“Una Fenomenologia ai Confini della Realtà” di Federico Bellini

[Nell’immagine un disegno di Lorella Leonetti]

I Rapimenti da parte di Entità Aliene e/o Extraterrestri, sono un Fenomeno che è stato segnalato in ogni parte del Mondo, seppure nei paesi occidentali vi sia una maggiore preminenza, forse a causa anche di una maggiore diffusione dei mezzi di informazione. Il fatto che in Occidente esista una capacità maggiore di condivisione, ha poi indotto a pensare, nel corso degli anni, che tale Fenomeno fosse da sempre stato una prerogativa del moderno Mondo Industrializzato, anche se recentemente, grazie a molti studi, si è scoperto essere diffuso sin dall’antichità in tutti i continenti, e sovente trattato nell’ottica di quelle esperienze conosciute in ambito mistico-religioso. In alcuni paesi dove la popolazione coltiva ancora oggi una certa credenza al soprannaturale, legata a culti animistispirituali o religiosi, le esperienze di Rapimenti vengono sovente confuse o semplicemente accostate a fenomeni provenienti dal Mondo Divino o Demoniaco. Il fatto che i soggetti coinvolti sembrano avere avuto contatti con una varietà di Entità, da piccoli ometti a grandi creature, sovente mostruosi/e, comprendenti individui nudi di ambo i sessi, a “creature umanoidi“, sia di aspetto umano o animale, con parti anatomiche di ogni forma e dimensione, li ha indotti a credere, nel corso dei secoli, di trovarsi al cospetto di Entità Superiori provenienti dal Mondo degli Dèi, ascrivibile alla cultura religiosa di appartenenza. Comunque sia, non altera la qualità dell’esperienza Universale percepita e che rimane nelle persone coinvolte, condizionando le scelte di una vita intera.

Spesso, coloro che sperimentano tali esperienze, raccontano di essere attirate verso una potente fonte luminosa, specie mentre stanno dormendo a letto nella loro camera, passeggiando all’aperto o persino guidando la propria auto. Sono, inoltre, incapaci di testimoniare su di un lasso di tempo, più o meno lungo, che sembra perdersi nei meandri della loro memoria, mentre di frequente emergono cicatrici, sia psicologiche che fisiche, legate al Rapimento stesso. Questo genere di ferite, si manifestano sotto forma di incubi, stati d’ansia, sino ad una cronica agitazione nervosa, stati depressivi, perfino psicosi più o meno gravi. Alcuni di questi incontri sono persino più oscuri, traumatizzanti, sinistri e misteriosi, altri sembrano avere uno scopo educativo, mentre in altri ancora si denota l’interesse da parte dei Rapitori, dei vari tipi di Fenomeni Paranormali che il soggetto dimostra, – in certi ambienti adibiti a tale scopo di ricerca -, di possedere, e se ciò avviene, non di rado vengono sperimentate capacità telepatiche, di chiaroveggenza, visione a distanza, di ricevere messaggi di natura spirituale o universale, sovente legata ai problemi ecologici del nostro Mondo, persino sul futuro dell’Umanità; tali esperienze sono così forti che molti dei soggetti decidono, poi, di cambiare vita e professione, dedicandosi a determinate cause umanistiche.

Tuttavia, queste esperienze sono così indelebili per chi le subisce, che la maggior parte delle persone preferisce non confrontarsi, a meno di non ritrovarsi in una situazione di condivisione “protetta”, come in piccoli forum sul web, o comunità improvvisate sui gruppi di qualche Social Network. Numerosi libri e articoli hanno documentato, nel corso di questi ultimi anni, esperienze di Rapimenti, tra di essi resta un caposaldo la ricerca pionieristica dell’artista e scultore Budd Hopkins[1] di New York, il cui lavoro si è svolto nel corso di due decadi con centinaia di persone, stabilendo la reale consistenza del Fenomeno ad opera di Entità Aliene. Il primo libro di Hopkins, Missing Time, pubblicato nel 1981, documentava in particolare i periodi di tempo privi di logiche spiegazioni, e i sintomi associati che testimoniavano l’effettiva realtà dei Rapimenti, compresi i dettagli caratteristici di tali esperienze. Hopkins, inoltre, scoprì che queste esperienze erano correlate con quei piccoli tagli, ferite corporali, cicatrici di varia grandezza e forma, prima di allora inspiegabili, che i soggetti raccontavano di aver subito, così come l’inserimento di piccoli oggetti e impianti nel naso, le gambe, nei genitali, o in altre parti del Corpo.

Nel suo secondo libro, Intruders, pubblicato nel 1987, l’artista e ricercatore americano spiegò gli episodi a sfondo sessuale e riproduttivo che avevano iniziato ad emergere durante i vari casi da lui studiati. Nell’insieme delle sue poliedriche ricerche, arrivò a constatare una serie di metodiche, tra cui: esami manuali o strumentali con osservazioni e/o procedure di tipo urologico e ginecologico; esami che includono l’utilizzo per mezzo di macchine di ignota funzione; la visualizzazione e/o presentazione di bambini ibridi direttamente ai soggetti coinvolti. Sia dalle ricerche di Budd Hopkins o attraverso quelle di altri autori e studiosi, per certo sappiamo che i soggetti Rapiti Addotti, sembrano scelti indistintamente da tutti gli strati della società, senza differenziazioni di alcuna sorta, comprendendo studenti, casalinghe, segretarie, scrittori, uomini d’affari, religiosi, politici, professionisti, artisti, medici, etc. Ovviamente gli umani coinvolti, specie coloro che occupano posizioni di preminenza nel mondo politico, economico e culturale, temono l’umiliazione, il rifiuto, la minaccia o il ricatto, che potrebbe minare la credibilità della loro posizione, se le esperienze vissute fossero rese pubbliche, preferendo scegliere così il silenzio.

Seppure nella maggior parte dei casi seguiti non siano stati rivelati disturbi emotivi o mentali, o complicazioni psicologiche che tali esperienze, in teoria, avrebbero potuto generare, si riscontra nell’ampio numero di persone seguite un’ottima o buona salute, sia mentale che fisica, ed un’abile capacità di adattamento emozionale. Molte di queste persone sono autosufficienti, sembrano più che altro aver bisogno principalmente di integrare queste esperienze con il resto della loro esistenza, mentre pochi, invece, sono stati sopraffatti dall’impatto traumatico e dalle implicazioni umane, filosofiche e religiose, emerse dopo queste esperienze, specie sul piano intellettuale ed emotivo. Negli anni sono stati fatti vari sforzi per scoprire se possa esistere un tipo psicologico associabile alle persone coinvolte nelle Adduzioni, ma spesso tale ricerca si è rivelata infruttuosa. Comunque sia, è importante tenere in considerazione che la stragrande maggioranza degli incontri censiti, sono attestati già dalla prima infanzia, in quanto retaggio di un problema più ampio e complesso, specie a livello familiare. Al tempo stesso non c’è ancora uno schema chiaro della struttura dell’interazione familiare correlata ai casi di Rapimento, anche se è stata riscontrata una carenza relazionale tra alcuni soggetti e i loro genitori, come un certo numero si lamenta della freddezza e della sterilità emozionale nei vari rapporti familiari.

Altra caratteristica riscontrata è quella dove i soggetti raccontano, nei loro episodi, di alcuni Alieni di sesso femminile che si spacciavano per la loro vera madre, e di essersi poi resi conto, in qualche modalità del tutto ancora sconosciuta, forse più propriamente sensitiva, – come quasi sicuramente indotta -, della veridicità della situazione, arrivando a considerarsi, infine, “non di questo Mondo“, o di acquisire la convinzione di essere “figli di genitori non-terrestri“, mentre quelli ritenuti sino a quel momento come “naturali“, di non esserlo più. Di pari passo, a tale trauma si accompagna anche quello dell’abuso sessuale, dal momento che queste Entità sembrano interessate alla fragilità umana, implementandola con una sorta di ruolo finalizzato alla successiva consolazione e guarigione. In ambito sempre psicologico, si potrebbe affermare che i soggetti coinvolti, sono un gruppo di persone aperte ed intuitive, tolleranti più delle altre, e meno condizionate a scendere a compromessi nei confronti dell’autoritarismo imperante della società, ma più flessibili ad accettare la diversità e le esperienze fuori dal comune. Ravvisabile, inoltre, è anche una sorta di dissociazione (non di rado cognitiva), che sembra contraddistinguerli dalla popolazione media.

La dissociazione è un mezzo attraverso il quale la personalità fa delle esperienze, specie per superare degli episodi traumatici, rifiutando una parte di sé per mantenere delle emozioni sconvolgenti lontane dalla propria Coscienza Critica, permettendo al resto della propria psiche, grazie a questo espediente, di funzionare come meglio può. I vari soggetti Addotti usano la dissociazione come mezzo per affrontare determinate esperienze traumatiche, allontanandole dalla propria memoria, perché scavando più a fondo, si palesa in genere un blocco, auto-ricercato o indotto dai Rapitori. La prima volta è comune ricordare un’unica esperienza drammatica, ma non appena si inizia ad indagare più accuratamente, emerge di solito che gli incontri sono stati numerosi, risalendo persino agli anni della primissima infanzia. Di frequente, gli indizi rivelatori di prelievi avvenuti in età infantile, comprendono: il ricordo della presenza di “piccoli uomini”, o comunque di piccoli esseri nella camera da letto; di luci intense inesplicabili sempre nella camera in cui avviene l’evento; ronzii, sensazioni vibratorie; esseri che fluttuano nell’ingresso o all’esterno della casa; visioni ravvicinate di U.F.O.; sogni particolarmente vividi nei quali si viene trascinati con estrema forza in luoghi strani o chiusi, e dove solitamente si è sottoposti ad analisi mediche, etc.

Risvegliarsi come paralizzati, con un senso di terrore ed avvertire presenze o strani Esseri nella stanza, sono indizi comuni riportati sia nei bambini che negli adulti, a dimostrazione di un modus operandi continuativo nel tempo. Delle volte, durante l’infanzia, le Creature Aliene vengono persino ricordate come amichevoli compagni di gioco, addirittura come dei guaritori, o protettori, ma gli incontri diventano, via via più seri e traumatizzanti, non appena i soggetti si avvicinano alla pubertà. I bambini vivono con terrore l’esperienza di essere stati sottratti alla propria famiglia, trascinati in Cielo dal letto della loro camera, per essere poi sottoposti a dei procedimenti sconosciuti e non di rado dolorosi. Inoltre, di frequente, accade che il bambino racconti ai genitori le sue esperienze notturne, che egli considera ovviamente reali, ma ricevendo la risposta che si sono trattati di semplici sogni o incubi; è a quel punto che nasce nei soggetti la volontà di nascondere nel proprio subconscio tali esperienze, decidendo così di non parlarne con nessuno sino a quando, diventati adulti, non si ritroveranno ad indagare per cercare le risposte a tutte quelle domande rimaste insolute per anni.

Rapimenti sappiamo per certo che avvengono all’interno delle famiglie da più generazioni, seppure la vaghezza dei ricordi o dei dati statistici, renda ancora difficile poter stilare delle statistiche utili sui parenti coinvolti, ma si è scoperto che viene prediletta una linea matrilineare (figli, madri, nonne, etc.), e che i vari componenti, dal bambino ai membri più anziani, sono sovente seguiti dagli stessi Esseri, essendo quest’ultimi in grado di vivere per molto più tempo degli umani (sappiamo che alcune Entità Aliene hanno una prospettiva di vita di secoli, se non addirittura millenni). Comune a tutti, resta una sensazione generalizzata di vulnerabilità, soprattutto la notte, una paura inconscia che porta spesso le persone adulte a dormire con la luce accesa, ma associata anche ad altre fobie come: la paura di volare, degli ascensori, degli ospedali (derivata dalle analisi a cui il soggetto viene sottoposto nei loro ambienti), degli animali, specie degli insetti, del contatto sessuale. Particolari suoni, odori, immagini ed attività, provocano inoltre sensazioni inaspettate, improvvise e fastidiose, senza una specifica ragione. A tutto questo si devono aggiungere anche una serie di fenomeni fisici riscontrabili, quali: strane abrasioni, tagli, segni sul Corpo apparsi durante la notte, prurito insistente localizzato in alcune parti della pelle, inspiegabili perdite di sangue dal naso, dalle orecchie, dal retto, fenomeni che di per sé possono passare anche inosservati o ascrivibili a normali sintomatologie umane, ma che acquistano un diverso significato se associate al Fenomeno.

Si devono però aggiungere anche altri sintomi, come: dolori al seno, fastidi di carattere urologico, persistenti problemi gastrointestinali, o problemi di tipo ginecologico e difficoltà nel corso di una gravidanza. A questi fenomeni più terrestri, dobbiamo aggiungerne altri più celesti, quali: l’apparente capacità di viaggiare con il pensiero, che tali esperienze non avvengono nel nostro Universo, ma in una dimensione spazio-temporale parallela, con la convinzione che esistano altre realtà oltre alla nostra, oltre il “Velo”, come la profonda certezza di essere stati spinti verso un ritorno ad una sorgente, al Principio della Creazione o verso una Coscienza Cosmica, che i rapiti immaginano come un indescrivibile Luce Divina o “Casa”. A questo effetto, se vogliamo mistico, dobbiamo aggiungere anche una sorta di doppia personalità Umano-Aliena che i soggetti sentono di possedere, in quanto si convincono di avere origine sia Terrestre che Celeste, aspetto che nell’antichità si legava al fatto di avere un qualche legame o una diretta discendenza Divina, dato che questi Esseri si camuffavano sovente con l’aspetto di animali-guida, come gufi, aquile, procioni, cervi, gatti, cani, etc., o con sembianze angeliche.

Forte è il legame che unisce i soggetti con gli Spiriti di questi Animali, aprendo così uno studio su questioni sciamaniche ancora inesplorate, essendo fenomeni che attualmente non possono venire compresi secondo gli schemi della Scienza Occidentale, seppure si possano riscontrare numerose conferme nelle credenze dei vari culti, sviluppatesi migliaia di anni addietro in molti popoli della Terra. La maggior parte degli incontri che poi si rivelano essere dei Rapimenti, inizia tra le mura di casa, o persino quando il soggetto interessato si trova all’aria aperta, mentre passeggia in città, in un bosco, spesso nel mentre guida la propria automobile. Sovente, il primo indizio del verificarsi di un Rapimento viene associato ad un’inspiegabile luce azzurra che fluttua nella camera da letto, il percepire strani rumori o un fischio o ronzio nelle orecchie, il sopraggiungere di un forte senso di apprensione, avere la sensazione di non essere più improvvisamente soli o riuscire a vedere direttamente uno o più Esseri nella propria stanza, o contesto, compresa la visione ravvicinata di un veicolo non di origine umana.

Quando un evento di questo tipo ha inizio nel corso della notte, o come capita di frequente, durante le prime ore del giorno e del pomeriggio, il soggetto può, sulle prime, ritenere di sognare, ma dopo un’indagine più accurata verrà evidenziato che non era affatto addormentato, e che l’esperienza era iniziata durante uno stato di dormiveglia e semi-incoscienza. Non di rado si manifesta un momento di shock iniziale, misto a tristezza, specie nel momento in cui il soggetto scopre ciò che sino a quel momento aveva considerato solo un sogno, e si rivela essere una sorta di bizzarra, minacciosa e vivida esperienza, tra l’altro accaduta svariate volte, e per la quale non trova spiegazioni plausibili. Immediatamente dopo il primo contatto, l’Addotto viene fatto abitualmente “fluttuare” attraverso il muro, la finestra, il tetto della propria auto, rimanendo particolarmente colpiti nello scoprire di essere passati nel bel mezzo di superfici solide, provando solo una leggera vibrazione o sensazione di stordimento. In molti casi è stata segnalata l’apparizione di un raggio di luce, proveniente da una fonte di energia ignota, o da una “rampa di lancio” atta a trasportare il Rapito dal punto dove si trova, sino all’interno del veicolo o il luogo dove si svolgeranno poi le operazioni. Solitamente, il prescelto è accompagnato da uno, due o più Esseri dall’aspetto umanoide, che lo guidano all’interno della nave o del nuovo ambiente, a questo punto, all’inizio del procedimento, si scopre di essere stati intorpiditi e/o completamente paralizzati.

Si è capaci di muovere gli occhi, si riesce a vedere cosa succede, sebbene di frequente sia spontaneo chiudere gli stessi occhi in modo da poter negare l’evidenza, mentre il resto del Corpo rimane completamente inerte e/o rigido, compresa la testa. È in questa fase che il soggetto si accorge di vivere un’esperienza fuori dal comune, perché ciò che gli si mostra ha un qualcosa di assolutamente avveniristico e fantascientifico da lasciare interdetti. Sovente è possibile intravedere la forma dell’oggetto in cui si viene trasferiti, in molti casi un U.F.O. di variabili dimensioni, da pochi metri a centinaia, descritti con le più svariate forme: a sigaro, metallico, argenteo, a disco, a cupola, romboidale, triangolare, etc. In una prima fase, il soggetto viene portato all’interno di questa “nave” che poi inizia a salire nel Cielo, verso “un’altra nave” di dimensioni molto più ampie, una sorta di Astronave Madre. In altre occasioni, l’esperienza inizia quando l’Addotto viene trascinato direttamente in Cielo, all’interno di una grande nave, dove riesce a vedere la propria abitazione, e poi la Terra, diventare drammaticamente sempre più piccole. Spesso, il Rapito cerca di ribellarsi nella speranza di porre fine all’esperienza in atto, ma i suoi sforzi non solo non raggiungono dei risultati, ma non di rado possono sfociare anche in effetti ulteriormente lesivi per la sua condizione psico-fisica.

Infatti, è proprio al ritorno a casa, sovente in prossimità del risveglio, che è facile scorgere sgraffi, lividi o altri segni anomali sul proprio Corpo, a seguito di colluttazioni o a vere e proprie punizioni corporali inflitte dagli Esseri. La pressione psicologica e/o mentale è così potente da condizionare fortemente per giorni o per il resto della vita il soggetto coinvolto, tanto da sollevare interessanti quesiti sulla natura della Memoria o persino sul controllo della stessa Coscienza. Gli Esseri Alieni, a quanto pare, possiedono grandi capacità nel saper controllare la Mente e le percezioni dei soggetti Rapiti, ma non solo, perché è comune durante questi fenomeni che il compagno o la compagna, o altre persone presenti nella stanza in cui sono prelevati, vengano in qualche modo “spenti” o “disattivati” delle loro funzioni principali. Noti sono quei casi di persone che durante un avvistamento U.F.O., pur trovandosi vicini tra loro, alcuni riescano ad osservarli mentre altri non siano capaci di vedere alcunché, o di coppie, ad esempio, abitualmente “addormentate” mentre il compagno o la compagna vengono prelevati, restando “dormienti” per tutta la fase del Rapimento.

All’interno degli ambienti “Alieni”, scoprono inizialmente di trovarsi in una piccola stanza scura, una sorta di vestibolo, dal quale vengono ben presto trascinati in una o più sale di dimensioni maggiori, fortemente illuminate, nelle quali si svolgeranno diverse operazioni. Illuminate con luce indefinibile, proveniente da fonti indirette poste sui muri o direttamente dai soffitti, l’atmosfera può variare dall’essere umida, stantia, dove sovente si percepisce un odore ributtante, mentre in altre, al contrario, può presentarsi secca, accogliente, persino fredda, asettica ed inodore. Le pareti e il soffitto, di solito appaiono convessi e bianchi, sebbene il pavimento possa differire e presentarsi di colore scuro o addirittura nero. Non è raro, sui lati delle stanze, intravedere delle balconate, vari livelli o vere e proprie alcove, che si allineano a consolle simili a quelle usate per i computer o altri strumenti di ignota origine e funzione; dato che nessuno di essi presenta delle similitudini a quelli a noi noti di origine terrestre, e a cui siamo quotidianamente abituati. L’arredamento degli ambienti è minimale, limitato ad alcune sedie la cui forma sembra modellarsi sui corpi, e da tavoli con una sola gamba a supporto, i quali sembrano riuscire a svolgere più funzioni, anche come tavoli per delle operazioni; in questo caso arrivando persino ad inclinarsi su varie angolazioni.

In linea di massima, l’ambientazione è generalmente sterile, fredda, iper-tecnologica, non dissimile da quella di un ospedale avveniristico dove sovente i soggetti rammentano di essere portati. All’interno di questi luoghi, i Rapiti, di solito, scorgono altri Esseri Umani nella loro condizione, accompagnati nelle varie fasi da alcuni Esseri Alieni, occupati in varie mansioni riguardanti le procedure delle analisi da compiere o il controllo della strumentazione ivi presente. Tali esseri possono essere descritti di varia natura, forma, aspetto, altezza, da Entità Luminose piccole o grandi, che possono anche essere trasparenti o non completamente solide, a creature simile ad enormi Rettili bipedi, altri dalla forma Insettoide, i più simil-umana, tra l’altro non di rado scambiati per forme angeliche, sino alla più comune, una piccola creatura umanoide, alta circa un metro e mezzo e denominata “Grigio”, al quale vengono affidati i più disparati compiti.[2] Il soggetto Rapito, una volta portato negli ambienti preposti, viene di solito spogliato e trascinato a forza nudo, o vestito di un solo indumento, quasi sempre una maglietta, su di un tavolo della misura di un Corpo Umano, dove viene sottoposto ad una serie di analisi e/o operazioni.

Nel ricordo di questi episodi, gli Esseri sembrano studiare per un lunghissimo tempo gli Addotti, osservandoli dettagliatamente con i loro grandi occhi, che tengono vicinissimo alle teste degli umani, e nel mentre ciò avviene, vengono effettuate alcune operazioni come il prelievo di campioni di tessuto, l’analisi psichica (con raccolta di informazioni sullo stato mentale ed emozionale della persona), l’inserimento o l’estrazione di impianti o di microscopici strumenti in varie parti del Corpo: regione addominale, gli organi genitali, l’ano, etc., impianti che possono essere individuati come piccoli noduli sottopelle. Vari strumenti vengono adoperati per penetrare, sia virtualmente che fisicamente, in ogni parte del Corpo dei soggetti Rapiti, tra cui: narici, occhi, orecchie, braccia, gambe, piedi, addome, genitali, persino il petto, seppure raramente. Il soggetto avverte anche la sensazione che qualche oggetto, di ignota forma e funzione, materico o eterico, sia stato letteralmente inserito nel proprio Corpo, specialmente nella testa, ma anche in altre parti come i genitali, le braccia e le gambe, in modo che questi Esseri siano in grado di controllarli più facilmente, come similmente noi umani facciamo con gli animali, geolocalizzandoli.

L’operazione più comune e di maggiore loro interesse riguarda il sistema riproduttivo, in quanto agli uomini viene sovente prelevato di forza un campione di sperma, mentre le donne vengono private degli ovuli. Successivamente, gli ovuli fertilizzati, e ai quali non è da escludere che possano essere stati eseguiti degli esperimenti di alterazione genetica, – con modalità a noi del tutto sconosciute -, vengono solitamente re-impiantati per poi, una volta sviluppatisi i feti, essere rimossi tra il terzo e il quarto mese di gravidanza. Nei successivi episodi, al soggetto vengono mostrate persino delle forme di vita diverse dalle altre conosciute, degli Ibridi, e può essere richiesto loro di interagirvi, se non addirittura accudirli. Da bambini e adolescenti, può venire richiesto di giocare con queste creature che di solito appaiono gracili, emaciate, almeno secondo i nostri canoni standard, figure che poi accompagneranno non di rado il soggetto negli episodi successivi, anche in età adulta. Tale esperienza, e che rimane impressa nell’inconscio della persona coinvolta, viene vissuta come un qualcosa di totalmente estraniante, aberrante, sfociando in fobie e traumi che potranno in silenzio accompagnarlo per sempre.


[1] Budd Hopkins (1931-2011) è stato uno scultore e pittore statunitense. Figura centrale nel campo dell’Ufologia Classica, dove ha effettuato studi su persone che affermano di essere state vittime di Rapimenti Alieni. Hopkins si è diplomato nel 1953 nella sua città natale all’Oberlin College, quindi si è trasferito a New York dove ha trascorso il resto della sua vita, divenendo poi un artista di fama. Le sue opere d’arte si trovano nelle collezioni permanenti di Whitney Museum, Guggenheim Museum, Hirshhorn Museum and Sculpture Garden e Museum of Modern Art; per la sua attività artistica ha ricevuto sovvenzioni dalla Guggenheim Foundation e dal National Endowment for the Arts. I suoi articoli sull’Arte sono stati pubblicati in riviste e giornali importanti, e per molti anni ha tenuto lezioni in molte scuole d’arte, tra cui il Truro Center for the Arts at Castle Hill, nel Massachusetts.

[2] Non di rado sono stati visti degli aiutanti umani lavorare al fianco degli Esseri Alieni, lasciando così intendere una possibile connivenza tra queste Entità ed alcuni settori dell’ambiente Militare di varie nazioni della Terra.