“Visioni di un Viaggiatore Errante” di Federico Bellini

[“The Great Day of His Wrath” del pittore John Martin, 1853]

<<Sussurri. Si ascolteranno nel silenzio atroce, tutte le nostre angosce.

Nessuno oserà credere alle visioni di quei giorni, ma il Mondo, palese, manifesterà il cambiamento.

Quando appariranno nel cielo, filamenti di fuoco, ognuno capirà che la fine di ogni tempo sarà imminente. Allora come in un lampo, si avvicenderanno immagini di epoche remote, di storia passata, e il Male insito in tutte quelle situazioni, si farà evidente come l’innocenza di un bambino.

Soldati marceranno al ritmo della morte, circondati di gloria ed onori, mentre le grida e le urla, di tutti i popoli annientati o sottomessi, canteranno la propria morte.

I fiumi diventeranno rossi dal sangue versato, e la terra nera ricoperta di cadaveri.

La potenza delle mani dell’Uomo, le sue armi di distruzione, saranno carezze di civiltà e pugni allo stomaco, di istinti lontani, persi negli oscuri e torbidi millenni primordiali. Marceranno i soldati, cantando l’inno di gloria dei loro stermini, dei loro massacri.

Quando apparve furtivo un lampo fluido e dorato nel cielo, con passo lieve di bambino, gridai agli altri quello che avevo visto. Ma nessuno volle credermi, di troppa fantasia, si diceva, fosse popolata la mia Mente. Ma quando negli anni giovani e sani della mia maturità, visioni estatiche ogni tanto facevano visita, malato nuovamente venni considerato, e con un disperato bisogno di aiuto. Nessuno poteva capire il perché di tanto dolore, racchiuso in gesti folli e colmi di sofferenza, alla ricerca costante di una realtà mai appagata, di una verità nascosta e mai conosciuta.

E lui, apparirà risalendo la collina, avvolto nella sua veste bianca. Con il palmo della sua mano, toccherà l’erba più alta e dal dolce vento, si lascerà cullare e dirigere verso la meta, da tempo predestinata. Si volterà ad oriente, in cerca di qualcosa, normale e familiare, si accorgerà della solitudine che terrà in una morsa la sua Anima, e vedrà soltanto il verde deserto, di quei campi sconfinati. Nemmeno l’orizzonte sarà visibile, indistinto nella sua forma eccelsa, da un alone misto a nebbia fittissima, con un bianco accecante attorno ad un Sole rovente.

I petali dei fiori cadranno stanchi dagli alberi come in una danza di morte, volteggeranno felici sotto gli occhi stupiti degli uomini, che imbambolati, staranno a guardare. Nessuno oserà muoversi, nessuno tenterà di interrompere quell’attimo presente, tutto resterà racchiuso in un momento silenzioso, malato e mistico.

Una voce di bambino riecheggerà lontana, una sola parola: “mamma…”

Tempeste si innalzeranno dal deserto immoto, dove lì per secoli, era esistito il mare. Il confine tra la vita e la morte, sarà racchiuso in un Oceano di potenza sovrumana, essenza stessa della vita di ogni Uomo. Gli occhi lacrimeranno sangue, il dolore sarà evidenza, il Male estirperà da ogni Anima la sua innocenza, affliggendola con il rimorso del non essere stata capace di vedere la bellezza che da sempre l’ha circondata.

La sabbia, le lacrime, il sangue!

Soldati deformi, avanzeranno cantando il loro inno di guerra, mentre dietro di loro, imponente, l’orizzonte racchiuso in una nube nera dalle sfumature rosso fuoco, si trasformerà continuamente. Sbaveranno accecati dalla loro sete di sangue, urleranno felici della loro avanzata, della finale ascesa, del loro arrivo ultimo alla meta.

Un vento improvviso porterà la morte, silenziosa racchiuderà dentro il suo marmoreo cuore, le vite di quelle Anime, vestigia di un tempo di tutti gli Uomini vissuti sulla Terra.

Ma i soldati svaniranno, così come erano apparsi, e la nube nera sfumata di rosso, circondata dai filamenti di fuoco, svanirà nel nulla etereo. La città diventerà deserta e tutto si ricoprirà di polvere, mentre il tempo sembrerà fermarsi.

A migliaia potrai vederli stesi sotto il Sole, lasciarsi cuocere dai suo raggi. Altri invece, se ne staranno in piccole stanze dall’aria chiusa, irrespirabile, a pregare sommersi dai loro escrementi. Molti avranno deciso di togliersi la vita, e sperimenteranno ogni tipo di suicidio. Pochissimi li potrai vedere, invece, passeggiare per i giardini sempre verdi delle città, a conversare tranquilli, sui perché di quegli strani fenomeni.

I bambini continueranno a giocare e a ridere, mentre agli adulti non resterà che piangere le loro miserie.

Corpi sparsi con le viscere aperte a marcire al Sole si potranno trovare a milioni, pieni di vermi voraci, intenti a mangiare le loro carni decomposte. Perché le città saranno piene di morti! Il loro odore si potrà sentire a distanze incalcolabili.

Le città saranno piene di morti!

L’Uomo non avrà volto, ma una forma indefinibile, tanto che nessuno ricorderà il suo passaggio per quelle strade sconvolte da tanto dolore. Professerà una rinascita lontana, di quando un giorno, apparirà la bellezza sotto forma di esseri di luce azzurra, dalla forma mutante come l’acqua. Esseri dal volto umano, ma in grado di volare.

Il Sole rapidamente tramonterà oltre l’orizzonte, lasciandoci soli, in compagnia delle Stelle e dei nostri oscuri ed immateriali pensieri. Da ogni dove, indistinto, nel buio della notte, si leverà un semplice canto senza parole. Solo la musica, potrà avere una così tale potenza, in grado di far comprendere a tutti l’enormità del suo inconcepibile significato. Le Stelle silenziose, dal loro immutabile confine, veglieranno nella nostra piccola essenza, mentre ogni bambino dormirà dolcemente tra le braccia della propria mamma.

Nel gesto sarà racchiuso ogni significato, e tutto dipenderà da esso.

Non ora, né mai, ci sarà concesso di capire quel grandioso progetto divino, ma dopo quelle rivelazioni, capiremo che l’Universo intero, non sarà più lo stesso. È impensabile che le galassie possano viaggiare senza un preciso scopo, in uno spazio in espansione, oltre al quale non deve esistere nient’altro che il vuoto delle nostre paure. Quante stelle sono nate e morte nel cielo sin dalla sua creazione?

Da ogni morte rifiorisce la vita, e solo allora potremo apprezzare da come una stella esplosa, possano nascere a distanza di milioni di anni, altre stelle, pianeti e forse, altre forme di vita.

Nessuno ha mai capito il progetto iniziale della creazione, il perché di un Universo così gigantesco ed infinito, di una Terra piccola ed insignificante, ma di così vitale importanza. La sorte dell’Universo intero dipenderà dal nostro pianeta e dagli abitanti in cui vi vivono? Dagli Esseri Umani?

Intelligenza mista ad istinto animale, questo è l’Uomo, bipede, in grado di camminare eretto, di parlare e scrivere la parola stessa. Da un animale discende, che viveva sugli alberi in un terra desolata e sconfinata, ma ricca di fascino e mistero e che chiamiamo Africa.

Ma negli oscuri millenni che caratterizzarono la sua evoluzione, non ci è mai stato concesso di sapere, quando, da quelle semplici scimmie, scattò la scintilla che lo avrebbe portato alla creazione della propria intelligenza. Si sono susseguiti millenni in ascesa, portando rivoluzioni continue, diventando capace di inventare e domare il fuoco, avviando una ricerca piena di fascino e curiosità e che lo avrebbe portato sino alle Stelle.

Nel susseguirsi di conquiste, ascese e cadute, di regni, nazioni e imperi, solo una costante è rimasta immutabile, la scoperta della propria Anima. Fu così che le religioni si imposero in ogni popolo, gettando le basi di tutti i loro segreti, legati ai dogmi della fede. Si sono avvicendate guerre, molte delle quali causate dalle stesse religioni, legate a profezie, spesso apocalittiche.

Uomini compiuti, semidei e Messia, hanno popolato da sempre il nostro immaginario collettivo, iniziando nuove ere e nuove civiltà.

E fino a quando non si impadronirà del cielo e dei suoi segreti, l’Umanità rimarrà repressa, pronta ad esplodere in un istante quando scoprirà di essere arrivata così in alto, quasi da renderla simile ad un Dio. [Mentre le Stelle aspettano soltanto il giorno in cui l’Uomo le andrà a cogliere, una ad una, come un frutto proibito e da tempo desiderato…]>>

[Testo scritto nell’anno 2000]