“Il Sutra del Cuore”

[Il Sutra del Cuore nella calligrafia di Ouyang Xun, datato 635 d.C.]

Il bodhisattva Avalokitesvara praticava la profonda Prajnaparamita [la saggezza suprema]. In quel momento egli percepì che tutti e cinque gli skandha sono vuoti e fu liberato da tutta l’angoscia e la sofferenza. Oh Shariputra, la forma non è altro che vuoto, il vuoto non è altro che forma; ciò che è forma è vuoto, ciò che è vuoto è forma (il primo skandha); ed è lo stesso per sensazione, percezione, formazione karmica e coscienza (gli altri quattro skandha). Shariputra, tutte le cose sono vuote apparizioni. Esse non sono nate, non sono distrutte, non macchiate, non pure; non aumentano né decrescono. Perciò, nella vacuità non c’è forma, né sensazione, né percezione, né formazione karmica, né coscienza; né occhi, orecchie, naso, lingua, corpo, mente; né forma, suono, odore, gusto, tatto, oggetti; né c’è un regno del vedere, e così via finché giungiamo a nessun regno della coscienza; non vi è conoscenza, ignoranza, né fine della conoscenza, né fine dell’ignoranza, e così via finché giungiamo a non ci sono vecchiaia e morte; né estinzione di vecchiaia e morte; non c’è sofferenza, karma, estinzione, Via; né saggezza, né realizzazione. Dal momento che non si ha nulla da conseguire, si è un bodhisattva. Poiché ci si è interamente affidati alla Prajnaparamita, la mente è priva d’ostacoli; dal momento che la mente è priva d’ostacoli, non si conosce paura, si è ben oltre tutto il pensiero illusorio, e si raggiunge il Nirvana definitivo. Poiché tutti i Buddha del passato, del presente e del futuro si sono interamente affidati alla Prajnaparamita essi conseguono la suprema illuminazione. Perciò sappi che la Prajnaparamita è il grande mantra, il mantra più alto, il supremo incomparabile mantra, capace di placare tutta la sofferenza. Questo è vero. Non è falso. Perciò io esclamo il mantra della Prajnaparamita, esso dice: Gate, gate, paragate, parasamgate, bodhi, svaha! (andato, andato, andato all’altra sponda, completamente sull’altra sponda, benvenuto risveglio!)


Il Sutra del Cuoredella Perfezione della Saggezza o Sutra del Cuore (Sanscrito: प्रज्ञापारमिताहृदय Prajñāpāramitā Hṛdaya) è un sūtra Mahāyāna del gruppo della Prajñāpāramitā, molto conosciuto e diffuso nei paesi di tradizione mahāyāna per la sua brevità e densità di significato. Si ritiene che il Sutra del Cuore sia stato composto intorno al I secolo d.C. nell’Impero Kushan. La più antica menzione di una versione cinese risale al 200-250 d.C. Fu tradotto ancora in cinese da Kumārajīva (344-413) intorno al 400 d.C. Jan Nattier ha tuttavia avanzato la tesi che tale sūtra sia un apocrifo cinese basato sulla sintesi di un più ampio Prajñāpāramitā sūtra di origine indiana, successivamente introdotto in India dal pellegrino cinese Xuánzàng (玄奘, 602-664) e lì tradotto in sanscrito.