“Intervista ‘Aliena’ con Federico Bellini”

Le sue esperienze “Aliene” iniziate alla fine del 2008 rimasero sconosciute fino al 2011 quando divennero di dominio pubblico in seguito alla sua partecipazione alla trasmissione televisiva “Mistero” di Italia1. Seguì poi un lungo periodo di silenzio rotto adesso da una sua riproposizione al grande pubblico attraverso la divulgazione del suo pensiero per mezzo del suo seguitissimo blog “Coscienza Aliena” e della sua nuova casa editrice. Perché non ha voluto far conoscere subito a tutti la sua esperienza? Quali sono stati i motivi che l’hanno indotta, dopo l’apparizione in Tv, ad evitare di farsi coinvolgere nelle cronache dei media, e poi di recente a ripresentarsi all’opinione pubblica attraverso i canali mediatici?

È stata la necessità di isolarmi dopo aver scatenato un così vasto clamore mediatico, del tutto inatteso. In realtà l’obbiettivo della mia partecipazione alla puntata di “Mistero” del 4 gennaio 2011, dedicata interamente alla mia vicenda ‘extraterrestre’, era stata da me pensata per lanciare un messaggio forte e chiaro ai telespettatori. L’idea era quella di urlare al Mondo: “Signori, svegliatevi! Loro sono già qui, non solo là fuori, ma sono anche dentro di noi, e ci stanno manipolando e controllando da sempre.” Come avvenuto già in passato, temevo inizialmente che la mia storia venisse derisa e finisse come tutte le altre per essere ben presto dimenticata, invece non è stato così, tutt’altro. L’eco prodotto da quel mio intervento e che, ricordiamoci, è andato in onda in prima serata, raggiungendo poi con le altre repliche quasi 4 milioni di italiani, è stato così forte che ancora oggi, a quasi cinque anni di distanza, mi capita di incontrare per strada ancora persone che si ricordano quella puntata, che magari hanno visto solo una volta in televisione, perché era stata così intensa da rimanergli impressa nella memoria. Però un evento così di rottura non poteva passare senza effetti collaterali, e pensate che i maggiori problemi non li ho avuti da quel pubblico, che credevo mi avrebbe riso dietro le spalle, ma dagli amici, i collaboratori o gli stessi ricercatori ed esperti dell’ambiente ufologico che già frequentavo. Per questo motivo decisi di ritirarmi per un po’ a vita privata, meditando su quanto era accaduto e come avrei dovuto muovermi in futuro.

Un’infanzia la sua molto travagliata, accompagnata da continue “abductions”. Si è mai chiesto il perché di tutto ciò? Un caso o un frutto di un qualche programma prestabilito?

Come affermo sovente nelle mie ricerche o nelle molte conferenze che sto tenendo da un anno a questa parte in ogni parte d’Italia, noi in realtà siamo dei programmi. Avete presente il film Matrix? Siamo schiavi di un sistema creato artificialmente per produrre energia, un’energia che possa far sostentare determinate creature ad un piano superiore al nostro (non certamente spirituale, ma tecnologico) e che si nutre di noi e di ciò che siamo. In questa Matrix ognuno di noi possiede un codice di riconoscimento, e in questo codice è già scritta tutta la nostra storia, ovvero il ‘programma prestabilito’ della sua domanda. Ognuno di noi quando nasce ha già un futuro più o meno scritto, senza che ne abbia coscienza gli viene affidata una famiglia, un nome, una posizione geografica e sociale, in alcuni casi gli viene persino già assegnata una compagna/o e addirittura quale lavoro dovrà svolgere raggiunta l’età adulta. In questo programma, inoltre, è previsto che alcuni saranno rapiti da queste entità aliene per essere sottoposti ad esperimenti di qualsiasi tipologia e natura, mentre altri non lo saranno, andando però ad infoltire la ben più vasta popolazione che fa parte dell’enorme fattoria chiamata Pianeta Terra, tenuta lì a svernare ad uso e consumo di queste potestà. Questa è in sintesi la mia storia, ma anche quella di migliaia, se non milioni di persone nel mondo che come me sono state o sono ancora oggi vittime di abductions.

Nel suo libro ha dichiarato di aver avuto “abductions” anche in delle sue vite passate. Vuole spiegarci da che deriva questa sua convinzione? 

Una doverosa premessa. Rispetto a molti altri ricercatori o personaggi dell’ambiente ufologico che spesso tendono a sostenere, dietro una parvenza di ufficiosa scienza, che quanto dichiarano è un’assoluta verità, personalmente non amo pormi in questo modo, ma invitando i miei ascoltatori o in questo caso i lettori, ad accogliere quanto affermo solamente come un’ipotesi di lavoro e niente più. Racconto la mia esperienza per come l’ho vissuta, in passato e attualmente, non voglio creare nuovi dogmi, filosofie, scuole di pensiero o nel peggiore dei casi delle sette (come purtroppo già accaduto), ma invito chiunque senta di avere un problema simile di farne esperienza, seppur possa sembrare strana o folle, perché solo in questo caso ognuno, e da solo, troverà le risposte che cerca nella propria vita. Detto questo, il problema delle ‘abductions’, almeno nel mio caso, ho scoperto essere, piuttosto, un ‘problema karmico’. Si scopre che gli addotti non lo sono soltanto in questa vita, ma anche nelle vite precedenti tramite un legame esperienziale, quindi spirituale e animico, ma anche genetico (dinastico se vogliamo), che tiene legate queste entità aliene con alcuni essere umani molto particolari. Sia in ipnosi regressiva, sia in meditazione, o sia praticando diverse tecniche affini, sono sempre riuscito a ricordarmi vite passate dove emergevano questi problemi, del tutto simili alla mia vita attuale, confermati anche da casi fortuiti (ma il caso non esiste), dove incontrando persone a me sconosciute ed ignare di queste vicende (mai da me sino ad allora rese pubbliche), cominciavano a raccontarmi che avevamo avuto esperienze in comune, in taluni vite passate e dove mi raccontavano, con dovizia di particolari, gli stessi contesti da me ricordati.

In alcuni periodi della sua vita si è accorto di possedere una certa capacità di prevedere il futuro. La sua vita è piena di molti sogni e visioni di possibili scenari del futuro, ce ne racconta alcuni tra quelli che ritiene possano verificarsi? 

Anche in questo caso si scopre che la maggior parte degli eventi previsti, in realtà erano indotti. Come molti lettori sapranno, questa particolare condizione era sorta anni fa anche negli studi dello psichiatra americano John E. Mack, e anche di altri, il quale sosteneva che negli addotti, questi alieni erano soliti indurgli visioni catastrofiche del mondo per mettere in guardia l’umanità su un’eventuale futuro senza speranza a cui saremmo andati incontro. La cosa buffa di questa storia, se così vogliamo definirla, è avvenuta nel momento in cui mi sino liberato dal problema dei rapimenti alieni, perché cessata la loro interferenza, sono finite anche queste visioni così nefaste. Questo perché? Perché l’Alieno è interessato a farti vedere il lato negativo del mondo (raramente lo fa in modo positivo), puntando il dito sulla nostra diretta responsabilità, facendoci sentire in colpa per le nostre azioni, abbassando così le nostre energie, le nostre difese, in modo che per loro possa risultare più agevole sfruttarci. Del resto, quando per un periodo della mia vita avevo settimanalmente visioni profetiche su alluvioni, disastri aerei, terremoti, attentati, incidenti, etc., e che puntualmente accadevano, vivevo in un continuo stato di terrore e che non contribuiva certamente a risvegliarmi, quanto piuttosto a stordirmi. Pertanto, anni addietro avevo previsto l’alluvione del Serchio in Toscana del Natale del 2009, il disastro ferroviario di Viareggio del 29 giugno sempre del 2009, il devastante Terremoto del Giappone del 2011, e moltissimi altri accadimenti.

Le persone si dividono in quelli che credono agli alieni buoni e gli altri che credono agli alieni cattivi. Lei in che posizione si colloca?

Che esistono gli Alieni, o meglio, gli Extraterrestri. Stop! Buono o cattivo sono soltanto dei punti di vista, angolazioni diverse che ci permettono di capire se una determinata entità può essere utile al nostro cammino o meno, proprio come facciamo ogni giorno con i nostri simili, gli esseri umani. Spesso tendo a dare una spiegazione molto semplice, dove in un Universo illusorio nella quale anche la stessa dualità è un programma fittizio sulla quale si basa tutta la creazione visibile, alla fine esiste un’unica Energia Cosmica che sta facendo esperienza, ed è il modo in cui questa Energia decide di agire che determina, attraverso i nostri parametri, se possa essere positiva o negativa. Se questa Energia decide di svolgere delle azioni per un bene comune, sarà riconosciuta in quanto tale, se questa stessa Energia decide di svolgere delle azioni in modo avverso o negativo, sarà ugualmente riconosciuta ma come una controparte in antitesi. Per quanto mi riguarda, l’Alieno cosiddetto Cattivo, è stato per me un compagno formidabile di viaggio, perché per quanto dolore e sofferenza possa avermi procurato, è stato anche colui, che nella sua inconsapevolezza, mi ha permesso di capire chi sono, di risvegliarmi da questa finzione in cui ero vittima chissà da quanto tempo, o da quante vite, comprendere taluni fenomeni cosiddetti extraterrestri e paranormali, e cambiare totalmente la mia vita. Alla fine è soltanto uno straordinario gioco di forze cosmiche, di energie che si equilibrano costantemente, dove il presunto Alieno Cattivo è fondamentale ed importante al pari di uno Buono, perché uno è lo specchio dell’altro.

Nel libro cita diverse razze aliene: i Grigi, le Mantidi, i Sauroidi, i Luciferini, gli Umanoidi Siriani, i Serpenti, i Satanidi e l’alieno Horus. Ha avuto a che fare con tutti loro? Tra di loro si differenziano in capacità e compiti? Hanno tutti la stessa natura?

Più o meno si, con alcuni ho avuto episodi più numerosi, con altri meno, in base sia ai loro interessi sul sottoscritto, ma sia per una mia conformazione genetica prediletta da talune razze rispetto che ad altre. Anche gli addotti, come i raccomandati, hanno i loro protettori, i loro ‘papponi del cosmo’, e certi esseri umani hanno interferenze più numerose con determinate razze aliene a causa della manipolazione genetica subita nel corso del tempo. Più ibridazioni saranno state compiute da alcune razze, più avrai possibilità di essere rapito da una specifica razza piuttosto che un’altra, più lieve è questa ibridazione, più sarai soggetto ad episodi costanti e continui da tutti gli altri. Si differenziano anche molto tra di loro, non solo per aspetto fisico, azioni compiute, finalità, ambiente di lavoro (le astronavi o le basi), luogo di provenienza (specifiche costellazioni o sistemi stellari che nel corso degli anni sono stati ricostruiti), ma anche per una ben specifica ed intrinseca natura. Tutti hanno la stessa origine, in quanto ‘aliena’, ma che poi materialmente si differenzia da una razza, o civiltà, all’altra, in base al contesto dal quale provengono e si sono evoluti.

Si è sottoposto a ipnosi regressive con il biologo Malanga, ricercatore di chimica dell’Università di Pisa, noto indagatore sui “rapimenti alieni” con il quale ha avuto poi contrasti in quanto non si è trovato più d’accordo con le sue spiegazioni. Ci fa conoscere nei particolari questa vicenda? Corre voce che da allora è cambiato il vostro rapporto e che ultimamente vi siete riavvicinati. È vero?

Raccontarvi tutta questa esperienza sarebbe troppo lunga da contenere in questa intervista, ma posso sintetizzarvi i motivi salienti di questa rottura e della successiva riappacificazione. In sintesi, nel periodo in cui venni a contatto con il professor Malanga (tra gli anni 2009-2011), mi ero accorto strada facendo che molte delle esperienze da me vissute, insieme a quelle di molti altri addotti, sia amici che conoscenti, spesso non coincidevano con le spiegazioni che venivano date dal professore e dal suo staff di collaboratori di allora. Queste divergenze ci portarono ad un punto critico e ad una successiva rottura, acuita anche dalla mia apparizione televisiva a Mistero del 4 gennaio 2011. Per Malanga doveva essere divulgato solo un lavoro che, a suo dire, poteva essere spiegato solamente mediante il metodo scientifico, non accettando così qualsiasi voce esterna che poteva minarne il suo lavoro, e seppur privatamente mi avesse confermato che quanto da me e ad altri fosse stato studiato e censito, non poteva permettersi di divulgarlo perché sarebbe andato al di fuori di una certa casistica, di un certo lavoro para-scientifico e che, all’epoca, si sentiva in dovere di divulgare. A quel punto, anche a seguito dell’intervento poco onesto dei suoi ex-collaboratori decisi di andarmene e di intraprendere un mio cammino, ed anche per questo ho deciso di ritirarmi a vita privata per alcuni anni, anche perché gli attacchi più feroci erano arrivati da quegli stessi amici e collaboratori con i quali avevo lavorato assiduamente per molto tempo. Più recentemente, anche grazie all’interessamento della mia ex moglie Ambra Guerrucci, siamo rientrati in contatto, ci siamo fatti delle scuse reciproche, costatando quanto sia cambiato il nostro lavoro, ma anche noi stessi, arrivando persino a trarre ad oggi delle conclusioni molto simili, oltre averci dato l’obbiettivo di incontrarci il giorno in cui avremo raggiunto lo stesso risultato, e non prima, a dimostrazione che tutti i percorsi, per quanto possano essere a volte diversi o inizialmente in contrasto, alla fine conducono allo stesso punto: la conoscenza e la comprensione di sé stessi.

Corrado Malanga è stato un grande animatore del CUN e amico di Roberto Pinotti, poi c’è stata la rottura con il CUN dopo oltre 20 anni di collaborazione, pare che abbia accusato Pinotti di una pretesa collusione con Servizi Segreti e Poteri forti vari. Sa qualcosa su questa vicenda e qual è la sua opinione sull’atteggiamento di Malanga?

Conosco solo la storia divulgata da entrambe le parti, sia da Malanga che dal CUN, ovviamente non priva di discordanze e incongruenze. Sinceramente non mi interessa poi molto sapere se dietro questa storia ci siano taluni Servizi Segreti o Poteri Forti, quello che conta sono i risultati che entrambe le parti hanno prodotto in tutti questi anni. Se c’è del buono o del marcio sarà poi la storia a deciderlo, certamente non lo farà il sottoscritto. Certo è che, analizzando l’intera vicenda, mi è saltato all’occhio un certo alone di mistero, di qualcosa di sottaciuto tra le tante offese e le accuse pesanti che sono volate, e che fa intuire che il problema sia molto più vasto, e che la frattura o la storia che vi si nasconde, sia di una portata ben più ampia. Ma forse, come tutte le grandi storie, è bene che resti così, con tutto il suo mistero e tutto il suo fascino, anche perché tale rottura ha prodotto comunque dei cambiamenti così epocali nell’Ufologia italiana che hanno portato anche persino a questa mia intervista. Nel senso che se Malanga e Pinotti non si fossero mai, per così dire, separati, forse nessuno dei due avrebbe poi preso la strada successiva che ha deciso di percorrere, Malanga forse non avrebbe mai avuto a che fare direttamente con gli addotti e probabilmente non lo avrei mai incontrato… c’è sempre un perché in tutto ciò che accade, e se sono qui a scrivervi la mia storia, è anche grazie a loro.

L’idea di alieni senz’anima venuti a portarci via la nostra, non sembra che abbia fatto molta presa sulla gente, un’opinione prettamente personale legata alle superficiali concezioni meccanicistiche proprie di un ateo materialista quale si dimostra sostanzialmente Malanga. Cosa ne pensa?

Questo è uno dei temi con la quale mi scontravo spesso con il professor Malanga, dal momento che sostengo che in realtà, sia tutti gli esseri umani, come qualsiasi essere vivente dell’Universo, compreso l’Alieno, abbia invece un’Anima. La parola stessa (animato, animare, animale) significa vita, e se andiamo ad analizzare tutte le filosofie, religioni o cosmogonie della Terra, si riscontra in questa ‘Energia Cosmica’, quel soffio vitale, quella fiamma imperitura, quella scintilla divina che porta vita là dove non c’è. È ovvio che civiltà progredite in ambito materiale, e non in quello spirituale (ma questo vale anche per gli esseri umani dediti troppo alla Materia che alle cose di Spirito), si tenda talmente a cadere sempre più nella densità fisica da sembrare di averla persa. L’Alieno alla fine è diventato talmente un clone di sé stesso, una macchina biologica, che ha perso qualsiasi emozione, sensazione, e anche quel briciolo di ‘umanità’ che lo rendeva così unico e diverso, per questo motivo sono tanto interessati a noi, a questa vitalità, a questa Energia, a questa forza, a questa ‘animosità’ che noi ancora oggi possediamo e che loro hanno in parte perso, o represso, nel corso della loro lunghissima storia; semplicemente fanno esperienza di questa Energia attraverso di noi come se fosse una potentissima droga, esattamente alla stregua di taluni nostri umani che fanno uso di sostanze stupefacenti, semplicemente per sentirsi ‘vivi’.

Nel libro traspare una sua aspra critica all’ambiente ufologico italiano scivolato, secondo lei, a livelli talmente bassi e tali da incominciare già a pensare ad una necessaria rifondazione. Cos’è che non va e che soluzioni vedrebbe? 

Sono sempre stato critico nei confronti di quegli ambienti che, nascendo spinti da un’innovazione rivoluzionaria si adeguano poi ad un sistema, diventando parte integrante di un contesto istituzionale. Inoltre, se andiamo a ben vedere, l’ambiente ufologico italiano è per così dire invecchiato con quanti lo hanno fondato molti decenni fa, e ad oggi sono pochissimi i giovani, le nuove leve che un domani avranno l’onere di portare avanti questo compito. Badate bene, anche io mi considero uno di questi ‘vecchi’, dal momento che mi appresto a varcare la soglia dei quarant’anni non senza i primi peli bianchi sulla mia folta barba, ma già da tempo mi sono attivato nel ricercare e formare nuovi studiosi, giovanissimi pieni di talento e capacità, assolutamente liberi da ogni ‘circolo istituzionale’ e che, un domani, non solo porteranno avanti il mio lavoro, ma contribuiranno a fare grande la ricerca di tutte quelle tematiche ‘oltreconfine’ in Italia. Purtroppo i livelli di bassezze, di contrasti, di opinioni diverse, delle tante parrocchie venutesi a creare, di gruppi più o meno noti, se non a volte segreti, a mio avviso non fanno altro che minare una certa credibilità al nostro ambiente della controinformazione, quando tutto dovrebbe essere sempre portato alla luce del sole. Del resto, se ci siamo dati il compito di rivelare al mondo ciò che la scienza, la religione, la politica non vogliono rivelare, tenendo tutte queste informazioni celate e segrete, perché dovremmo anche noi atteggiarsi allo stesso modo e con le stesse finalità? È un detestabile controsenso, figlio di un’epoca in cui si viveva di intrighi e complotti sociali e che ad oggi non ha più ragione di esistere. Il tempo delle spie e dei circoli segreti ed esclusivi è finito, viviamo nell’era della condivisione collettiva e globale.

Come vede il ruolo degli uomini e quello degli alieni nell’ambito del creato?

Che non c’è differenza alcuna, loro sono alieni ai nostri occhi come noi ai loro, e noi siamo umani in questo pianeta quanto loro sui propri pianeti di origine. La divisione e i ruoli sono solo dei costrutti, dei programmi mentali che permettono di muoverci e agire in questa realtà materiale, ma la natura, il cosmo, seppur sconfinato nelle sue variabili forme, non si è mai dato delle etichette, semplicemente fa esperienza assumendo le forme necessarie alla sua evoluzione. Siamo tutti quanti, umani e alieni, parte di un disegno molto più ampio dove in un contesto più grande, se vogliamo cosmico, seppure siamo così piccoli da risultare insignificanti ad un primo sguardo, siamo in realtà così fondamentali e decisivi per l’intera evoluzione universale.

Concludo questa mia intervista, dandoLe la possibilità di lanciare un messaggio ai nostri lettori su ciò che oggi, alla luce del suo “vissuto”, ritiene più opportuno attenzionare. 

Avete letto questa intervista? Bene, dimenticatela! Non è una provocazione, nemmeno un consiglio, ma semplicemente farvi prendere coscienza di un fenomeno collettivo, di un programma, dove qualsiasi persona abbia voce in capitolo, viene messa sugli altari della cronaca e diventa oggetto di culto. È a quel punto che la nostra sete di conoscenza si assopisce e diventiamo parte integrante del sistema, pedine manipolabili, agenti inconsapevoli di una Matrix, perché deleghiamo agli altri un lavoro esperienziale che invece ognuno di noi, singolarmente ed indipendentemente, dovrebbe portare avanti con coscienza critica e buonsenso. Quella che io racconto non è la verità, è semplicemente la mia esperienza, condivisibile o meno, e non è nemmeno questo l’importante, quanto farvi capire la grande opportunità che avete di essere protagonisti di un grande cambiamento, di una grande rivoluzione culturale che potrà manifestarsi se tutti quanti ci rimboccheremo le maniche, mettendoci a studiare, ricercare e lavorare. Non cercate le risposte altrui, ma ponetevi voi stesse delle domande alla quale troverete le vostre di risposte, perché solo così potrete finalmente essere liberi.

[Intervista rilasciata per la rivista
Ufo International Magazine” del dicembre 2016]