“Federico Bellini è in edicola nel numero di ottobre (2017) della rivista XTimes”

«La prima volta che sentii pronunciare la parola Massoneria ero ancora un ragazzino. All’epoca trascorrevo le mie estati in campagna nella casa dei nonni. Vivevano in una grande villa del 1600 in un piccolo paesino non distante da Pisa, in una zona ricca di storia e paesaggisticamente da lasciarti senza fiato. Nella villa, grandissima, avevo tutto il primo piano a mia disposizione, dato che i nonni, già anziani, avevano preferito spostarsi a quello terreno (la Villa aveva ben sedici stanze su oltre 300 mq), da un lato c’era anche un orto, coltivato con piante di carciofi, pomodori, patate, zucchine, melanzane, limoni, olivi, contornato di galline, polli, a volte tacchini (un anno persino i paperi giganti) e i gatti, tanti gatti (per un periodo ne hanno avuti ben sedici!); poi arrivò anche il cane, Tomy, compagno di tante scorribande e avventure. Sull’altro l’altro lato, invece si trovava il grande giardino, anch’esso storico, intriso di fascino e qualche mistero, con i suoi boschetti di piante di Alloro, Lecci, Olmi e Palme, con le due aiuole che mia nonna, tra la primavera e l’estate, contornava di ogni tipologia infinita di fiori. […] Fu quindi il mio nonno acquisito che un bel giorno mi raccontò della Massoneria, di ciò che era stata e poi diventata nel corso dei secoli, e che in qualche maniera anche lui ne faceva parte. Rammento ancora, quando dopo il suo bel discorso, all’epoca per me in parte incomprensibile, mi disse: “Tu stai studiando musica classica, suoni il pianoforte, ma arriverà il giorno in cui scoprirai che anche Mozart o Beethoven furono dei massoni, e lì capirai cosa veramente hanno voluto trasmettere con la loro arte.”»

Il resto dell’articolo di Federico Bellini, lo potrete leggere nel nuovissimo numero di ottobre di “XTimes“, in questi giorni ancora in tutte le edicole italiane, o in formato pdf nel sito https://www.ezpress.it