le avevano asportato la pelle da un lato della testa, come se l’avessero fatto con dei bisturi di precisione, le mancava l’entrata di uno degli orifizi del naso anche se non c’erano segni evidenti di strappi, e nonostante parte della testa fosse bianca, non c’era nemmeno una goccia di sangue. Ma Freixedo, in quegli anni, sempre nella zona di Porto Rico, menziona anche altri fenomeni strani come: l’apparizione di animali di grande stazza, esplosioni misteriose nell’aria, apparizioni di madonne e santi in diverse località, immagini religiose che sanguinavano o piangevano, miracoli e/o la scomparsa di persone in circostanze misteriose, etc. Uno degli episodi più sconcertanti glielo raccontò cinque anni più tardi una contadina boliviana, la quale un giorno, avvicinandosi all’ovile dove teneva custodite le sue pecore, vide un Essere di bassa statura che aveva sulla schiena una strana scatola, e con la quale stava uccidendo una pecora e le estraeva una parte dei reni mediante una piccola incisione. La donna, impaurita, iniziò a prendere a sassate quella strana creatura che venne poco dopo risucchiata da un getto di luce.

Ma come anticipato in precedenza, sia le mutilazioni e i dissanguamenti hanno coinvolto anche degli esseri umani. Nel 1977 mentre si trovava nella città di San Luis Potosì, a circa 300 km da Città del Messico, al nostro Freixedo gli giunse notizia che un neonato era stato trovato morto, completamente dissanguato. Si mise ad indagare e si accorse che non si trattava purtroppo di un caso isolato, ma uno fra tanti e che vedevano coinvolti bambini in tenerissima età. Tutti presentavano ematomi e/o contusioni sulla pelle, come se attraverso di esse fosse stato succhiato il sangue. In alcuni casi, l’impressione era che il sangue fosse stato succhiato attraverso la bocca, dato che non c’erano ferite o segni di nessun tipo sulla pelle. Le madri, inoltre, venivano ritrovate in uno stato letargico accanto al bambino morto, come se fossero state drogate mentre avveniva il dissanguamento del loro figlio, impiegando poi molti giorni prima di riprendersi, essendo molto deboli. Ci sono testimonianze di adulti che sostengono di essere stati attaccati durante il sonno, scoprendo al risveglio, la mattina seguente, delle piaghe, colpi sulla pelle ed una estrema debolezza psico-fisica. Sempre sul finire degli anni ’70, sia nello stato di Querétaro che in differenti località, la gente iniziò a parlare di Vampiri, diffondendo il panico nella popolazione, e come ogni volta, poi, le autorità si ritrovarono costrette ad intervenire, senza concludere alcunché, minimizzando l’accaduto e/o persino censurandolo dai mass-media.

Nel corso dei vari anni, Freixedo, attento e minuzioso, ha catalogato altri casi sparsi nel Mondo, come quello di Tres Lagunas e a Valle de Guadalupe, dove una bambina di 7 anni scoprì una mattina la madre che dormiva profondamente, abbracciata al suo bebè di soltanto due giorni. Trovarono il neonato morto e la madre che non riprese conoscenza fino a due giorni più tardi, mentre nell’altro caso avvenuto in un paese limitrofo, una madre venne ritrovata incosciente accanto al proprio piccolo, anch’esso privato del sangue, senza ferite e/o segni sulla pelle. Dopo questo viaggio in varie zone del Centro America, è facile pensare come queste storie possano sembrare dei racconti di fantascienza, ma oltre alla veridicità dei fatti, censiti e studiati dal noto ricercatore spagnolo sopra menzionato, a dare valore a queste tesi, ci sono anche numerosi casi italiani, perché persino il nostro paese ne è sempre stato coinvolto. Si hanno segnalazioni di vari episodi di animali morti, sempre con le stesse circostanze e modalità in molte regioni, avvenute nel corso degli ultimi decenni, ma mi limiterò a parlarvi della mia esperienza personale. L’estate del 2017, in un piccolo laghetto che si trova nella campagna del paese di Calcinaia dove attualmente abito, in provincia di Pisa, all’interno di una tenuta dove sino a non molti anni fa era stata creata una piccola fattoria per turisti e bambini, in un laghetto, sono stati rinvenuti cinque struzzi morti, distanziati metodicamente l’uno dall’altro da alcuni metri, tutti rivolti nella stessa posizione, come se si fosse trattato di un qualche misconosciuto rituale.

Le indagini delle autorità competenti non hanno svelato il mistero della loro morte, poiché sui loro corpi non sono stati rinvenuti segni di violenza, di avvelenamento, come addirittura in alcune fonti (ad oggi introvabili), sembra che gli animali siano stati, forse, uccisi fuori dall’acqua e poi successivamente posizionati nel laghetto. Qualcuno dirà che sia una storia strana come spesso se ne sentono raccontare durante le sere d’estate, ma la nostra terra è sempre stata al centro di questi strani fenomeni. Celebri sono i casi accaduti all’Ippodromo di Pisa negli anni Novanta, quando vari cavalli furono rinvenuti morti nelle scuderie, alcuni di loro mutilati nelle stesse modalità descritte da Freixedo. Nel corso degli anni sono state fatte varie ipotesi, sono stati accusati persino alcuni medici, ma poi come spesso accade è sempre stato tutto occultato. Un altro caso mi fu raccontato anni fa da un caro amico che abita in un paesino di campagna attorno la città di Lucca. Mi portò lui stesso a vedere, dietro casa sua alla base di una collinetta, un fico completamente ricoperto di foglie in pieno inverno, ed esterrefatto da quella visione sentire uno strano calore che proveniva dal sottosuolo, il quale permetteva a quell’enorme albero di restare sempreverde.

Mi raccontò inoltre, che sin da quando era bambino, gli arrivavano alle orecchie strane storie di animali ritrovati morti, sempre con le stesse ferite al collo o alla testa, completamente prosciugati del loro sangue, senza venirne feriti e/o macchiati. Lui stesso, una sera, ritornando a casa vide delle strane presenze aggirarsi tra i cespugli, sentire dei pesanti respiri, delle luci rosse, forse degli occhi, illuminarsi e poi spegnersi nell’oscurità, così come osservò delle stranissime impronte sulla terra umida di pioggia, lasciate da chissà quale Essere. In conclusione, perché accade tutto questo, non solo in ogni parte del Mondo, ma come sembra anche nelle nostre zone, vicino a dove abitiamo, addirittura dietro le nostre case? Come sostiene Salvador Freixedo, sembra che la chiave di tutto sia il sangue, il quale “libera molto facilmente e in modo naturale un tipo di energia (che in ultima analisi non sono altro che onde elettromagnetiche) che tanto piace a questi esseri.” Per ottenere da un corpo vivo simili energie, devono uccidere la forma di vita prescelta, anche umana, violentemente, nel mentre il sangue, quando fluisce fuori attraverso i loro strumenti, già separato dal corpo, sembra rilasciare delle “onde” in un modo del tutto spontaneo.

Gli Extraterrestri, a quanto pare, sono capaci di captare questa “Energia” e queste onde o vibrazioni che si liberano quando la Materia Viva si disintegra. È come se stessero cercando le “Onde della Vita” rilasciate da un corpo vivo che muore in circostanze violente, perché nel mentre ciò accade, il terrore, la disperazione, la violenza, non di rado la cremazione e il sangue, rilasciano un qualcosa che continua ad esistere anche dopo che la vittima è stata sacrificata, apportando a loro del beneficio, eccitazione, un effetto simile ad una droga e del vero e proprio nutrimento. Del resto, la celebre teosofa Blavatsky, in Iside Svelata, citava fonti dove si dice che: “Paracelso afferma che i maghi neri si avvalgono dei vapori del sangue per evocare le Entità Astrali che in quell’elemento trovano il plasma conveniente per materializzarsi. I sacerdoti di Baal si ferivano il corpo per provocare apparizioni tangibili col sangue… In Persia, vicino ai villaggi russi Temerchan-Shura e Derbent, gli aderenti a una certa setta religiosa formano un cerchio e girano rapidamente fino ad arrivare alla frenesia, e in quello stato si feriscono gli uni con gli altri con dei coltelli fino a che i loro vestiti siano intrisi di sangue. Allora, ciascuno dei danzatori si vede accompagnato nella danza da un’Entità Astrale…” Così come: “Si pratica l’evocazione cruenta anche in alcuni distretti della Bulgaria, specialmente in quelli confinanti con la Turchia, dove le persone formano strani circoli, vi saltano, girano e si feriscono mutuamente con dei pugnali”, e dove invocano palle di fuoco che successivamente prendono la figura di strani animali…


[1] Giovanna d’Arco (in francese Jeanne d’Arc, in medio francese Jehanne Darc; Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431) è stata un’eroina nazionale francese, venerata come santa dalla Chiesa Cattolica, oggi conosciuta anche come “la Pulzella d’Orléans” (in francese “la Pucelle d’Orléans“). Riunì, nel proprio Paese, parte del territorio caduto in mano agli inglesi, contribuendo a risollevarne le sorti durante la Guerra dei Cent’anni, guidando vittoriosamente le armate francesi contro quelle inglesi. Catturata dai Borgognoni, davanti a Compiègne, Giovanna fu venduta agli inglesi. Essi la sottoposero a un processo per eresia, al termine del quale, il 30 maggio 1431, fu condannata al rogo e arsa viva. Nel 1456 papa Callisto III, al termine di una seconda inchiesta, dichiarò la nullità di tale processo. Beatificata nel 1909 da Pio X e canonizzata nel 1920 da Benedetto XV, Giovanna fu poi proclamata Patrona di Francia.

[2] François Prelati (… – …) è stato un ex presbitero ed alchimista italiano. Prese parte agli omicidi commessi da Gilles de Rais durante il XV secolo, e si ritiene che sia stato un suo possibile partner sessuale. Sostenne di poter evocare Demoni e coinvolse Gilles in questa pratica.

[3] Independence Day è un film di fantascienza del 1996, diretto da Roland Emmerich. Narra di un’immaginaria e quasi riuscita invasione aliena della Terra, con la distruzione di parecchi monumenti simbolo degli Stati Uniti d’America, con l’Empire State Building, la Casa Bianca e la Library Tower di Losa Angeles. Nel 2016 è uscito il seguito del film, Independence Day – Rigenerazione (o (Independence Day: Resurgence) sempre diretto dallo stesso Emmerich.

[#] Paolo di Dono, ovvero Paolo Doni, detto Paolo Uccello (Pratovecchio, 15 giugno 1397 – Firenze, 10 dicembre 1475), è stato un pittore e mosaicista italiano. Fu tra i protagonisti della scena artistica fiorentina della metà del XV secolo. Secondo quanto racconta il Vasari nelle sue Vite, Paolo Uccello «non ebbe altro diletto che d’investigare alcune cose di prospettiva difficili e impossibili», sottolineando l’interesse per la costruzione prospettica. Questa caratteristica, unita con l’adesione al clima fiabesco del gotico internazionale, fece di Paolo Uccello una figura di confine tra i più autonomi del Quattrocento. Sempre secondo il Vasari, fu soprannominato “Paolo Uccelli” perché amava dipingere animali, e in particolare gli uccelli.