“Mi dispiace per voi, ma gli Angeli non esistono!” di Federico Bellini

Sai, dovresti organizzare nella tua Associazione un Corso di Angeli, oggi vanno tanto di moda!” “Davvero? E da quando la Spiritualità ha iniziato ad andare a braccetto con le mode del momento?!“(Da una conversazione, reale, tra Operatori Olistici)

Ci sono persone che scrivono di Angeli, predicano gli Angeli e insegnano strane amenità sugli Angeli. Sappiate, inoltre, che: la maggior parte delle persone nel Mondo (compresi i suddetti) crede che i “Giardini del Paradiso” fossero protetti dagli Angeli Cherubini, e questa differenza apparente è dovuta al fatto che, nella nostra epoca, si è cominciato a credere che “Cherubino” sia solo un altro termine per dire “Angelo”, ma il Cherubino di cui si parla nella “Genesi“, il Cherubino Assiro, il Cherubino Babilonese, o il Cherubino d’Oriente, al tempo in cui venne scritta la storia dell’Eden non era per niente un Angelo, ma piuttosto un animale mitologico alquanto mostruoso. In alcuni casi il Cherubino ha il corpo di un Leone con la testa di un altro animale, o di un Uomo, e le ali di un uccello. Ezechiele scrive che i Cherubini hanno il corpo di un Uomo e il viso, oltre ad avere un’espressione umana, ed hanno anche l’espressione di un Leone, di un Bue, di un Aquila; essi hanno poi quattro ali e il loro corpo è costellato di innumerevoli occhi. In Assiria e in Babilonia i Cherubini venivano rappresentati come Buoi Alati dal viso umano e posti all’ingresso di palazzi e templi come guardiani, così come il “Cherubino della Genesi” difende l’Albero della Vita. Molti scrittori ebraici e padri del cristianesimo, specie greci, (i quali mutuarono tale figura dal loro ánghelos, o messaggero, il quale non era altro che il dio Hermes, considerato il messaggero, per l’appunto, degli Dèi!), ritenevano che i Cherubini fossero degli Angeli, e anche molti teologi li hanno ritenuti così fino a quando non è stato dimostrato che erano animali mitologici; si è scoperto, quindi, che il Cherubino cristiano di allora non era altro che un semplice Drago o, peggio ancora, un vero e proprio Mostro! Detto questo, i veri “Angeli” sono ben altra cosa, ma molto probabilmente penso che siano veramente poche le persone che lo sanno davvero, del resto, come ci insegna una certa filosofia in merito, i Cherubini, secondo la classificazione delle schiere angeliche, sono posti «oltre il trono di Dio», espressione metaforica per indicare l’estrema vicinanza a Dio ed al suo potere, guarda caso collocati da Dante nel Cielo dello Zodiaco o delle stelle fisse, a protezione della luce e delle stesse stelle, proprio come certi guardiani Extraterrestri… (!)

Altra puntualizzazione, penso doverosa, circa quanto da me scritto riguardo sulla questione degli “Angeli“, concerne a quanti mi chiedono “ma tu in cosa credi?“, ed io rispondo “è fondamentale credere in qualcosa?” La verità è che io non credo in niente (nemmeno agli Alieni!), perché preferisco essere più curioso di scoprire le cose che credere per cieca fede. Quello che ho scritto, circa la più vicina e concreta forma degli Angeli, è ripreso dai libri di storia, documentati da ricerche condotte nel corso dei secoli, degli ultimi decenni, etc., e non da qualche libro New Age di Angelologia. Vedete, c’è una discreta differenza nel risalire alle origini delle proprie fonti, il più possibile indietro nel tempo, magari sino agli albori della nostra storia umana, che soffermarsi su moderni autori che su fantomatiche figure angeliche, riprese da conoscenze esoteriche e cabalistiche (tutte successive e a noi vicine), ci hanno costruito sopra un vero e proprio marketing, così come gli americani fecero dalla fine del 1800 con il “Classico Natale” a tutti noi ben noto. Io non conosco tutti coloro che mi criticano, come molti di loro sanno quasi nulla o poco delle mie ricerche, della mia esperienza, del mio vissuto, come sovente vedo da parte loro solo giudizi prevenuti. Nei tanti commenti leggo spesso affermazioni quali: “Esistono, è così e basta!” o “devi avere fede“. Ebbene, cari/e signori/e questi sono dogmi belli e buoni, che non hanno a che fare con nessuna ricerca interiore, ma dimostrano nient’altro l’ennesimo cammino interrotto. Allora si tira fuori l’altra parola magica, il “Sacro“, ma anche in questo caso si riscontra la pochezza della conoscenza in merito, dato che è una parola e niente di più, perché è l’informazione che diamo alle parole che le riveste di una qualche forma, in quanto di per sé non ha alcun potere se non siamo noi a darglielo, idem per tutto il resto, Angeli o Alieni compresi.

A quel punto mi chiedono se ho mai studiato tali argomenti? Da una vita, rispondo (ho 40 anni), e così approfonditamente da sostenere la mia tesi, sia per vissuto personale, sia per studi e ricerche condotte da solo e con altri ricercatori e professionisti. Il fatto che ci siano chissà quante persone che vi credono e che li considerino un fatto “Sacro“, non significa che sia una legge imperitura, dato che la storia umana è piena di casi analoghi, troppi. Ricordiamoci che con i dogmi della fede, per quasi 2000 anni siamo stati ingannati dalla religione cattolica (o vedi oggi anche l’Islam), perciò, un conto è credere un altro è conoscere, e cambiare dei dogmi per dei nuovi (e nella moderna Spiritualità ce ne sono tanti come nelle vecchie fedi), è solo un attimo. Fintanto non si comprende che non è una fede o una tecnica che compie “il miracolo“, ma è la persona stessa, perché nell’uomo si trovano tutte le risposte e le capacità, si tenderà sempre a credere ai sistemi, agli “Altri“, ad avere delle fedi, a sperare che l’Angelologia, la Cabala o chissà che altro, possano aiutarci. Il vero miracolo siamo noi, il resto sono solo strumenti creati dall’uomo come estensione di un suo potere, nient’altro.

Tutto può servire, specie per iniziare un cammino, ma si deve sempre rimanere in quel cammino e andare oltre. Come io stesso non ho tecniche migliori, ognuno avrà le proprie, e perché credo (questo si) solo nelle mie capacità, come tutti dovrebbero fare, perché solo così possiamo almeno tentare di liberarci dalle catene. Infine, a quanti mi dicono: “ma se ti si rompono le scarpe, non vai da un calzolaio?” come dire “se hai bisogno di capire, non vai dal Maestro?” Rispondo anche in questo caso che si può camminare scalzi, come fece san Francesco, perché abbiamo sempre una scelta. Alla fine siamo tutti umani che interagiscono tra umani, così come con altri piani e a chi mi chiede se i “Buoni” esistono, rispondo infine: “Certo che esistono, ma vi invito a cercare di meglio rispetto a ciò che una credenza vuole farvi passare!” Parliamo tanto di Risveglio, di presa di consapevolezza, di non-giudizio, compassione, amore, di traduzioni bibliche, testi sacri, antichi astronauti, Rapimenti Alieni, chakra, meditazione e tante altre amenità, restando comodamente seduti davanti allo schermo del computer di casa nostra. Tutti che si credono in procinto dell’illuminazione, che si lamentano di due centesimi pagati al supermarket, del raffreddore di stagione, dei troppi chili presi durante le feste di Natale o di Pasqua. Che fanno a gara a pagarsi il prossimo corso di Yoga, di Mindfulness, dei seminari di iniziazione alle nuove scuole esoteriche. E pochi sono coloro che sanno veramente cosa sia la sofferenza di una malattia terminale. Come nessuno sa nulla del dolore delle centinaia, migliaia di persone che emigrano e muoiono di stenti nei deserti, in mezzo al mare, da soli come cani infreddoliti. Nessuno sa cosa significa vedersi rapire sotto i propri occhi un figlio, come avviene per decine di migliaia di famiglie cinesi ogni anno. Come nessuno sa cosa sia la guerra, con i suoi orrori, le deportazioni, i massacri che ancora oggi avvengono in ogni parte del mondo. E volete parlami di risveglio spirituale? Questa è la realtà in cui viviamo, e prima di aprir bocca sulla veridicità di certi mentori cari a molti, o della rosea vita New Age di cui molti altri sono intrisi, sarebbe meglio fermarsi un attimo a riflettere, dove questa cazzo di spiritualità che tanto decantate si trova. Svegliatevi una buona volta e smettiamola di fare gli ipocriti, perché la verità è la fuori e non fa sconti a nessuno!

Mi viene chiesto, sovente: “E’ questo il punto, Federico, io ho paura, ed ho paura di aver bisogno di qualcuno al di fuori di me. Come si fa a diventare forti quando si è fragili?

A volte me lo domando anche io, poi mi raccolgo, guardo dentro di me ed osservo. Non è sempre facile, la nebbia, i veli, i grovigli sono molti e ci distolgono da quella ricerca, ma quando poi tutto si dirada e ci rimani solo tu, hai due scelte: provare paura e restare lì fermo, o avere il coraggio di andare avanti e di cambiare. Abbiamo bisogno di qualcuno al di fuori di noi perché non sappiamo riprendere contatto con il nostro Sé che è in noi; ed è lì che nascono tutti i nostri drammi. La verità è che tutti hanno paura della sofferenza e del dolore, e si anestetizzano con altro per non pensarci, i più materiali lo fanno con gli oggetti, il sesso, i vizi, gli spiritualoidi con i corsi di meditazione, gli Angeli, le iniziazioni, e tante altre cavolate varie. Abbiamo tutti paura del dolore, e da esso rifuggiamo in ogni modo, a volte in modalità persino tragicomiche. Ma quando entrambi gli opposti della condizione umana li metti davanti alla realtà della vita, cadono come pere mature (e spesso cotte e marce) dagli alberi. Che differenza c’è nell’osannare un maestro o l’organo genitale a cui tanto ambisci? Nessuno! Entrambi hanno di fondo lo stesso processo alchemico che porta a drogarti di un qualcosa, che in fondo, sai che è irraggiungibile. Ma appena scopri o prendi coscienza che un organo genitale ce l’hai anche tu, e così come tu puoi essere il vero maestro della tua vita, allora tutto comincia ad avere un altro senso; e li cominci a sperimentare, a vivere davvero.