“UFO, Cerchi nel Grano e Abductions” di Federico Bellini

Negli ultimi settant’anni, più o meno dalla fine della “Seconda Guerra Mondiale”, tutto è cambiato. Il balzo tecnologico, medico, scientifico e sociale che abbiamo raggiunto non ha eguali in tutta la nostra storia, seppure sia condito di tante e numerose contraddizioni, eppure è innegabile quanto quella nefanda esperienza abbia portato l’intera Umanità ad un cambio dei propri valori e parametri, sostituendo vecchi dogmi con nuove prospettive, divenute in molti casi ulteriori nuovi dogmi, spesso riveduti e corretti. Anche nell’ambito del cosiddetto Oltreconfine, un tempo terreno fecondo di scienze occulte, esoteriche, astrologiche e parapsicologiche, si è raggiunto, specie nell’Ufologia classica e nel cosiddetto fenomeno dei “Dischi Volanti”, esiti e risultati impressionanti. Per dare fondamento ed avvalorare le nuove tesi, propugnate con tenacia e morigerata ricerca da numerosissimi casi che proprio in quegli anni, in un periodo a cavallo tra la metà e la fine del conflitto, (specie sopra i cieli del Pacifico e degli Stati Uniti, grazie ad avvistamenti da parte di piloti dell’aereonautica militare USA, e poi successivamente anche sui cieli europei e del resto del Mondo), orde di ricercatori, tra giornalisti, scrittori e/o scienziati, si sono succeduti sino ad oggi per dare credito e fondamento ad una realtà altra.

Ed è anche in questo lungo periodo, coincidente curiosamente con lo scoppio del primo ordigno nucleare, ovvero con il primo test nucleare della storia denominato Trinity, (avvenuto nel Poligono di Alamogordo nel deserto di Jornada del Muerto nel Nuovo Messico, USA, il 16 luglio 1945 nell’ambito del Progetto Manhattan[1]), e che altrettanto curiosamente verrà menzionato dagli Extraterrestri che entreranno in Contatto con noi umani a più riprese nel corso degli anni, come causa scatenante delle successive ondate di avvistamenti, si inserisce una delle storie tra le più interessanti mai citate, quella del Rapimento da parte di queste Entità, dei coniugi Barney e Betty Hill, e che tanto ravvivò la fantasia, non solo degli scrittori, i giornalisti o di numerosi avventori, ma anche di un nutrito gruppo di persone che con il passare del tempo vennero via via menzionate con il termine di Ufologi. Tutto accadde nel corso della notte tra il 19 e il 20 settembre 1961 (verso le ore 22.00), mentre ritornavano da un viaggio in Canada, attraversando le White Mountains per raggiungere la loro casa nel New Hampshire, l’attenzione di Barney e Betty Hill venne attratta da una strana luce nel Cielo in direzione di Lancaster. Barney, incuriosito dal fenomeno, scelse di fermare l’auto e di osservare quella luce con il binocolo che portava sempre con sé, e in un primo momento pensò di osservare un Satellite o una Stella, ma una volta inquadrato l’Oggetto, non riuscì a percepirne la struttura a causa delle sue incredibili capacità prestazionali di volo; decise allora di continuare a guidare senza perdere di vista l’oggetto.

«Apparve in Cielo come una nuova stella, poi all’improvviso incominciò a muoversi. Passò davanti al disco lunare e allora fermammo la macchina per guardare meglio… Barney decise di prendere il binocolo per cercare di identificare quell’oggetto strano, ma quello che vide gli destò molta preoccupazione e paura. Asserì di aver visto degli esseri molto simili a noi che lo guardavano da dietro i finestrini e che, a quel punto, il veicolo incominciò a scendere. Barney ebbe la sensazione che stessero cercando di catturarlo, quindi risalì in auto e partimmo a tutta velocità verso l’autostrada per evitare di essere presi. Udimmo una serie di suoni intermittenti, quindi, per motivi inspiegabili, Barney prese ad imboccare una stradina secondaria, dove vedemmo quello che pensavamo essere la Luna al tramonto. Poi ci rimettemmo in autostrada e di lì a poco, udimmo di nuovo quei suoni intermittenti ma proseguimmo, senza più fermarci, verso casa

Dal giorno seguente niente fu più come prima, la storia è così nota, ed è stata ampiamente discussa, che sicuramente anche i lettori di questo libro conosceranno bene. Ricordiamoci che negli anni Sessanta, gli Stati Uniti erano ancora un paese ricco di contraddizioni, specie razziali, e solo da verso la fine di quel decennio, dopo il periodo kennediano, avrebbero avuto luogo le prime aperture e i grandi cambiamenti sociali. La coppia Hill fu come scelta, perché agli altari della cronaca ufologica venne posta la storia di una coppia interrazziale, dal momento che Barney era un afroamericano e di pelle scura, mentre Betty era di pelle bianca; la scelta da parte “Loro”, fu quindi ben ponderata per lasciare un segno anche nell’immaginario collettivo, tanto che la descrizione di quanto a loro accaduto è finita per stuzzicare la fantasia degli sceneggiatori e dei registi dell’industria cinematografica, riportandovi nei tanti film di fantascienza, spunti tratti da questa esperienza.

«Gli Esseri erano 11 ma ce ne era uno che per identificarlo meglio decidemmo che doveva essere il capo, ed era quello che si esprimeva in inglese. Poi c’era l’esaminatore che faceva i test, poi gli altri 9 che secondo noi facevano parte dell’equipaggio. Le fattezze dei miei esaminatori erano essenzialmente simili: minuti, glabri, macrocefali e con una fisionomica simile a un incrocio tra suino e uomo. Mi ispezionarono il naso, la gola, gli occhi, le orecchie, prelevarono campioni di capelli, di pelle ed erano molto interessati ai nostri piedi. Mi stesero sul tavolo e cercarono di infilarmi uno strumento appuntito nella vagina dicendomi che era un test di gravidanza, allorché io replicai che non esistevano test di gravidanza e che simili cose erano per me sconosciute. Barney era di vedute alquanto ristrette e fu per lui uno choc emotivo notevole; iniziò ad avere problemi di salute, stati d’ansia, pressione a sbalzi, problemi di stomaco e non rispondeva alle cure. Il suo medico pensò che forse l’impatto emotivo dovuto ad un forte choc, gli impediva di guarire e decise di mandare mio marito da uno psichiatra che esercitava nel suo stesso edificio…»

Alla fine di questo lungo periodo di sedute, fu però un particolare che destò molta attenzione, il bozzetto di una Mappa Stellare. Con molta probabilità, Betty Hill vide una Mappa Olografica a tre dimensioni, dove le due stelle più grandi apparivano come oggetti sullo sfondo, inoltre erano visibili alcune linee più marcate fra le due stelle che indicavano (forse) traffici intensi, rotte commerciali, così come gli aveva spiegato uno di quegli Esseri. Altre linee piene raggiungevano le Stelle che gli Esseri avevano apparentemente visitato, mentre quelle più tratteggiate indicavano gli avamposti più remoti dove forse erano stati raramente o una volta sola. Fu poi un’insegnante dell’Ohio, tale Marjory Fish, che alcuni anni dopo, decise di verificare se la mappa corrispondeva alla realtà, e stabilire se esisteva una qualche corrispondenza. Ebbene, dopo vari tentativi scoprì che le Stelle facevano parte della Costellazione Australe del Reticolo (in particolar modo il sistema stellare binario di Zeta Reticuli). Il sistema di Zeta Reticuli divenne così al centro di un morboso interesse, non solo per le tante storie di Ufologia e Abductions, ma persino per la Fantascienza, che a più riprese ha ritenuto parlarne in diversificati contesti. Alcuni ricercatori del Fenomeno U.F.O., sostennero dalla seconda metà del Novecento, in base alle presunte rivelazioni di appartenenti a varie agenzie governative statunitensi, che un ipotetico pianeta chiamato Serpo, situato nel sistema stellare di Zeta Reticuli, sia la patria di una Civiltà Aliena, spesso denominata “Grigi“, che da millenni visiterebbe la Terra per rapire gli Esseri Umani per diversi scopi.

Secondo la storia, il Progetto Serpo sarebbe uno scambio di informazioni tra il governo statunitense e questi Alieni, che ebbe inizio con l’Incidente di Roswell (nel Nuovo Messico, lo stesso del primo test atomico) l’8 luglio del 1947, quando si schiantò nel deserto un presunto Disco Volante e successivamente venne recuperato materiale non terrestre, tra cui, clamorosamente, alcuni Cadaveri Alieni da parte degli stessi militari USA. Addirittura, dal 1968 al 1975, secondo alcune fonti, 12 militari americani avrebbero visitato il sistema di Zeta Reticuli, e sarebbero morti prematuramente una volta tornati sulla Terra per le radiazioni subite dalla presenza dei due soli. Ma questa storia non vi ricorda la trama del celebre film Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo (1977) di Steven Spielberg (il regista anche di E.T.), così come gli eventi dei film di fantascienza ed horror, Alien (1979) e Aliens, Scontro Finale (1986), che sono per la maggior parte ambientati su di una luna immaginaria nota come Acheron, in orbita attorno al gigante gassoso ζ2 Reticuli IV, quarto pianeta del sistema di ζ2, come anche nel prequel di Alien, Prometheus, diretto da Ridley Scott nel 2012, dove viene menzionata la stessa luna, a quell’epoca denominata LV-223, colonizzata da un’evoluta Civiltà Extraterrestre (gli “Ingegneri”) dotati di una tecnologia simile a quella descritta da Betty Hill? Solo coincidenze?

Qualcuno direbbe che sono le solite “americanate”, ma forse non sa che anche in Europa e nella nostra Italia, sono accaduti episodi altrettanto eccezionali da lasciare un segno indelebile, dimostrando quanto il “Fenomeno Alieno” sia molto più vasto e capillare, anche nei luoghi dove abitualmente viviamo e lavoriamo. Soltanto cinque anni dopo i fatti dei coniugi Hill, durante la notte fra il 12 ed il 13 luglio del 1966, accadde un evento senza precedenti presso Fornacette di Calcinaia[2], una piccola frazione poco distante da Pisa in Toscana (e per vostra curiosità è anche il paese in cui attualmente abito). Un casellante, Camillo Faieta, all’epoca dei fatti 35enne, fu testimone dell’atterraggio di un Disco Volante e della comparsa di due piccole Entità. Alle 2 del mattino, mentre il casellante si trovava seduto sul muricciolo del ponte ferroviario con  la sua radiolina, un Oggetto luminoso proveniente dalla sua sinistra, secondo una traiettoria inclinata dall’alto verso il basso, andò a posarsi sul greto del torrente fermandosi; la luce aveva una scia granulosa e fosforescente, accompagnata da un leggero fruscio del veicolo. “Mi parevano due tubi e non posso dire di aver visto né testa, né gambe, né braccia.” Alle ore 3.10 circa arrivò un agente insieme a due manovali ed uno scarichino della stazione di Pontedera, l’agente andò col Faieta nel luogo, constatando con enorme stupore che l’Oggetto era ancora sul posto. L’agente ordinò ad alcuni camionisti fermi al passaggio a livello di disporre i loro automezzi in modo da illuminare la scena, la manovra venne effettuata ma la luce dei fari non riuscì ad illuminare la zona dove si trovava l’oggetto.

L’agente, tuttavia, non era presente al momento di questo esperimento, infatti era tornato indietro informando il Faieta che avrebbe chiamato i Carabinieri, mentre a sua volta, il nostro casellante, per motivi di servizio, stava cercando di chiamare il capostazione della stazione di Pontedera, il quale si lamentò dicendo di aver chiamato a vuoto per oltre mezz’ora senza ricevere risposta. Il casellante del casello successivo 66+210, che confermò ai giornalisti di aver visto la luce dell’Oggetto, dichiarò che la suoneria del casello del Faieta non funzionava, e nel momento in cui quest’ultimo parlava col capostazione, l’Oggetto si sarebbe alzato scomparendo nel Cielo. Il caso fu poi ampiamente investigato dagli studiosi dell’epoca, ma furono soprattutto gli sviluppi della vicenda che si rivelarono interessanti. Pochi giorni dopo il fatto, secondo la testimonianza del Faieta, due americani ed un italiano che faceva da interprete, avrebbero interrogato il testimone e successivamente lo avrebbero accompagnato a Camp Darby, sede di una delle più grandi basi dell’esercito americano in Italia, situata nella pineta tra Pisa e Livorno. Qui, il Faieta, sarebbe stato oggetto di un esame approfondito da parte di personale presumibilmente americano, in camice bianco, e al testimone venne riferito che le apparecchiature da esame: “avrebbero cancellato l’immagine impressa sulla retina, stampandola poi su pellicola.” Alcuni mesi dopo, inoltre, il Faieta (sempre secondo la sua testimonianza) venne anche interrogato a Roma da un altro ufficiale americano, che portava una tessera di riconoscimento della NASA, e da un capitano dell’aeronautica italiano…

Non è raro, inoltre, imbattersi nelle nostre campagne nei mesi di maggio, giugno e luglio, in colture di grano, avena, orzo o erba medica, come non è altrettanto raro, a quanto pare, notarvi anche degli strani Cerchi Disegni tracciati, veri e propri “agroglifi” di diverse forme e complessità e di ignota origine; nella sola Toscana sono stati ad oggi registrati più di una ventina di casi. Nella campagna di Arezzo nel 2003, apparvero due Cerchi di cento metri di diametro, e nello stesso anno, accadde anche a Fornacette (si, sempre la stessa località del celebre avvistamento poco sopra raccontato), dove numerosi Cerchi più piccoli, collegati graficamente in modo raffinato fecero bella mostra di sé; così come in una località poco distante, a Casciana Terme, furono rinvenuti ulteriori disegni di forme diverse. Nel 2004 fu la volta di Orciano Pisano, dove furono rinvenuti pentacoli intrecciati e inscritti dentro delle circonferenze, e nello stesso anno, spirali e Cerchi concentrici apparvero sull’argine dell’Arno a Barbaricina, nientemeno che alle porte della città di Pisa. Nel 2005 furono fotografati disegni in alcuni campi di cereali di diversa struttura con logiche geometriche e complesse anche a Tonfano, Capannoli e nuovamente a Calcinaia.

Ma fu l’anno successivo, nel 2006, che apparve una complessa e grande forma ottenuta con Cerchi intrecciati a formare il celebre simbolo del Fiore della Vita[3], in un campo poco fuori dall’abitato, sempre di Calcinaia, così come altri strani disegni furono visti nei campi lungo la superstrada nei pressi di Cascina, un’altra cittadina sempre della provincia di Pisa. Nel 2007 è stata la volta di Pistoia con disegni in alcuni campi, così come rettangoli e Cerchi apparvero a Saline di Volterra nel 2009, e grandi Cerchi fecero la comparsa anche in un campo di Collesalvetti, in provincia di Livorno, nel 2010, (quest’ultimo, addirittura, in una proprietà di un caro amico che personalmente conosco). Senza menzionare tutti gli avvistamenti di U.F.O. avvenuti nel solo triangolo costiero tra Carrara, Lucca, Livorno, con al centro la città di Pisa e il suo Monte Pisano alle proprie spalle, crocevia quasi infinita di questi strani Oggetti Mai Identificati. Un territorio così piccolo, ma così denso di accadimenti Extraterrestri e che ci fa riflettere come anche nel macrocosmo, nella vastità di una regione, di una nazione, di un continente o dell’intero Mondo, siano fenomeni invece così presenti (e pressanti) da condizionare quotidianamente, consciamente o meno, le nostre esistenze.

Rapimenti Alieni. Due parole innocue quanto sconvolgenti, perché racchiudono tutta la drammaticità di un Fenomeno che nel corso di questi ultimi vent’anni, specie in Italia, ha raggiunto esiti fuori dal comune per poi recentemente cadere nel dimenticatoio, non senza aver dato vita ad alcuni contesti ai limiti del grottesco e dell’assurdo. Arrivati a questo punto del nostro studio, cercherò di fare un’analisi approfondita sul buono e il cattivo tempo nella ricerca internazionale legata a questo Fenomeno, il quale ha ancora molto da dare per comprendere esaustivamente la nostra posizione su questo pianeta e nell’Universo. Parlare e/o scrivere di Abductions (termine preferito all’estero) è sempre un’impresa assai ardua, perché ogni volta si vanno ad intaccare certezze inossidabili, scuole di pensiero, dogmi, nonché una serie pressoché illimitata di luoghi comuni, scaturiti dalla fantasia non solo dei ricercatori che operano nel settore, ma soprattutto dai tanti seguaci di questi personaggi. È fuori ombra di dubbio che in questi ultimi decenni, soltanto poche figure siano state in grado di salire sugli altari della cronaca, tanto da averne un eco a livello nazionale e in parte mondiale: gli americani Budd Hopkins e John E. Mack e l’italiano Corrado Malanga.

Se si esclude Hopkins, pittore e scultore, anche se pioniere della ricerca sul Fenomeno, professionisti nel campo delle scienze come John E. Mack (psichiatria) e Corrado Malanga (chimica), hanno apportato il maggiore contributo, unendo un’analisi scientifica con una buona dose d’intuito, conducendo la ricerca a degli esiti forse più eclatanti, così come la conoscenza di questo problema ad un pubblico sempre più vasto. E se si esclude un periodo di straordinarie scoperte che dal 1970 è arrivato sino al 2010, gli ultimi anni hanno visto l’insorgenza di una regressione sul campo, spesso con esiti alquanto discutibili. John E. Mack rimase vittima di un misterioso incidente stradale nel 2004, periodo in cui la sua ricerca verteva verso nuove conquiste e soluzioni ai tanti quesiti che si era posto in anni d’analisi con i suoi pazienti-addotti. Budd Hopkins, invece, già anziano, aveva notevolmente ridotto il lavoro nel corso degli anni 2000, per poi essere sorpreso dalla morte nel 2011, lasciando ovviamente un vuoto incolmabile, specie a seguito delle sue più recenti dichiarazioni, poiché stava trasportando il pensiero americano su tale Fenomeno verso una negatività inaspettata, riconoscendo in questi Esseri dei parassiti non molto “buoni” nei nostri confronti. Partendo da questi presupposti, solo la ricerca del prof. Corrado Malanga si è poi imposta in Europa, più propriamente in Italia, esasperando molti aspetti delle indagini, in buona parte estrapolati dalle esperienze americane (e in parte spagnole), arrivando persino ad applicare metodi nuovi sugli addotti con la speranza di poterli aiutare a liberarsi dal Fenomeno e, al tempo stesso, carpire informazioni importanti per ricreare un quadro più esauriente possibile della situazione. Ma prima di proseguire e di addentrarci maggiormente nella questione, vediamo di capire meglio cosa siano questi Rapimenti e come si svolgono.

Un Rapimento Alieno è il prelievo fisico di Esseri Umani da parte degli occupanti degli U.F.O. (e non solo). Numerose persone in tutto il pianeta raccontano da decenni di essere state rapite da Esseri non di questo Mondo, condotte a bordo di veicoli spaziali o in luoghi difficilmente accessibili (come basi militari sotterranee), dove affermano di aver subito esami di tipo medico nel quale il soggetto, sovente, viene portato a bordo del Mezzo Volante (o della Base), con o senza possibilità di ritorno sulla Terra o a casa, con lo scopo di studio ed analisi. Non sono vissuti come viaggi di cortesia, con l’intenzione di aprire un dialogo con il malcapitato, piuttosto di un vero e proprio sequestro di persona, che avviene contro la sua volontà e senza curarsi del suo parere (al contrario del Contattista che si differenzia solo apparentemente dall’Addotto, in quanto i suoi contatti con i presunti Esseri non avverrebbero in modo coatto ma consensuale, e perché, molto spesso, egli si dichiara latore di un messaggio di rinnovamento per l’Umanità, quasi sempre indotto). Da parte dei presunti rapitori si nota rapidità, precisione, decisione, un’assoluta noncuranza verso ogni corrente, concetto di libertà personale ed un’apparente premeditazione, di conseguenza nelle vittime si manifesta terrore, isterismo, shock, sino a giungere alla rimozione totale dei ricordi, legati ad esperienze traumatizzanti a livello inconscio.

Secondo le tesi parapsicologiche questo tipo di “Rapimenti” avrebbe scopi scientifici, ovvero, secondo loro, Esseri di presunta origine Extraterrestre utilizzerebbero delle cavie umane (o animali) per condurre degli esperimenti di natura non meglio precisata, tra cui anche l’ibridazione. La maggior parte di questi eventi inizia tra le mura di casa o quando la vittima si trova all’aria aperta, spesso alla guida della propria automobile, in alcuni casi il soggetto si trova persino a passeggiare nel bosco, etc. Il primo indizio del verificarsi di un Rapimento può essere un’intensa e inspiegabile luce azzurra che fluttua nella stanza, uno strano rumore o un ronzio alle orecchie, un inspiegabile senso di apprensione, la sensazione di una presenza inusuale o perfino la visione diretta di uno più esseri umanoidi nella stanza e, naturalmente, la visione ravvicinata di un veicolo dall’aspetto anomalo (U.F.O.) Quando un Rapimento ha inizio nel corso della notte o, come capita di frequente, durante le prime ore del giorno e del pomeriggio, il soggetto può, sulle prime, ritenere di sognare, ma un’indagine più accurata rivela che non era affatto addormentato e che l’esperienza è iniziata durante uno stato di veglia. La persona può provare un leggero cambiamento di coscienza, dopo il primo contatto, poi viene di solito fatta “fluttuare” attraverso il muro, la finestra o il tetto dell’automobile, rimanendo particolarmente colpita nello scoprire che è passata attraverso delle superfici solide, provando solo una leggera vibrazione. In molti casi un raggio di luce sembra servire come fonte di energia o addirittura da “rampa di lancio”, per trasportare il soggetto dal punto dove inizia il Rapimento sino al veicolo o al luogo in attesa.

Di solito il rapito è accompagnato da uno, due o più Esseri dall’aspetto umanoide che lo guidano all’interno della nave, ed è a questo punto che scopre anche di essere stato intorpidito o completamente paralizzato. I rapiti possono essere ancora capaci di muovere il capo o gli occhi e abitualmente riescono a vedere cosa succede, sebbene di frequente venga loro offuscata la coscienza in modo da poter negare o evitare la realtà di quanto sta accadendo, infatti questi Esseri cancellerebbero, seppur apparentemente, la memoria dell’evento nel soggetto rapito per un periodo di tempo spesso prolungato. Una volta all’interno, i soggetti rapiti scoprono di trovarsi in una piccola stanza scura, una sorta di vestibolo, presto, però, vengono trascinati in una o più sale di maggiori dimensioni dove, fortemente illuminate, si svolgeranno diverse operazioni. Queste stanze sono illuminate con una luce indefinibile proveniente da fonti indirette poste sui muri, l’atmosfera può essere umida, stantia, e in alcuni casi può avere un odore rivoltante, mentre in altre è secca, accogliente o persino fredda. I muri e il soffitto di solito sono convessi e solitamente bianchi, sebbene il pavimento possa presentarsi di colore scuro o persino nero.

Sui lati delle stanze, che possono avere delle balconate, vari livelli e alcove, si allineano a consolle simili a quelle usate per i computer e altri strumenti; nessuno degli strumenti o degli equipaggiamenti da loro utilizzati ha un aspetto simile a quelli a noi conosciuti in ambito umano. L’arredamento è minimalista, limitato generalmente a delle sedie la cui forma si modella sui corpi e tavoli con una sola gamba a supporto che, durante le operazioni, può inclinarsi. L’ambiente è generalmente sterile, freddo, tecnologico, simile a quello di un ospedale, eccezion fatta quando si presenta qualche tipo di allestimento più complesso, così come vengono percepite varie presenze, occupate in varie operazioni riguardanti il controllo degli strumenti di bordo o le procedure del Rapimento. Gli Esseri descritti nei casi sono di varia natura e hanno l’aspetto di: Entità luminose piccole o grandi che possono anche essere trasparenti o almeno non completamente solide; creature simili a Rettili che sembrano possedere delle parti meccaniche, comunque quasi tutte hanno una conformazione antropomorfa; non di rado sono stati visti degli aiutanti umani che lavorano insieme con questi Esseri. Le comunicazioni, sia tra Alieni con gli Umani avviene quasi sempre per via telepatica, da mente a mente, da pensiero a pensiero e non è necessaria la conoscenza di nessun linguaggio noto.

Il rapito di solito viene spogliato e trascinato a forza nudo, o vestito di un solo indumento che può essere una maglietta, su di un tavolo dove si svolgono tutte le operazioni, e che comprendono: il prelievo di piccoli campioni di tessuto; analisi degli organi interni; l’inserzione o l’applicazione di strani strumenti in parti del Corpo, tra cui la regione addominale, l’ano e gli organi riproduttivi. Altri strumenti vengono adoperati per penetrare altre parti, inclusi naso, narici, occhi, orecchie, varie sezioni della testa, braccia, gambe, piedi, addome e più raramente il petto. Di frequente, molti rapiti vivono l’esperienza che qualche tipo di oggetto sia stato inserito nei loro corpi, specialmente nella testa, ma anche in altre parti così che gli Alieni possano controllarli e raggiungerli, nello stesso modo con cui noi localizziamo gli animali; i cosiddetti impianti possono essere individuati come piccoli noduli sotto la pelle e, in diversi casi, alcuni di questi oggetti sono stati recuperati e analizzati in laboratorio. A conclusione di questa esperienza, che di solito si svolge mediamente in tre quarti d’ora terrestri, l’Addotto viene riportato nel luogo in cui è stato prelevato, come se niente fosse accaduto. E negli ultimi anni cosa è avvenuto nel campo della ricerca? In questo frangente storico, rimasto vuoto dalla morte o dal cambio di rotta dei più importanti ricercatori sul Fenomeno, si è venuto così ad inserire il lavoro di nuovi avventori (o meglio avventurieri), nuove leve che forse – se fossero state preparate dai mentori sopra citati – avrebbero potuto, chissà, accelerare lo studio verso inusitate conquiste, prospettiva che purtroppo non si è realizzata per il carattere, spesse volte troppo egocentrico, di tali operatori. Si, perché con un certo pressapochismo – dove si tende più all’aspetto edonistico e mediatico del problema, che ai risultati – non si comprendono i reali rischi a cui è possibile andare incontro, i quali sono così tanti che ve ne darò una sommaria descrizione.

Ad ogni seduta (parlo ovviamente di quelle inerenti le Abductions, non le normali sedute terapeutiche) sarebbe quanto meno necessario fare: una anamnesi della persona, sia a livello psichico, fisico, familiare, etc., onde evitare il rischio di mandare in soluzione irretimenti a livello sistemico e karmico che potrebbero sfociare in problemi di salute, con malattie improvvise, etc.; si dovrebbe meglio considerare che molti degli Addotti, avendo all’interno del proprio Corpo impiantati microchip, molti dei quali inseriti a scopi farmacologici, toglierne qualcuno potrebbe compromettere la stabilità e la salute della persona stessa (rischio infarti, cerebrali, tumorali, etc.); il soggetto si porta dietro, inoltre, un complesso ed intricato Sistema composto da combinazioni karmiche a livello familiare legato indissolubilmente al parassitaggio alieno, e se non si comincia a risolvere alcuni degli irretimenti presenti a livello sistemico, non si arriverà mai a togliere un legame fisico e/o astrale con i propri parassiti; bisognerebbe capire quali dinamiche hanno permesso a questi Parassiti di “entrare“, quando e perché, così da far prendere coscienza alla persona del suo reale e attuale problema; da non sottovalutare, poi, il riequilibrio energetico che dopo tali sedute è necessario fare, perché le emorragie di energia sono così frequenti e devastanti da lasciare destabilizzati, (se non si ha un minimo di conoscenza sull’Anatomia Sottile, delle sue funzioni, sul dove questi parassiti si “attaccano” per nutrirsi, etc., e cosa sia necessario fare una volta rimossi, operare nella più completa ignoranza è da veri e propri sconsiderati).

Ad oggi non risulta ancora l’esistenza di metodologie o tecniche capaci, specie in breve tempo, di risolvere un problema connesso alle Interferenze da parte di Entità Extradimensionali. Ogni metodo (ipnosi o tecniche affini di simulazione mentale) è del tutto inutile se non è accompagnato da un percorso di vera e propria istruzione, sorta di ascesi iniziatica nei più insondati e sopiti angoli della nostra comprensione umana, come diventa del tutto inutile contrastare il problema se nemmeno ci sforziamo di comprenderlo. Perché una qualsiasi operazione, mirante ad una comprensione/presunta liberazione, deve essere condotta in modalità tali da avere un quadro completo ed esauriente della situazione, specie se noi ne siamo il fulcro principale. Per cercare di spiegarvi questo concetto, farò un salto indietro nel passato, quando Platone, in cerca di conoscenza perché letteralmente affamato, fece un viaggio in Egitto.

Durante questo soggiorno, sostenne che la vita di un filosofo non è che una lunga meditazione sulla morte che lo attende, questa idea profonda e nobilmente espressa, era senza dubbio nata all’ombra dei santuari iniziatici, perché l’essere umano, per gli antichi egizi, si trovava al centro stesso del Cosmo, si rivelava come nodo gordiano, speranza degli Dèi e loro disperazione, l’erede unico, capriccioso, arbitrario, volontariamente imperfetto, generalmente inferiore a sé stesso, ma capace dei più alti destini. Poiché il Mondo, con le sue Divinità, stava invecchiando, declinando verso un crepuscolo ineluttabile, e l’Uomo non era così divino come dopo essersi spogliato del proprio Corpo, che lo trascinava verso l’animalità, comprese cos’era il Velo dell’Illusione che ci affligge. Ma cosa contemplava questo nuovo venuto? E perché gli stessi Dèi apparivano camuffati con teste così strane? Da dove provenivano le multiformi Divinità dalle teste leonine, di falco, d’ibis, sciacallo, tartaruga, scorpione, scimmia, serpente, coccodrillo, scarabeo o ippopotamo? Bene, se a distanza di millenni siamo ancora qui a domandarci chi sono queste strane figure dal volto animale, da cosa vogliamo veramente “liberarci”?


[1] Il Progetto Manhattan (la cui componente militare fu indicata Manhattan District in sostituzione del nome in codice ufficiale, Development of Substitute Materials), fu la denominazione data ad un programma di ricerca e sviluppo in ambito militare che portò alla realizzazione delle prime bombe atomiche durante la Seconda Guerra Mondiale. Fu condotto dagli Stati Uniti d’America con il sostegno di Regno Unito e Canada.

[2] Calcinaia è un comune italiano di 12.489 abitanti della provincia di Pisa, in Toscana.

[3] Il Fiore della Vita (o Rosa dei Pastori, Rosa Carolingia, Rosa Celtica, Stella Fiore, Stella Rosetta, Fiore a Sei Petali, Fiore delle Alpi, Stella delle Alpi, Sole delle Alpi), è una figura geometrica composta da cerchi multipli sovrapposti e disposti in una simmetria esagonale, a formare una figura simile ad un fiore. Il centro di ogni cerchio è posto sulla circonferenza di sei cerchi sovrapposti dello stesso diametro. Nella decorazione architettonica e plastica è nota la presenza di questa figura simbolica in molte parti del Mondo, e in area Italica sin dall’VIII secolo a.C.; successivamente ha avuto larga diffusione dal Medioevo fino ai giorni nostri.