“Il mistero femmineo della gnostica Norea” di Federico Bellini

[Scena tratta dal film “Maria Maddalena” di Garth Davis]

Norea è una figura della Cosmogonia Gnostica. Sovente viene considerata la sizigia (compagna) di Adamo, o moglie di Noè, ma anche una figlia di Eva (senza esserne specificato il padre), in ogni caso, nel pensiero gnostico venne concepita come una variante della Sophia dopo la sua “Caduta dalla Grazia“. Per lungo tempo, Norea fu conosciuta tramite un riassunto di un libro chiamato “Noria nel Panarion” (o “Contro le Eresie“) di Epifanio di Salamina (26.1.3-9). Secondo Epifanio, i Borboriti identificarono Norea con Pyrrha, la moglie di Deucalion (una figura greca simile a Noè), in quanto “Nura” significa “Fuoco” in siriaco; ella, infatti, si dice bruciò l’Arca di Noè per ben tre volte. Ulteriori informazioni sulla sua figura emersero anche dalla scoperta della biblioteca di Nag Hammadi nel 1945, infatti in “The Hypostasis of the Archons” (“Ipostasi degli Arconti“), Norea era considerata come una figlia di Eva e sorella minore di Seth, entrambi membri della “Razza Pura“.

Gli Arconti, quando decisero di distruggere il Mondo con un Diluvio, furono però preceduti dal loro leader, il Demiurgo, il quale avvertì Noè di costruire un’Arca, Norea tentò poi di di salirvi a bordo ma il patriarca la fermò, quindi ella soffiò sulla struttura incendiandola. I Governanti irati da quel gesto cercarono di violentarla, lei gridò al “Dio delle Entità per chiedergli soccorso, dopodiché apparve l’angelo Eleleth che dapprima spaventò i Governanti e poi ne rivelò le origini: “Ella è una Figlia dello Spirito“. Un altro testo di Nag Hammadi, il “Pensiero di Norea” (o “Ode su Norea“), invece, si presenta come un racconto in prima persona della supplica di Norea a Dio. Tra i vari significati del suo nome, si ricordano Orea e Horaia, che significa “bella“, inoltre si pensa che derivi da una traduzione di Naamah, un nome ebraico che significa “piacevole“. Eppure, nello Zohar, vi era persino un demone di nome Naamah, chiamato anche “Il/la giovane Lilith“, e sia Norea che Lilith sovente invocavano Dio per evitare un incontro sessuale indesiderato.

Eppure, alcuni ritengono che una delle sue ultime manifestazioni storiche sia stata Maria di Magdala o la Maddalena, sigizia e/o sposa del Cristo.

Riflettiamo un attimo, adesso, sul termine Amigdala e a Maria di Magdala. L’Amigdala, o Corpo Amigdaloideo, è una parte del Cervello che gestisce le emozioni e in particolar modo la paura. A livello anatomico scientifico viene definita anche come un gruppo di strutture interconnesse, di sostanza grigia facente parte del sistema limbico, posto sopra il tronco cerebrale nella regione rostromediale del lobo temporale, al di sotto del giro uncinato (uncus) e anteriormente alla formazione dell’ippocampo, essa ha inoltre una struttura ovoidale situata nel punto più basso della parete superiore del corno inferiore di ogni ventricolo laterale. La parola “amigdala” deriva dal latino “amygdala”, che a sua volta deriva dal greco “amygdálì”, “mandorla”, il simbolo per eccellenza del sesso femminile. Nella pittura medievale, più di una sacra persona era detta comparire “in mandorla”: il “Cristo che regna sul Tempo” (Cronocrator), il “Cristo che regna sul Cosmo” (Cosmocrator), ma anche il “Cristo benedicente“. Alcune volte persino la Madonna lo era, basti pensare all’Assunzione della Vergine scolpita da Nanni di Banco sulla porta laterale sinistra della facciata nord del Duomo di Firenze, detta appunto “Porta della mandorla”, oppure alla Madonna con Bambino in Mandorla di Serafini di Antonio del Massaro. C’è addirittura una Maria Maddalena in Mandorla nei Tarocchi di Marsiglia, per l’esattezza nell’Arcano XXI, “Il Mondo“.

Maria Maddalena, detta anche Maria di Magdala (o Mandorla Mistica), secondo il “Nuovo Testamento“, è stata un’importante seguace di Gesù, forse, e molto probabilmente, sua compagna. Venerata come Santa dalla Chiesa Cattolica, che ne celebra la festa il 22 luglio, la sua figura viene descritta sia nei “Vangeli Canonici” che in quelli “Apocrifi“. Le narrazioni evangeliche ne delineano la figura attraverso alcuni versetti, che la dipingono come una delle più importanti e devote discepole di Gesù: Fu tra le poche a poter assistere alla crocifissione e – secondo alcuni vangeli – divenne la prima testimone oculare e la prima annunciatrice dell’avvenuta Resurrezione. Ora, non tutti sanno che l’Amigdala che si trova nel nostro Cervello è un insieme di circa 12 nuclei o aree, così come 12 erano anche gli Apostoli del Cristo, tanto che sembra quasi che tale particolare coincidenza (sia in funzione di questo Corpo del Cervello, sia della stessa Maddalena), rispecchi la capacità di gestire i processi propri della nostra personalità, compresa la percezione spazio-temporale (Passato, Presente e Futuro). Come se la corretta integrazione e trascendenza di queste parti, corrispondenti anche a tutte quelle personalità inferiori incarnanti anche i 12 Segni Zodiacali, ci accompagnino verso una nuova Consapevolezza di Sé stessi.

L’Amigdala fa parte del cosiddetto Encefalo Umano, la parte profonda in cui prevalgono le emozioni basiche, come la rabbia, la paura, l’istinto di sopravvivenza, pertanto assume un ruolo fondamentale, quanto mai catartico, per la sopravvivenza di tutte le specie. Dalla tipica struttura a Mandorla, si riscontra in tutti i vertebrati nella regione rostromediale del lobo temporale, fa parte del sistema limbico e processa tutto ciò che concerne le nostre reazioni emotive. Essa non ha solo il compito di mantenere i nostri ricordi e la memoria, ma è anche responsabile del fatto che possiamo scappare da una situazione che consideriamo essere rischiosa o pericolosa, così come ci porta a ricordare i nostri traumi infantili o i vari momenti di sofferenza che abbiamo vissuto. Durante questo processo, specie se carichi di energia emotiva, essa fa si che provochi reazioni fisiche come la tachicardia, l’aumento del ritmo di respirazione, la liberazione degli ormoni dello stress, etc., essa ci aiuta anche a trovare una strategia adeguata dopo aver individuato lo stimolo negativo: quanto più pungenti saranno i nostri sentimenti, quante più connessioni neurali si succederanno attorno al sistema limbico e amigdaloideo.

Eppure, anche nella simbologia esoterica si menziona la Vesica Piscis o Mandorla, di forma ogivale ottenuta da Due Cerchi dello stesso raggio, intersecantisi in modo tale che il Centro di ogni Cerchio si trova sulla circonferenza dell’altro; il nome, in latino, significa letteralmente Vescica di Pesce. Conosciuta in India, nell’antica Mesopotamia, in Africa e nelle Civiltà Asiatiche, essa passò nel Cristianesimo come un riferimento al Cristo, come è evidente nell’Ichthys (Pesce). Nella successiva elaborazione dell’iconografia cristiana, la Mandorla venne associata alla figura del Cristo o della Madonna in Maestà e rappresentata in molti codici miniati e sculture del Medioevo, come nell’affresco o nell’arte musiva. In tale contesto fu utilizzata come un elemento decorativo romanico-gotico per dare risalto alla figura sacra rappresentata al suo interno, spesso attorniata all’esterno della Mandorla da altri soggetti sacri, con una doppia valenza che allude sia al frutto della Mandorla, e al seme in generale come Simbolo di Vita (attribuito sovente a “Colui che è Via di Verità e Vita“), sia come intersezione di Due Cerchi che rappresentano la comunicazione fra Due Mondi, Due Dimensioni diverse e parallele, tra il Piano Materiale e Spirituale, l’Umano e il Divino.